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Una mamma in blue jeans

Una mamma in blue jeans

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“Gilmore Girls” gli americani indicano con queste due parole una cosa molto più complessa che quando si diventa mamma si cerca sempre di diventare ciò: Una mamma per amica.

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Sicuramente ci viene in mente la serie TV iniziata nel 2000 e finita nel 2007 , “Una mamma per amica”: la storia di una madre e di una figlia unite da un legame molto profondo.

Un telefilm totalmente diverso da quello che eravamo abituati a vedere: dai dialoghi mai banali ai temi trattati ma soprattutto per la prima volta si parla di famiglia monoparentale e la famiglia del mulino bianco per intenderci è scomparsa.

Molto probabilmente questa nuova rubrica che per noi si chiama “MAMMA IN BLUE JEANS”, vuole parlare di questo, delle vostre esperienze.

Molte di noi, io per prima, ha cresciuto e cresce con tutte le difficoltà della società il proprio figlio/figlia  da sole.

Mamma in blue jeans nasce per caso quando una delle mie più care amiche parlando del più e del meno mi ha detto “tu sei una mamma in blue jeans!”. Oggi la figura della mamma è totalmente diversa rispetto a quella degli anni ’50 oggi deve essere madre, donna, lavoratrice, amica, deve ricoprire anche ruoli che non gli compete ovvero quella del padre.

Ho cresciuto Mariavittoria Lourdes per un grandissimo periodo da sola e tutte le difficoltà affrontate insieme ha portato ad un rapporto più profondo, abbiamo costruito un nostro mondo, fatto da me e lei, con la nostra ruottine, con il nostro equilibrio.

In questi anni ho avuto il grande supporto dei  miei genitori e degli amici più cari, che non hanno mai giudicato ma ci hanno sempre sostenuto nel nostro quotidiano.

Tutte le persone che non  hanno vissuto quello che vivi tu non potranno mai capire e comprendere quello che pensi e provi, anzi ci sono persone che si permettono di criticare, giudicare quando le cose non le sanno.

I pianti sotto la doccia, perchè è l’unico posto in cui puoi versare le tue lacrime, rimangono lì perchè dovrai sempre mostrarti forte e felice quando dentro invece hai solo che paura, paura di non farcela.  Essere genitore è la cosa più difficile che ci sia figuriamoci quando si è soli. Tutta la rensponsabilità ricade solo esclusivamente su di te.

Tutte le volte che vorresti scappare lontano e che invece non puoi, quando vorresti uscire con le tue amiche e tornare quando vuoi… insomma tutte le cose che fa normalmente una persona e tu non puoi, anzi direi che sei limitata.

Con la mia nanetta io sto vivendo una seconda infanzia consapevole, è colei che mi carica le batterie anche soltanto guardandola mentre dorme.

Non mi sento  “sfigata”, come qualcuno mi ha detto, oppure “senza una vita” o “io una famiglia ce l’ho!” credo che queste siano le cattiverie gratuite di persone che si nascondono dietro alla parola famiglia solo perchè in realtà non hanno nulla di famiglia.

Sono felice di aver cresciuta mia figlia da sola perchè ci vuole coraggio a farlo, come ci vuole coraggio rimettersi in gioco e crearne una nuova.

Gilmore Girls season 3 poster

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Alessandra Bonadies Mi chiamano Bonnie e sogno una vita da Pinterest. Abito a Roma ma sono una gallina padovana.

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