Michela Caria: la sua battaglia contro la depressione

michela caria

Michela Caria e la depressione: non credo sia una cosa rara, può accadere che nella tua testa si spezzino come dei piccoli cavi di connessione capovolgendo la situazione di tutta la tua vita

Michela Caria ha 27 anni ed è in cura per per un disturbo borderline cominciato con uno stato depressivo che si portava dietro da diverso tempo.

Interloquendo con lei ha ribadito quanto importante sia avere una diagnosi precoce per poter riconoscere la malattia e scongiurare altre condizioni patologiche pericolose per l’ammalato depresso.

Michela è determinata e il suo processo di guarigione va di pari passo con la voglia di raccontare sui social cosa l’ha spinta a tentare il suicidio.

E’ un modo per far si che altre persone, riconoscendosi, possano chiedere aiuto in tempo.

Inoltre racconta momenti della sua giornata con ironia e comicità.

Michela raccontaci di te, nei social ti sentiamo parlare più lingue, esattamente di dove sei?

Sono nata a Cagliari e cresciuta in un paesino chiamato San Sperate. All’età dei 19 anni ho iniziato a viaggiare. Ora vivo attualmente in Germania.

 

Che cos’è la depressione e quando hai scoperto di soffrirne?

Sappiamo che gli stati depressivi possono svilupparsi anche senza motivo apparente, è stato così anche per te o c’è stato un momento scatenante?

La depressione c’era già, anzi ho sempre creduto che fosse uno stato di normale realtà, finché sono entrata in un tunnel scuro che non mi offriva nessuna via di uscita.

Circa un anno fa, per porre fine a questo stato di sofferenza, ho sentito la necessità di farla finita. Sono stata stazionata per quasi un mese in una clinica psichiatrica e credevo che tutto sarebbe tornato come prima, così chiesi le dimissioni e tornai a casa.

Addossavo la colpa ai miei genitori, al modo in cui mi hanno educata.

Oltretutto imputavo la colpa anche a chi per anni, per tutta la durata della mia infanzia, adolescenza e oltre, mi aveva bullizzata.

Ora ho un’altra consapevolezza e dico che nessuno è colpevole.

Il fatto che una persona non dia importanza a se stessa e che non si concentri sul proprio percorso di crescita nell’età adolescenziale può portare ad avere problemi in futuro, come la depressione, disturbi della personalità e altro.

Può sembrare una sciocchezza, ma la maggior parte di noi butta via tanto di se, tutti i giorni, abbiamo troppe distrazioni e non siamo concentrati sui nostri bisogni.

michela caria

 

Il coraggio di esporti nei social raccontando che cosa ti è successo e il mettere a disposizione il tuo aiuto per coloro che si trovano a dover affrontare il disagio di questa terribile malattia, fanno di te una persona che ce la sta mettendo tutta. Vuoi raccontare anche a noi il tuo percorso nella depressione con il tremendo epilogo che ha portato al tuo terribile “incidente”?

 

Non c’è un percorso ben definito se non il diretto dirupo dalla quale mi sono lanciata da sola finendo in un profondo e buio sentiero che mi ha intrappolata facendomi credere che non ci fosse più alcuna soluzione.

Gli ultimi mesi, prima del tentato suicidio, assumevo parecchie sostanze stupefacenti e alcool. Non dormivo bene, non mangiavo non bevevo quasi più, mi stavo rassegnando.

Avevo spesso attacchi di panico e non riuscivo quasi più a stare in mezzo alla gente. Credevo di non avere più una via d’uscita allo stato di tristezza e di sofferenza in cui vivevo.

Attualmente mi trovo ancora in cura in una psichiatria, dipendentemente dal mio disturbo borderline, devo seguire una terapia chiamata: DBT dialettico comportamentale, la quale sarebbe bene conoscere in caso ci si trovasse di fronte a questi disturbi di personalità.

Se hai bisogno di supporto contatta intherapy 

In che modo è possibile chiedere aiuto e curare la depressione e quanto importante è la diagnosi precoce? Inoltre che messaggio vuoi dare alle persone che leggendoti si riconoscono nella tua storia?

Credo fermamente che Dio mi abbia trovata fra le fiamme dell’incendio che io stessa ho appiccato e che mi abbia riportata sulla terra facendomi notare quanto siamo fortunati e quanto amore esiste.

Qualora ci si sentisse insoddisfatti della propria vita, non si riuscisse più a trovarne un senso, bisognerebbe motivarsi e costruire il proprio percorso, facendosi aiutare da professionisti, frequentando posti in cui ci si possa confrontare, dando sfogo alla propria creatività e vedendo ciò che non si può toccare, ossia la speranza, per poi arrivare lì dove ci aspetta il nostro cammino.

Invito tutti coloro che stanno male, ad alzarsi e lottare, prendendosi il tempo necessario senza forzature ma con motivazione, perché la vita è solo una ed io me la sono quasi giocata, dando fuoco alla mia macchina in cui ero dentro.

Non lasciatevi straziare dalla tristezza, conoscete voi stessi, le vostre forze e debolezze e datevi tempo, non abbiate fretta di stare bene in un attimo, non ci sono giorni in cui si può essere meno tristi, ma giorni in cui siamo più motivati ed è quello ciò che conta!

 

Ringraziamo Michela Caria!

Carla Zanutto

Carla Zanutto

Sono Carla e dal 2010 faccio parte del Pengo Life Peoject, un progetto italiano per la tutela e la salvaguardia dell'Elefante Africano in Kenya. Le mie passioni sono il fitness, i cani e i libri.

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