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HO DETTO SI: Miss Liberty e Zio Sam

HO DETTO SI: Miss Liberty e Zio Sam

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Mi piace svegliarmi la mattina e non sapere cosa mi capiterà o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Secondo me la vita è un dono, non ho intenzione di sprecarla: non sai mai quali carte ti capiteranno ancora alla prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene e così ogni singolo giorno ha il suo valore…. e così come ha detto Jack Dawson “Viviamo e manteniamo le fiamme accese del nostro improvviso matrimonio”.

Non siamo una coppia convenzionale, non lo siamo mai stati, la passione folle per il capo, la convivenza prima del matrimonio e il matrimonio dopo la gravidanza lo dimostrano. Siamo partiti per una vacanza negli Stati Uniti e non siamo ancora tornati a casa, dopo quasi 2 anni. Il cielo azzurro, il sole alto nel cielo e la brezza  marina di Miami hanno fatto innamorare mio marito dal primo giorno, abbiamo fatto una scelta difficile, ma questa è una altra storia…
A maggio del 2014 ho compiuto 24 anni e l’arrivo di una email di conferma volo sul mio cellulare ha rovinato la sorpresa che poco accuratamente mio marito stava preparando, con tanto di ritardo, un po’ per colpa nostra un po’ per l’aereo, alle 2 di pomeriggio siamo atterrati a “The Fabulous Las Vegas”. Faceva un caldo desertico che ti toglieva il fiato e la città vuota, ci siamo guardati in faccia e ci siamo messi a ridere… seduti nei posti posteriore di un bus-taxi eravamo diretti all’albergo, il quale ho cercato meticolosamente su internet perché “lui” giustamente aveva pensato solo al volo, Flamingo, hotel & casinò. Ci ho messo poco a capire che qualsiasi hotel andava bene, dalla nostra stanza nel 14esimo piano avevamo la vista più bella, un muro di vetro che ci dava un panorama completo della città e di fronte a noi il maestuoso Caesar Palace! Quello del film “Una notte da leoni, vero?” Mi chiese lui. “Esatto”, risposi.
Lui si gira e mi dice “E se ci facessimo sposare da Elvis?” Come risposta, solo un ciglio alzato.
Dopo un po’ di coccole e relax sul letto e una bella doccia calda si erano fatte le 7 e dal muro di vetro della nostra stanza si vedeva che la città mutava. La calda, noiosa e vuota città desertica era diventata letteralmente “The Sin City”, la città del peccato, uno spettacolo di luci mai visto, la notte sembrava giorno e il divertimento regnava sovrano.
La mattina dopo abbiamo fatto colazione, l’albergo sembrava un mix fra un centro commerciale e una discoteca: negozi, gente, cubiste, musica, macchinette, tante macchinette. Uomini che bevevano, fumavano e giocavano a poker tutto il giorno, piscine affollate e la città nuovamente deserta. È stato nel bel mezzo di una cittadina vecchia del west dopo aver visto una vecchia chiesuccia che abbiamo deciso che farci sposare da Elvis non era poi una brutta idea … era divertente e, perché no, romantica. Rientrati dal tour ci siamo informati: ogni casinò ha la sua cappella, per tutta Las Vegas c’è qualcuno che ti sposa, hanno detto che molti ragazzi ubriachi si sposavano a Las Vegas per 100 dollari in macchina nel “wedding drive”, tipo un fastfood. Io ho creduto mi prendessero in giro ma poi ho capito che erano molto seri… ma il nostro non-convenzionalismo non arrivava a tanto. Avevamo la cappella, la data, l’ora, il fotografo, gli anelli e tanto amore. Mancava solo il tocco finale… eravamo a Las Vegas, la città dove tutto è possibile, non mi sarei sposata senza parenti, senza testimoni, con un vestito bianco… ovvio che no.
Eravamo alla cassa in un negozio di costumi per Halloween con i nostri vestiti da sposi in mano sorridenti e felici come una pasqua.

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Eravamo mano nella mano una davanti all’altro guardandoci negli occhi e in Italia i nostri parenti sul computer in collegamento  in diretta che ci guardavano e ci appoggiavano.
Anche se alla fine Elvis non ci ha sposati, Miss Liberty e lo zio Sam alle 7 e 30 di sera del 30 maggio del 2014 erano felicemente sposati.

@villar_arlen

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