Equitazione paralimpica: non ci sono limiti!

La scorsa volta ci ha parlato di ippoterapia; invece oggi Lara ci racconta qualcosa sull'equitazione paralimpica...perchè non ci sono limiti per nessuno!

La scorsa volta abbiamo chiacchierato riguardo alla bellissima branca equestre dell’ippoterapia e dei mille e più benefici che apporta a chi la pratica. Oggi voglio invece darvi un’infarinatura circa un’attività paralimpica che coinvolge il cavallo e che pochi conoscono: l’equitazione paralimpica appunto, praticata da tantissime persone che sono nate con qualche difetto psico-fisico ma che non si arrendono davanti ai loro handicaps e lottano invece competitivamente come noi in alcune gare e discipline modificate sulla base di quelle già esistenti e che si adattano alle loro esigenze e difficoltà psico-fisiche.

Disabile senza braccia durante un gara di dressage (fonte: www.horsegroomingsupplies.com)
Disabile senza braccia durante un gara di dressage (fonte: www.horsegroomingsupplies.com)

La più praticata fra di loro è quella inglese del dressage; si tratta di una disciplina che si basa solo sul lavoro “in piano” del cavallo, senza ostacoli da saltare od altre difficoltà e che quindi riguarda solo l’allenamento delle tre andature base del cavallo: passo, trotto e galoppo. Durante una competizione di questo tipo si devono eseguire figure geometriche preimpostate in modo preciso, sinuoso ed armonico. Cadenza, rigore e concentrazione sono essenziali per il successo di questa disciplina.

Per queste persone, fra cui troviamo amazzoni e cavalieri cerebrolesi, paraplegici, amputati, con sclerosi multipla, nel campo delle menomazioni visive ipovedenti e non vedenti totali, e disabili intellettivi e relazionali (D.I.R.), la competizione arriva come frutto di un miglioramento o stabilizzazione dovuto grazie all’ippoterapia ,mentre per altri è semplicemente frutto di una spropositata ed innata passione per il cavallo così come può nascere in noi altri!

Disabile senza gambe in conpetizione (fonte: equitando.it)
Disabile senza gambe in conpetizione (fonte: equitando.it)

Qualsiasi disabile che abbia stabilizzato il suo livello di recupero può infatti iniziare la pratica sportiva dell’equitazione, o può riprendere a praticarla per esempio dopo un trauma invalidante. Sono rare le controindicazioni mediche!

 

Per questi cavalieri ed amazzoni così sensibili, il cavallo diventa più che mai un amico affidabile a cui appoggiarsi e su cui contare in ogni momento della propria vita; sensazionale è pensare al fatto che il cavallo può diventare le gambe per amputati, paraplegici o persone affette da sclerosi multipla, donando loro l’indescrivibile sensazione di poter “camminare” senza l’aiuto della carrozzina; oppure regalare ad un ipovedente i propri occhi per spostarsi senza timori.

 

Cardiogramma di un'appassionato di cavalli: il cuore oltre l'ostacolo!
Cardiogramma di un’appassionato di cavalli: il cuore oltre l’ostacolo!

Capite ora quanto sia speciale questo gigante amico peloso non solo per gente come me ma anche per altre milioni di persone in tutto il mondo? È unico ed insostituibile e permette a tutti, ma proprio tutti, di provare la sensazione di libertà che tanti purtroppo non riuscirebbero a scoprire; perché come dice un vecchio detto: “quando noi siamo in sella ad un cavallo, prendiamo in prestito la libertà”.

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3 Comments

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      Lara_lullaby

      Cara Marilena, grazie mille per il bel commento che mi hai lasciato! Lo scopo che mi pongo ogni volta è proprio questo: trasmettere qualcosa di positivo, di curioso e di costruttivo ogni volta. Non c’è nulla di più gratificante per me che raggiungere le emozioni di voi lettrici! Un bacio :-*

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