Gelosia

Le specie viventi sufficientemente evolute mostrano comportamenti di gelosia. Un comportamento che è stato evidenziato anche nei bambini di età inferiore ai sei mesi. Queste ricerche mostrano che i piccoli hanno dei compotamenti differenti quando le loro mamme interagiscono con altri bambini, rispetto a quando tengono tra le mani un oggetto.

immagine tratta dal web
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Questa forma di gelosia, che potremmo definire primordiale, è un istinto di conservazione, una forma di protezione per le proprie risorse, di sopravvivenza, di amore. Quindi c’è una componente istintiva forte alla base della gelosia, un bambino piccolo non riesce inizialmente a capire che la sua mamma non smetterà di amarlo e di provvedere a lui, solo perchè si dedica anche ad un altro bimbo per un po’.

La gelosia poi ci può cogliere anche in età adulta, con forme più o meno negative.

Di per sè, sentire la minaccia se la minaccia è reale, va bene, è sano, se la reazione è proporzionale, cioè basata su una buona comunicazione, volta a risolvere il problema.

Diversa la situazione di chi si sentirebbe minacciato sempre e comunque, chi reagisce volendo limitare la libertà dell’altro o peggio con violenza.

La persona esageratamente gelosa vuole limitare l’altro per  controllarlo, è una persona che può avere ansia continua di essere abbandonato, motivo per il quale vorrebbe che nulla sfuggisse al suo controllo, cerca sicurezza, ma in maniera sbagliata.

La via giusta è parlare chiaramente col partner per chiarire cosa c’è che non va, coisa c’è che ci fa stare male. Tuttavia, quando la causa non è reale, il lavoro è anche personale oltre che di coppia.

Utile, dopo il primo necessario passo di presa di coscienza, è un lavoro su stessi, per capire cosa c’è alla base del continuo stato di allerta, che mette in crisi la propria vita e quella di chi si ama.

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