Mo te lo spiego a papà

Vi presento un papà blogger: Francesco di Mo Te Lo Spiego a Papà.

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Vi presento Francesco di MO TE LO SPIEGA A PAPA’, un papà blogger.


Solitamente siamo abituate a vedere le mamme in rete e non i papà, cosa ti ha spinto a farlo?

Mi ha spinto proprio il fatto che in rete sembrava che gli uomini non potessero parlare di famiglia, di bambini e di genitorialità.
Ho iniziato a scrivere come sfogo, per guardare in maniera divertente quello che accadeva in casa quando ci sono neonati.
Ho pensato che un papà non è un antagonista, ma solo un altro punto di vista.

Quali sono i tuoi progetti futuri Francesco? Sostanzialmente siamo curiose di sapere se arriverà un altro libro.

Il prossimo libro in tema Mo te lo spiego a papà ci sarà quando i miei figli saranno adolescenti. Lì ce ne saranno delle belle da raccontare. Sicuramente uno dei progetti a cui sto lavorando da un po’ di tempo è quello di un programma tv legato alla famiglia. Tra un po’ ci sarà il lancio, quindi occhio alla fan page di Mo te lo spiego a papà (https://www.facebook.com/motelospiegoapapa )

Il tuo lavoro di “educAtore”  ti permette di stare tra i bambini e i ragazzi dalla mattina alla sera, cosa ti lascia tutto questo a fine giornata?

Mi sono occupato di infanzia e adolescenza per 15 anni e questo mi è servito per allenare la fantasia, per stimolare la mia creatività, ma soprattutto per imparare a comunicare con i più piccoli. In fondo Mo te lo spiego a papà è un dialogo con tutti quei ragazzi che ho sempre incontrato e attraverso i quali faccio una riflessione, spiego una cosa o commento un fatto di cronaca.
Stare con i ragazzi tutto il giorno è dura, ma sai quante si possono scrivere?

Che differenza trovi tra lo scrivere un libro e la condivisione quotidiana nella rete?

Sono due scritture diverse, una immediata e veloce, mentre l’altra necessita di una riflessione maggiore, di un tempo per incastrare personaggi, aneddoti e vicende.
Scrivere un libro non ha poi un riscontro come lo può avere un post. Possiamo sapere subito se ciò che abbiamo scritto è piaciuto o meno pubblicandolo in rete, mentre avere un feedback dal pubblico che ha letto il tuo libro è più complicato e soprattutto lungo nel tempo.
Qual è il tuo rapporto con i social?
I social sono una parte del mio lavoro. Ogni giorno dedico una buona parte del lavoro alla condivisione di post, ai commenti, alle foto e alla lettura di altri blog o profili.
Credo siano utili nella misura in cui si riesce a gestirli e a trarre da essi la parte migliore. Se non ci fossero stati i social forse Mo te lo spiego a papà non sarebbe cresciuto.

www.motelospiegoapapa.it

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