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7 giorni in pillole

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Giornali

Lunedì 16. La verità dove sta?

Le rose rosse di San Valentino iniziano ad appassire e l’ISIS mette in circolazione l’ennesimo brutale video. 21 cristiani copti su una spiaggia Libica con le solite tute arancioni e i boia dietro di loro. Seguono poi le immagini di un mare insaguinato. Non passa neppure una settimana e il video viene studiato da esperti americani e dichiarato manipolato. Le proporzioni sembrerebbero non rispettare la realtà, il sangue troppo rosso, le persone probabilmente erano 6 e moltiplicate a computer, lo sfondo inserito poi. Insomma paura di essere scoperti o minaccia ingigantita? A questo punto non resta che chiedersi: dove finisce la propaganda e inizia la verità?

Martedì 17. Mascherine

Martedì grasso. 50 vestiti di carnevale per i bimbi o 50 sfumature di grigio per le mamme? Mentre nelle piazze sfilano i carri mascherati dentro ai cinema continuano le sfilate di mascherine nere con su scritto “è normale averne voglia”. Mah. Io a Mr Grey ho preferito il mio nano mascherato. Che poi se ve piace venire menate da un uomo io vi presto volentieri mio figlio.

Mercoledì 18. Le Ceneri

Mercoledì delle ceneri. Inizia la quaresima. Il “digiuno”. Quello che gli ebrei chiamano “kippur” e che nel Corano viene chiamato “ramadan”. Ecco non mi interessa innescare un discorso religioso. Voglio solo raccontare questo: il Vangelo racconta che un giorno si presentò a Gesù un lebbroso chiedendo di essere sanato e lui toccandolo fece scomparire la lebbra. Successe il giorno successivo con un altro lebbroso e Gesù si raccomandò di non dirlo a nessuno, questi però rientrato in città cominciò a proclamare e divulgare il fatto. Gesù venne allontanato dalla città. Non voglio parlare del “miracolo”, del “credo” ma del suo aver fatto “kippur” (da capretto, capro espiatorio) con il lebbroso; toccandolo lo ha guarito, reinserito nella società venendo però escluso lui stesso. Mi interessa parlare del suo “sporcarsi le mani”, per amore lo si fa, della sua compassione, la stessa che porta nel deserto con la cenere sul capo. E c’è una cenere che in questi giorni avvicina tutti, cristiani e non. È la cenere sui giornali, quella dei palazzi, delle bombe. Non importa la religione che abbiamo, proviamo a impegnarci nel trovare dentro di noi l’amore e a fare “kippur” con chi ne ha davvero bisogno.

Giovedì 19. Una vergogna non tutta Italiana

Roma viene devastata dai tifosi olandesi del Feyenoord. Una immensa falla nella sicurezza romana, una gestione scellerata, una sottovalutazione scandalosa. Trovo inammissibile che un gruppo di tifosi, tra l’altro annunciando la loro violenza, già noti alle Questure di mezza Europa, pseudonazisti pericolosi e picchiatori, possa mettere a ferro e fuoco il centro della Capitale, ferendo più di 10 agenti, costringendo turisti e romani ad allontanarsi e i negozi a chiudere arrivando a danneggiare un monumento appena restaurato di 400 anni come la Barcaccia. Riducendo la nostra Piazza di Spagna, salotto del mondo, a pisciatoio e pattumiera. Ora mi auguro che i colpevoli paghino. E per colpevoli non intendo solo questa specie di “black block” della tifoseria ma anche chi non è stato in grado di mettere in sicurezza la città prima della devastazione!

Venerdì 20. Baby Papera per Dottor Sorriso

Oggi non voglio parlare di cronaca ma di una iniziativa splendida. Si chiama “baby papera” e viene rivolta a tutte noi mamme. È una iniziativa di Carrefour, che ha deciso di dedicare uno spazio a un concorso diverso. Basta andare sul sito http://babypapera.carrefour.it e caricare una foto o un video divertente del proprio bambino. Potrai farti votare dai tuoi amici e partecipare all’estrazione del premio finale di 4000€ di prodotti per l’infanzia ma soprattutto per ogni file caricato Carrefour donerà 1 euro alla Fondazione Dottor Sorriso e ai suoi progetti di Clownterapia. Carichiamo un sorriso dei nostri bimbi per donarne uno a chi di quel sorriso ne ha tanto tanto bisogno?

Sabato 21. La ragazza con la chemio in borsetta

Si chiamava Eleonora Marsala, viveva a Palermo, faceva la psicologa e aveva poco più di 30 anni. Tutti la chiamavano “La ragazza con la chemio in borsetta” perchè c’era una borsetta di stoffa che portava a tracolla e che da 3 anni era diventata il suo manifesto di coraggio. Da quando le diagnosticarono quel male tremendo, il cancro. Eleonora voleva vivere, voleva lanciare messaggi di speranza, scriveva, andava in televisione, raccontava la sua malattia con il sorriso. Eleonora dava coraggio e speranza a chi da quel male si stava facendo distruggere non solo le cellule sane ma anche i sogni, i sorrisi, la voglia di vivere. Eleonora sapeva bene di non doversi illudere, che quella chemio non avrebbe fatto miracoli ma il cancro spesso è questo, un bastardo che ti illude e poi ti uccide. Senza una cazzo di pietà. Voglio ricordare Eleonora così: “Nei giorni scorsi non sono stata bene, ho una micro embolia polmonare e sofferenza al fegato derivante dalle metastasi che sono aumentate di volume dando dei problemi!!! Il mio corpo soffre, mi obbliga a fermarmi, MA IL MIO SORRISO CONTINUA A SPLENDERE SUL MIO VOLTO, LA MIA VOGLIA DI RIDERE, SCHERZARE, LA MIA VOGLIA DI AMARE E SOPRATTUTTO IL MIO AMORE PER LA VITA SONO SEMPRE PRESENTI.” Questa era Eleonora il 17 Gennaio. Addio grande donna guerriera!

Domenica 22. Gli Oscar 2015

Con il trionfo di Birdman si conclude l’87esima edizione della cerimonia di Consegna degli oscar. Dakota Johnson sfila indossando una sola sfumatura di rosso e la sarta si è dimenticata di cucirle una spallina. Mr Grey l’ha già messa nella sua stanza delle torture, ne sono sicura. Lupita, Oscar lo scorso anno per 12 anni schiavo, si fa portavoce della crisi indossando un abito bianco con scollatura sulla schiena tempestato di, dicono, SEIMILA perle. Marion Cotillard si presenta con una sedia incorporata nel vestito. A Keyra Knightley qualcuno poteva spiegare che esistono gli abiti premaman e non occorre indossare le tende del salotto in gravidanza?! Lady Gaga fa la prova matrimonio: abito bianco e guanti per lavare i piatti.Tra gli outfit migliori sembrano esserci Juliene Moore e Patricia Arquette che alzano la statuetta vestite la prima con un meraviglioso Chanel Haute Couture bianco con decorazioni floreali nere e la seconda con un semplice ma raffinatissimo capo di Rosetta Getty. Il bianco e il nero sembrano esser stati uno dei trend degli oscar 2015. I miei preferiti però sono stati Gwinet Paltrow avvolta nel suo romanticissimo abito rosa e Neil Patrick Harris in mutande sul palco alla Gianni Morandi!

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