Home Lifestyle BON TON DEL VIAGGIATORE #2 IL POSTO A SEDERE
BON TON DEL VIAGGIATORE #2 IL POSTO A SEDERE

BON TON DEL VIAGGIATORE #2 IL POSTO A SEDERE

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I sedili dei treni sono un po’ come gli ombrelloni in spiaggia, si dovrebbe avere uno spazio definito ciascuno… ma come alcuni rubano ombra (e a volte ombrelloni) devi vicini, così certi boriosi allungano le  gambe e si stendono nella parte che non compete loro.

Anche se state stretti, se siete finiti in una terza classe ante guerra, non debordate: stare al proprio posto non solo è una basilare regola morale di umiltà, ma anche una fondamentale dimostrazione di rispetto. Il rispetto degli altri inizia su un aereo, su un treno, su un pullman, quando non si invadono degli spazi che spesso sarebbero stretti anche per un lillipuziano.

Caccia al ladro, 1955
Caccia al ladro, 1955

Questa regola vale sia dove i posti sono assegnati, sia dove non lo sono.

Sembra strano, ma è più facile rispettarla nel secondo caso: in fondo, siamo tutti nella stessa drammatica ristrettissima situazione.

Quando si è pagato, invece, si tende a esser più possessivi. Molti si radicano sul posto assegnato e si allargano, sistemando i propri bagagli accanto a sé. O occupano anche il piano d’appoggio del vicino, pensando di esser gli unici a dover lavorare.

Loriot, 1978

Quante volte ho visto eleganti signore sbuffare, perché mi ero offerta di sistemare io il loro firmassimo trolley, per potermi sedere al mio posto? E quante volte ho timidamente chiesto scusa, perché per evitar la cancrena di un piede, ho domandato al viaggiatore di fronte di spostare dalla mia zona le sue gambe? Anche in aereo, soprattutto su voli low cost.. quante volte ho dovuto farmi spazio in un sedile mio di diritto?

Insomma, ovunque siate, tenete ben presenti i confini del vostro posto, sia che sia assegnato, sia che vi ci siate seduti per caso: probabilmente non avrete molto spazio, ma sicuramente sarete notati per la vostra cortesia ed educazione!

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GQ Magazine, Aprile 2016

 

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Caterina Pascale Guidotti Magnani Penso di essere uno storico dell'arte e sicuramente sono una mamma. Non ho filtri, perché dico tutto quello che mi viene in mente, ma lo faccio sempre con gentilezza. Credo che l'educazione e la cultura siano alla base della civiltà. Ho una passione sfrenata per i foulard, una passione che è diventata collezione.

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