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GIOIELLI DI GUSTO. Racconti fantastici tra ornamenti golosi

Nell’ambito di EXPO IN CITTÀ a Palazzo Morando, via Sant’Andrea 6 a Milano, la mostra GIOIELLI DI GUSTO. Racconti fantastici tra ornamenti golosi.

GIOIELLI DI GUSTO
Calotta funghi “Le chapeau” di Patrizia Valmori, Italia, 2015. Parte della collezione primave-ra/estate 2016 ispirata al tema dell’orto dei nonni e ai prodotti freschi della campagna

Aperta al pubblico dal 18 settembre all’8 dicembre 2015.

La mostra verrà allestita al primo piano dello storico palazzo e sarà il punto di incontro fra i mondi del gioiello e del cibo.

Saranno esposti ben 200 affascinanti pezzi d’autore, in un fantastico mix di gioiello, bijoux e accessorio moda, per una riflessione, sia seria, che surreale o fantastica, sul rapporto tra cibo e ornamento.

Tra le molte interpretazioni del cibo, tema di EXPO 2015, non poteva dunque mancare quella del gioiello. Gli alimenti, grazie al loro significato beneaugurante di ricchezza e promessa di vita, percorrono la storia del gioiello, dagli ornamenti più antichi a quelli contemporanei e le culture vicine e lontane, dalla Grecia Antica alla Cina del XVIII secolo.

Uva, melograni, ananas, fragole, ma anche frumento, baccelli di pisello, funghi, pomodori, pasta, pesci, granchi, uova e selvaggina.

Per non dimenticare tutto il settore dei drink, suggerito in maniera più o meno sfiziosa da anelli da cocktail oppure oggetti maschili come i gemelli da polso.

GIOIELLI DI GUSTO
Borsa “Golden Apple” della mini collezione “Food & Beverage” Mary Frances by AIbijoux.

Da questo concept prende forma la mostra GIOIELLI DI GUSTO.

Racconti fantastici tra ornamenti golosi, un’iniziativa ideata da Mara Cappelletti, insegnante di storia del gioiello, con allestimenti di Alejandro Ruiz, designer di fama internazionale, e curatrici di grande esperienza e preparazione come Maria Canella, Mariateresa Chirico e Anty Pansera.

Le forme e i colori delle delizie della tavola ispirano da sempre gioiellieri e stilisti di moda, così, grazie all’arte orafa e alla fantasia, il cibo, svincolato dalla sua funzione nutritiva, si è trasformato nel tempo in un oggetto che traccia una storia allegra, divertente e ironica del gioiello.

In un percorso fantastico, suggerito dall’allestimento ideato da Alejandro Ruiz, utilizzando le teche di DACA vetrina d’autore, la mostra si snoda in un percorso che conduce il visitatore tra gli ornamenti più golosi, attraverso quattro aree distinte.

IL GUSTO DEI GIOIELLI:

la sezione dedicata ai gioielli veri propone la creatività dei grandi gioiellieri declinata al tema del cibo con bellissimi oggetti ottocenteschi appartenenti alla collezione De Marchi ed esemplari Art Déco e degli anni ‘30 e ‘40 tra cui pezzi storici di Mauboussin, per concludere con i contemporanei.

IL GUSTO DELLA MODA:

le ispirazioni gastronomiche non mancano nella moda che spesso ricorre a frutti, gelati, dolci, bacche, pasta e persino uova per dare forma ai bijoux più divertenti.

Moschino, Ferrè, Missoni, Marras, Krizia si sono rifatti al tema ‘cibo’ per realizzare le loro creazioni; così come le protagoniste della fashion jewellery Ayala Bar, Mary Frances, Yvone Christa New York e Ornella Bijoux.

GIOIELLI DI GUSTO
Orecchini tridimensionali e bacche in movimento di Iconoclass per Antonio Marras. Argento 925 brunito, smaltati a mano e con inserti in tessuto.

IL GUSTO CONTEMPORARY

La sezione presenta una collezione di pezzi unici o realizzati in piccolissime serie, inerenti al tema; tra i più interessanti del panorama italiano e internazionale, frutto di un’accurata ricerca sulle forme e sui materiali.

Tra gli altri, sono presenti in questa sezione, Veronica Guiduzzi, Angela Simone, Barbara Uderzo.

GIOIELLI DI GUSTO
Anello Blob ring incredible –aragosta presbite,Barbara Uderzo, 2009. Argento rodiato, plastiche varie, aragosta in plastica flessibile, occhiali in argento dorato, perla d’acqua dolce. (foto Sergio Maraboli)

 

IL GUSTO VINTAGE:

questa sezione ospita una serie di bijoux appartenenti al periodo compreso dalla prima metà dell’Ottocento fino agli anni Novanta; con pezzi di Trifari, Boucher e Sharra Pagano per giungere alle collezioni storiche di Fendi, Ferré e Lagerfeld.

 

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