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Sono mamma due volte

Sono mamma due volte

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“Ho un ritardo di pochi giorni. Forse è troppo presto per un test.
Cosa faccio? Tento? E se poi è negativo e mi illudo? Poi soffro ed io non voglio stare male. Voglio che quando sarà, sarà tutto magicamente perfetto. Che tutto vada per il verso giusto. Voglio un risultato positivo. È passato solo un mese dal matrimonio, insomma, impossibile possa aver già beccato la cicogna.

OK.

Faccio il test, ma non lo dico a mio marito, così posso fargli la sorpresa quando torna dal lavoro.Ma io non resisto alle 18, sono solo le 9 del mattino.

Vado in farmacia, compro il test e me ne torno a casa , con le mani che tremano e il cuore che palpita a mille, terrorizzata aspetto il risultato. Due lineette . Sono incita. Il panico. L’emozione e la gioia.

Respirare non riesci, inizi a fare una maratona per la sala pensando a cosa sia più giusto fare. Un flash di pensieri ti sfiorano la testa, decidi di andare da tuo marito che lavora a 30 km da casa; è estate e hai tutto il tempo, quel giorno poi sei di riposo dal lavoro.

Prendo la macchina e non so con quale non-lucidità mi metto alla guida, rido, piango e canto, fantastico sulla reazione di mio marito e su come sarò col pancione. Arrivo davanti all’ufficio e lo chiamo, lo invito ad uscire, mi trova lì, davanti a lui e gli porgo una scatoletta, la apre e subito mi salta al collo. Per chi ha assistito alla scena, sembrera’ stata una scena emozionante, incredibilmente romantica e straordinaria, ma non sa che la nostra felicita’ ben presto é diventata un’agonia.

Mi sentivo così strana, mi sentivo già mamma, perché sì, mamma ti senti dal primo istante.
Manca poco alla pausa, lo aspetto e pranziamo insieme, fisso subito un appuntamento dal ginecologo e iniziamo a porci una miriade di quesiti in quello stato inebriante.

Passano pochi giorni, la prima visita: euforici guardiamo lo schermo, ma nulla, la camera gestazionale é vuota, probabilmente la gravidanza é un attimo indietro, ci diamo appuntamento da lì a qualche giorno, ma nel frattempo faccio le beta… bassino il risultato, ma niente allarmismi, sarà solo presto; le ripeto dopo 48 h sono leggermente aumentate, non raddoppiate. Qualcosa non va.

Torno a casa e l’indomani mi sveglio, la corsa in ospedale, delle perdite anomale.
“Signora qui non nascerà un bel niente. É un uovo chiaro e c’è ben poco da fare , a breve avrà delle contrazioni ed espellera’ tutto. Nel caso contrario subirà un piccolo raschiamento. “
La freddezza di quelle parole e di quella fermezza della ginecologa mi hanno pietrificato. Esiste persino il caso in cui un bambino non si possa formare? Mi viene spiegato che succede anche coi pulcini, è la natura che fa selezione naturale, ma di ragioni non vuoi saperne. Tu, nel tuo dolore e basta, vorresti svegliarti da quel brutto sogno, ma purtroppo è realta’.

Il 30 luglio 2015 , il giorno piu brutto é arrivato: senti qualcosa di diverso che sta avvenendo nel tuo corpo, qualcosa viene respinto, rigettato, vorresti non capire, ma in realtà le parole cruenti della dottoressa ti rimbombano cavernose nella testa.
Il sole splendeva, ma dentro di me avevo un mare di tristezza e di odio verso tutti. Non ho versato una lacrima. Rabbia.

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Ho solo 22 anni . Perché devo subire questo?”. Pensi che hai una vita davanti, certamente, ma ti chiedi perché proprio a te?!

3 Novembre 2015, di nuovo la doppia lineetta rossa.

Terrorizzata all’idea, scoppio a piangere, impaurita per una nuova delusione, ma la forza che contraddistingue noi donne, mi permette di recuperare un attimo la lucidità e con l’ansia e la paura mista a qualche sentimento di felicità ancora represso, decido di contattare la mia attuale ginecologa, la quale mi spiega l’importanza di fare subito degli esami genetici per capire quale problema di fondo vi sia stato la volta precedente.
La sua tranquillità e serenità mi rasserenano: questa volta ANDRÀ tutto bene e nel frattempo mi prescrive l’assunzione di un farmaco che mi farebbe scorrere meglio il sangue. Secondo lei , infatti, ho problemi di coagulazione del sangue, molto frequenti alla mia età.
Effettivamente così è stato: scopro di avere una forma di trombofilia, una mutazione al gene MTHFR 1298/AC, una specie di “malattia” non preoccupante assolutamente, la quale consiste nell’ ostruzione delle vene. Sangue e ossigeno non fluiscono nella maniera opportuna e per questo non arrivano in maniera adeguata per la formazione dell’embrione e della placenta.
Importante capire il motivo per cui avvengono queste selezioni naturali,in modo tale da poter prevenire e risolvere nel migliore dei modi il problema di base.

Ricordiamoci che prima di essere mamme, mogli, amanti, sorelle, amiche, siamo DONNE, con una forza innata dentro di noi, pronte a rifiorire in seguito alla tempesta.

LUGLIO, il mese che tanto ho odiato, mi portera’ la gioia piu’ grande che si possa provare: sara’ la mia RINASCITA.
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