Womoms ti porta ai mondiali

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Manuale semi-serio per sopravvivere ai mondiali di calcio (e sorprendere i nostri uomini)

Il 12 giugno inizieranno i mondiali di calcio e noi WoMoms vi aiuteremo non solo a sopravvivere alla full immersion di calcio che toccherà a tutte noi, ma a stupire i nostri mariti-compagni-fidanzati-amanti-figli-zii-cugini-amici e chi più ne ha più ne metta, guardando le partite con loro.

Avete capito bene!

Guarderemo le partite con loro.

Il 12 giugno se seguirete i nostri consigli sarete delle perfette intenditrici di calcio e sorprenderete il vostro lui potendo poi ricattarlo come meglio crederete (della serie…io ho guardato le partite con te e tu adesso mi comperi quella borsa di Prada, quelle scarpe di Jimmy Choo, quel completo di Armani, o qualsiasi altro vostro oggetto del desiderio, che guarda caso ho visto giusto l’altro giorno!!).

Quindi…pronte attente via!

 

LE REGOLE DEL GIOCO

Squadre: 2

Giocatori per ogni squadra: 11

Arbitro 1+2 arbitri di porta+2 guardialinee

Durata: 2 tempi di 45 minuti ciascuno+eventuale recupero da 1 a 6 minuti, a seconda delle interruzioni.

 

IL CALCIO DI RIGORE

Il rigore è la massima punizione che l’arbitro può comminare ad una squadra per un fallo commesso nell’area di rigore (che non è null’altro che quel rettangolo disegnato sull’erba davanti alla porta).

Ma come si arriva al calcio di rigore?

Un giocatore stende il suo avversario.

E’ un po’ come quando andiamo ai saldi.

Vedi quel paio di scarpe sul quale hai messo gli occhi da un bel po’, aspetti che sia scontato, arrivi nel negozio, lo vedi, lo punti, allunghi la mano per afferrarlo e zzacc te lo soffia quella tipa che era mezzo millimetro avanti a te.

No, non esiste!!!E quindi, visto che senza quel paio di scarpe non puoi proprio vivere, allunghi con molta non chalance la gamba e fai lo sgambetto alla malcapitata, facendola inciampare e facendole mollare la presa. Le scarpe cadono, lei se ne disinteressa perché ormai è assorta nella distorsione della caviglia che si è procurata e tu puoi riprenderti il maltolto. Le scarpe adesso son tue.

Ecco, nel calcio, niente di diverso.

Un giocatore corre verso la porta avversaria per fare goal, entra in area (quel rettangolo disegnato sull’erba davanti alla porta), l’avversario lo guarda e dice “ma questo dove crede di andare? “ allunga una gamba, un gomito, si attacca alla maglia, insomma…lo stende e quello il goal effettivamente non lo fa.

Niente goal, giocatore stramazzato a terra, calcio di rigore.

Il pallone su quel puntino bianco in mezzo all’area, davanti al portiere.

E’ una questione a tre: il pallone, il portiere e un giocatore avversario.

E’ come se la commessa riprendesse dalle tue mani le scarpe e le desse nuovamente alla nemica azzoppata.

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Se il pallone va in rete è goal. Tutti i compagni del giocatore che ha steso l’avversario gufano e inneggiano a riti scaramantici perché la palla vada fuori, a lato o sopra la traversa poco importa.

Anche con le scarpe.

Mentre la tua nemica se le prova invochi tutti gli dei dell’Olimpo…se le sono strette, hai fatto goal, 1-0 per te.

Se poi quando le provi sono strette anche a te…questo si chiama pareggio.

1-1 e palla al centro.

 

 

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