Home Lifestyle A te, che con gli occhi sorridevi…
A te, che con gli occhi sorridevi…

A te, che con gli occhi sorridevi…

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Caro Robin,

il mio per te è stato un grande amore e credo lo sarà per sempre.

Te ne sei andato due anni fa, decidendo da te della tua vita, perché anche i comici soffrono, anche i comici possono perdere il sorriso… perché chi l’ha detto che non potevi farlo pure tu?

Ricordo quel lunedì mattina in cui, sbirciando fra i post di Facebook, trovai quella notizia che arrivò come una freccia dritta al cuore: avevi deciso di far calare il sipario per sempre. Ho cercato subito altre notizie che potessero non confermare quel post, quella notizia così “violenta” e invece, trovai solo conferme.

Il “mio” Robin, quel Robin che qualsiasi personaggio sapeva interpretare, se n’era andato. In un attimo mi sono venute in mente mille scene… chi non si ricorda la famosa frase “Gooooooooood morning Vietnam!“?

Chi non ricorda la storia di quel padre che pur di stare con i figli fece di tutto, anche diventare una tata introvabile, una tata insostituibile, una tata… papà!

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Ho amato pochi attori del mondo del cinema, ma con te era tutto diverso. Non eri un semplice attore, eri speciale. Mi sei arrivato dritto al cuore. Nei tuoi occhi c’era qualcosa di magico che a fatica riesco a spiegare.

Robin dal cuore grande, uomo, marito, papà… grande attore. Mi sono documentata tanto su di lui dopo che fece breccia nel mio cuore interpretando il prof. Keating in “L’attimo Fuggente” (1989). Un professore che cercò di insegnare ai ragazzi che non esiste un solo modo di vedere le cose… che vanno viste da diverse angolazioni. Che bisognava succhiare il nettare della vita, che ahimè ne abbiamo solo una e bisogna viverla al meglio.

Che bisogna sentirsi liberi.

Liberi, già.

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Un attore del tuo calibro non poteva farsi fregare dalla vita. Non poteva farsi vincere da una malattia che non avrebbe lasciato spazio ai ricordi, alle parole (e chi ti conosce lo sa che eri uno di quelli che parlavano senza fermarsi mai!), ai movimenti… non gliel’hai permesso e hai fatto da te.

Ma manchi Robin, è come se mancasse un pezzo di cinema. Non so come spiegartelo…

Guardare i tuoi film sapendo che sono l’unica cosa che è rimasta di te è come guardarli a metà. Come leggere i titoli di coda con quel gusto amaro in bocca… con una malinconia strana.

Nella vita, Williams, non è stato solo il comico che tutti conosciamo. Ha dovuto affrontare momenti difficili, che gran parte di chi si fa strada in quel mondo (quello dei soldi facili, quello degli amici importanti…) vive.

Ebbe un periodo nella vita in cui alcol e droghe lo tormentavano non poco. Grande amico di John Belushi, era con lui quando morì di overdose. E questo episodio cambiò il suo modo di vedere le cose…

La cocaina è il modo che ha Dio di dirti che stai facendo troppi soldi.

Quel Mork che tutti (ne sono certa!) si ricordano, quel “na-no-na-no” pronunciato dentro ad una tuta aliena rossa, lanciò la splendida carriera di Robin.

Al cinema ci arrivò invece con Popeye e da lì, fu tutto in “discesa”: film da ricordare quali “Risvegli“, “La leggenda del re pescatore“, “Hook – Capitano Uncino“, “Will Hunting” per il quale vinse l’Oscar come miglior attore nel 1998, “Patch Adams” (indimenticabile davvero…)… tutti gli altri, e sono veramente tantissimi, li trovati in questo lunghissimo elenco Robin Williams – Wikipedia

Son passati due anni Robin, e leggevo che tua moglie Susan ha spiegato come stavano le cose (realtà che a te è stata così stretta e insuperabile da portarti ad una tale scelta): ti era stato diagnosticato il Parkinson e una malattia che porta il nome di “Lewy bodies”, una sorta di demenza che distrugge le funzioni cerebrali, interferisce con memoria, percezioni visive, capacità di giudizio e cosi via. Che fine avrebbe fatto un grande attore come te Robin?

Siamo tutti umani sai, non sappiamo cosa ci riserva la vita.

Non sono nessuno per condannare o giudicare la tua scelta estrema, ma sono una tua grande, fedele fan, che ogni volta che ti pensa lo fa con un sorriso grande. Che ogni volta che ti vede, ti guarda ancora e ancora…

Potrei scrivere per ore, avrei voluto conoscerti, avrei voluto assistere da dietro alle quinte ad uno dei tuoi spettacoli, anche solo un veloce sketch… ma non ho potuto e non potrò farlo.

Mi restano i film però, quelli infondo, non li porterà mai via nessuno.

Io vivo per dominare la vita non per esserne schiavo!

(cit. L’attimo fuggente)

@erica_womoms

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