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Gli acquisti a distanza e la tutela del consumatore

Gli acquisti a distanza e la tutela del consumatore

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Capita spesso di farsi catturare da allettanti proposte telefoniche che promettono fantastiche offerte o importanti sconti che appaiono sempre più spesso sui siti di e-commerce

Altrettanto spesso capita poi di pentirsi dell’acquisto fatto o piuttosto ci si trova talvolta a confrontarci con la delusione del servizio che è risultato essere poco professionale

Il legislatore, sollecitato dalla comunità Europea, ha quindi previsto un trattamento afavore per l’acquirente che gli permette di poter “ripensare” all’acquisto fatto in seguito alla ricezione del prodotto

Questo diritto di ripensamento’ permette di sciogliere il vincolo contrattuale in ragione una tipologia di vendita che spesso si rivela aggressiva dal punto di vista commerciale.

La disciplina di riferimento è contenuta negli artt. 49 – 59 del Codice del consumo (D.lgs. 6 Settembre 2005 n. 206 come modificato da D.lgs. 6 Agosto 2015 n. 130 e D.lgs. 15 Gennaio 2016 n.8).

Questo diritto attribuisce al consumatore la facoltà di sciogliere il contratto senza il consenso della controparte, senza incorrere nelle penali e senza dover dare alcuna motivazione.

Il venditore, in questa ipotesi, dovrà restituire all’acquirente l’intera somma dell’acquisto.

Il diritto di ripensamento può essere esercitato entro 14 giorni dalla ricezione della copia del contratto purché il cliente abbia stipulato il contratto fuori dalla sede o dagli uffici commerciali del fornitore, cioè se il contratto è stato stipulato ‘a distanza’.

Vengono dunque tutelate le ipotesi in cui l’acquirente non abbia potuto vedere e sperimentare dal vivo il prodotto acquistato.

Il termine dei 14 giorni viene ulteriormente allungato nel caso in cui il venditore non abbia rispettato gli obblighi di informazione previsti per per i contratti e le proposte contrattuali negoziati al di fuori dei locali commerciali; in queste ipotesi il termine è di 60 o 90 giorni che decorrono, per i beni, dal ricevimento da parte dell’acquirente, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Il venditore ‘a distanza’ ha infatti l’obbligo di informare il consumatore circa l’esistenza del diritto al ripensamento, nonché l’onere di metterlo nelle condizioni di poter esercitare tale facoltà mediante la spiegazione delle fasi della procedura.

Come si esercita questo diritto?

E’ sufficiente inviare una comunicazione scritta al venditore a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

La comunicazione può essere inviata anche attraverso telegramma, telex, posta elettronica o fax, purché venga confermata tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive.

Nella raccomandata è necessario inserire le proprie generalità, i dati relativi all’ordine o all’acquisto effettuati,  la comunicazione della volontà di recedere dal contratto e l’intimazione a restituire il prezzo pagato entro il termine di 30 giorni.

Nel caso in cui, al momento del ripensamento, la consegna del bene sia già stata effettuata, l’acquirente ha l’obbligo di riconsegnare il prodotto al venditore integro entro 14 giorni solari dall’esercizio del diritto.

Lo scopo di questa disciplina è quello di agevolare le transazioni commerciali rendendo il consumatore consapevole delle proprie scelte obbligando, al contempo, i professionisti ad operare in modo più trasparente e nel pieno rispetto del soggetto c.d. “debole”

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