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Quattro chiacchiere con @martiipal

Quattro chiacchiere con @martiipal

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Seguo Martina Palma, ovvero Martiipal, da diverso tempo. Il suo profilo colpisce subito l’attenzione ed è quasi impossibile non cliccare il famoso tasto Segui su Instagram una volta scoperto il suo profilo.

Le sue foto sono le più diverse: spaziano dal cibo alle locations, dai dettagli di bellezza a quelli quotidiani e tutte sembrano uscire da un servizio fotografico studiato sulla semplicità e spontaneità. Inoltre, di recente, ha ideato un qualcosa che ci sta a cuore particolarmente.

Vi va di scoprire insieme Martina e questa sua nuova idea? Andiamo!

Ciao Martina, raccontaci in breve qualcosa di te!

Ciao a tutti! Sono Martina, ho ventidue anni, abito ad Avellino e frequento il quarto anno di giurisprudenza. Sono una romantica di base e una nostalgica per passione, qualche anno fa lessi una citazione di John Green, a mio parere meravigliosa, “I’m in love with cities I’ve never been to and people I’ve never met” (…sono innamorato di città che non ho ancora visto e di persone che non ho ancora incontrato…) e non l’ho più dimenticata. Sempre insicura da adolescente, ho scoperto l’autoironia che mi ha salvata ed ora mi ritengo una ragazza solare con un carattere abbastanza forte. Non so descrivermi meglio di così, sono in costante crescita, mi sveglio la mattina e mi accorgo di essere cambiata, sono spesso in contraddizione con me stessa, ma credo ci sia tempo per cristallizzarsi in un’unica personalità.

Quando hai aperto il tuo profilo Instagram, avresti mai pensato di avere così tante persone che ti avrebbero seguita?

Ovviamente no (Piccola curiosità: qualcuno ha mai risposto di si?). Me lo chiedono spesso e rispondo sempre che con Instagram è stato un colpo di fulmine: mia sorella lo aveva scaricato come app per modificare foto, io avevo un cellulare talmente vecchio che non potevo installarlo, mi ci sono fissata rompendo spesso le scatole a lei e, appena ho avuto la possibilità, l’ho scaricato sul nuovo cellulare. Da quel momento, un amore senza fine!

Perché secondo te il tuo profilo piace così tanto?

Credo che la cosa che più piace sia il modo in cui mi pongo: mi esce naturale scrivere come se fossero tutte mie care amiche (chi mi segue è perlopiù un pubblico femminile). Ho visto molte blogger atteggiate ogni oltre limite, gente che non risponde mai ai commenti, piena di sé, che non guarda mai le foto degli altri e secondo me non ha senso usare Instagram a senso unico. I complimenti più numerosi che ricevo riguardano la mia spontaneità, quindi deduco che all’inizio ho raggiunto bei risultati più per la mia personalità che per la bellezza delle mie foto che nei primi tempi, onestamente, erano abbastanza imbarazzanti!

Nelle tue foto dai più importanza al contenuto o all’estetica?

Come hai ricordato anche tu nella presentazione iniziale, posto le foto più varie: cibo, viaggi, tramonti, fashion, ritratti, posto tutte le foto che mi piacciono, quindi risponderei che do più importanza all’estetica.

 

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In una delle tue tante immagini mi ha colpito soprattutto la didascalia. Ci tenevi a descrivere come sei arrivata a scattare quella determinata fotografia: indossavi una felpa ma l’inquadratura riprendeva dalla vita in giù ed indossavi una gonna elegante e scarpe col tacco. Avevi chiesto a tua mamma di darti la tovaglia più bella e il vaso con i fiori che si intravedevano in un angolo dell’immagine. Chi ti avesse guardato in quel momento avrebbe riso di gusto, come del resto se avesse assistito a tante scene “pre-scatto” di tantissimi altri utenti! Cosa c’è dietro alla maggior parte dei tuoi scatti?

Oddio cosa mi hai ricordato! Avevo rimosso quella foto dalla mente, ma ricordo che il racconto creò molta ilarità. Ti dirò la verità: dietro alle foto che scatto in casa, ci sono una marea di tarantelle! Ho Snapchat da qualche mese e lì ci sono tutti i retroscena più simpatici degli scatti che pubblico su Instagram: dalla sedia sul balcone, apparecchiata come una tavola imbandita (questione di luce: sul balcone ce n’è di più e la foto esce meglio), ai selfie tutta truccata ma in pigiami disagiati di pile a pois, da un accappatoio usato come tovaglia (mi serviva una tovaglia beige e non avevo altro sfondo utilizzabile, non giudicatemi!) a una striscia di letto perfettamente ordinata per la colazione mentre tutta la stanza è completamente sottosopra!

Con 48 mila followers sei una social influencer a tutti gli effetti, come ci si sente in queste vesti?

Ho realizzato sul serio cosa mi stava accadendo quando una ragazza, che ho poi scoperto essere una mia compagna di corso di procedura penale, mi ha fermato nel bagno dell’Università chiedendomi se fossi Martiipal, perché mi seguiva e le piaceva un sacco cosa postavo. I miei amici mi hanno preso in giro per giorni. Devo ammettere che è stato un po’ imbarazzante all’inizio, ora ci convivo tranquillamente anche perché l’unica che mi seguiva delle mie zone mi ha già fermata, quindi non mi calcolerà più nessuno!

Ci racconteresti la tua giornata tipo da Instagramer?

Ti racconto una mia giornata tipo da weekend: le due cose coincidono siccome durante la settimana sono più che altro un’universitaria disperata. Mi sveglio alle nove e un quarto, non prima perché l’Instagramer deve essere fresco e tosto per una giornata di foto, non dopo perché poi diventa troppo tardi per postare la prima foto. Se possibile, esco a fare colazione: uso la scusa di voler incontrare qualche amica per due chiacchiere, ma in realtà mi servono solo le sue mani per un #onthetable serio! Altrimenti passo mezz’ora a cercare accappatoi da usare come tovaglie e apparecchio qualche sedia (vedi sopra), cerco di fare il caffellatte più bello della mia vita (che puntualmente non mi riesce), prendo qualche fiore, un paio di biscotti e si scatta! Se sono fortunata sarà una giornata di gita fuoriporta quindi iPhone in mano e via a fare foto. Si cerca un ristorantino in base alla bellezza del tavolo (si può anche mangiare malissimo ma l’importante è una bella foto!). Altri scatti di pomeriggio, merenda fotogenica, qualche Snapchat qui e lì durante la giornata e si ritorna alla base. Solitamente faccio una bella scorta così posso postare foto di posti meravigliosi anche durante la settimana, mentre sono chiusa in camera ancorata alla scrivania.

Ovviamente con tanti seguaci molte aziende ti contatteranno per inviarti i loro prodotti, confermi a prescindere la collaborazione o fai una selezione? Se sì, in base a cosa?

Adoro questa domanda: è un tema su cui ho sempre voluto discutere ma mai nessuno me ne ha dato l’opportunità. Seleziono assolutamente i prodotti da pubblicizzare: il mio profilo non deve diventare un mercatino di roba scadente, come ahimè vedo sempre più spesso in giro. Alcune influencer non capiscono che, a mio avviso, perdono di credibilità se la mattina pubblicizzano le infradito per il mare, a mezzogiorno gli occhiali da montagna, la sera la tisana per dimagrire e di notte t-shirt ridicole con frasi scontate. Molte, pur di avere prodotti gratis, raccolgono qualsiasi cosa. Io rifiuto a prescindere fantomatiche polveri per dimagrire, tisane per drenare, thè della giovinezza eterna e così via, ho rifiutato una linea di magliette con frasi del tipo “stasera faccio la brava”, insomma: deve essere in linea con i miei gusti, con la mia personalità e con i messaggi che voglio trasmettere tramite social.

Hai mai partecipato ad incontri con altri Instagrammers? Raccontaci le tue impressioni positive e non.

Sono stata a tantissimi Instameet: inizialmente ne organizzavo io, la prima volta che ho incontrato un’amica conosciuta su Instagram ho fatto questo ragionamento: “Mi trovo a Firenze con il mio ragazzo, a Firenze abita Camilla, perché non scriverle e chiederle se ci vogliamo prendere un caffè?”; ed è andata esattamente così, è stata una piacevole sorpresa e da lì ho incontrato un sacco di amiche. Volendo quantificare direi di averne conosciute almeno una cinquantina con cui avevo creato un bel rapporto online. Alcune ragazze si sono rivelate peggio di quel che pensavo: è facile sembrare migliori attraverso i social, ho riscontrato una freddezza dal vivo che non trapelava attraverso lo schermo. Ho iniziato, invece, a frequentare Instameet organizzati dalle varie community più di recente (da nemmeno un annetto), e mi ci sono trovata sempre benissimo: chiaramente sono organizzati meglio e mi hanno aperto un mondo, ho conosciuto molti utenti, molto più bravi e creativi di me, da cui lasciarsi ispirare, nuovi modi di vedere quest’app, molte logiche sconosciute ai più, difficili da conoscere se non si è immersi in questo mondo.

Su Instagram sei davvero brava a cogliere ogni attimo della tua vita e a trasmettere con genuinità ciò che i tuoi occhi stanno osservando in quel determinato istante. Sei sempre stata un’appassionata della fotografia o lo sei diventata su Instagram col tempo?

Non sono mai stata appassionata di fotografia, lo sono diventata con Instagram che, ad essere onesta, mi ha permesso anche di sviluppare un senso dell’estetica che prima mi mancava: ho imparato a capire qual è l’angolazione migliore per guardare ad una qualsiasi cosa, che poi si è rivelato essere anche un insegnamento di vita.

 

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Tu sei la dimostrazione che non bisogna per forza essere delle gran fashion blogger taglia 38 per avere successo sui social come Instagram, come del resto anche nella vita di tutti i giorni. Per fortuna aggiungerei!

Noi di WoMoms di recente abbiamo iniziato ad appoggiare un movimento con l’hashtag #iostocolburro creato dallo staff di MaVie. Cosa significa?

Il mondo della pubblicità, il jet set, la moda e la società in generale, girano intorno ad un corpo perfetto che spesso, purtroppo, porta ad una ricerca così estrema della perfezione da scatenare disturbi alimentari. Ma perché? La salute non è per forza un addominale scolpito o il non avere un centimetro di culotte de cheval. La salute e la bellezza sono stare bene nel proprio corpo anche con quei chilogrammi in più, senza generare e arrivare all’obesità ovviamente . Con il tag #iostocolburro vogliamo far sì che se ne parli il più possibile in modo da trasmettere immagini reali di donne vere e non immagini “perfette” di donne “da sogno” che rimangono appunto un sogno e non la realtà.

Tu cosa ne pensi?

Non posso che condividere questo pensiero, è una “battaglia” che mi sta molto a cuore e che mi vede protagonista in prima persona. Non mi soffermerei più di tanto sulla società e il mondo della moda, mi rendo conto di non poter cambiare tutto in due giorni, ma punto alle ragazze che mi leggono: la gente spesso non si rende conto di quanto possano essere sgradevoli delle battute e di quali danni possano creare, ben peggiori di una copertina con annessa modella photoshoppata. Basta una personalità un po’ più debole e può crollare in un attimo! Vorrei cercare di evitarlo, per quanto nelle mie possibilità.

Di recente hai creato su Ig un tag relativo a questo argomento: #fotocurvy. Innanzitutto come è nata l’esigenza di questo tag?

Mi è capitato in passato di postare qualche foto di outfit, non lo faccio spesso perché non sono una fashion blogger e al momento il mondo della moda mi interessa fino a un certo punto, ma mi vesto anch’io e ogni tanto può essere divertente farsi due foto. Molte ragazze hanno inziato a scrivermi cose del tipo “sei bellissima, beata te che riesci a postare queste foto senza imbarazzarti”, “come fai a non sentirti giudicata?” e cose del genere. Ho voluto dare a queste ragazze l’opportunità di fotografarsi per un “movimento”: mi rendo conto che postare foto di sé può essere considerato narcisistico e molte ragazze si vergognano a farlo anche perché manca loro un motivo. Io ho cercato di darglielo, creando un luogo dove poter trovare supporto reciproco proveniente da ragazze che possono comprendersi a vicenda.

Secondo te usando questo tag potresti cambiare qualcosa nella mentalità delle ragazze che ti seguono? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

Il messaggio che voglio trasmettere è questo: ognuno può essere (e postare) ciò che vuole, essere grasse non deve essere un elemento di discriminazione né nella vita né sui social. Questo fatto che le ragazze skinny possono scosciarsi in foto e quelle grasse no non ha proprio senso. Io non dico che essere curvy è meglio perché “le ossa si danno ai cani” o sciocchezze simili: io porto avanti questo movimento senza discriminare altre tipologie di fisici. Continuo a ripetere che ognuno ha il diritto di piacersi, di scegliere come vuole essere. E sì, credo di poter cambiare qualcosa nelle mentalità delle ragazze che mi leggono: non credo che verranno postate molte #fotocurvy su Instagram, ma penso che nelle loro camere, guardandosi allo specchio, le ragazze possano iniziare a guardarsi con occhi diversi, di accettazione.

Cosa ti aspetti da questa tua nuova idea?

In verità, non molto. Come accennavo prima, io ci provo, sono convinta di questa idea, ma so bene come funziona. Le ragazze curvy, cicciottelle, grasse (che è diventata un’offesa, ma non capisco perché) hanno difficoltà a mostrarsi, la gente giudica, deride e credo ci vorrà più di un hashtag per cambiare le cose. Io però sono qui e continuo a sperarci.

 

Grazie Martina per aver chiacchierato con noi! Personalmente ho riconosciuto in te quelle qualità che di solito, purtroppo, si vanno un po’ a perdere con la “notorietà”: disponibilità, autoironia, genuinità e tanti valori solidi come bagaglio da portare sempre con sè. Speriamo tu possa non perderle mai di vista perchè ti rendono quella persona speciale che sei, ma soprattutto speriamo che la tua idea #fotocurvy come la nostra #iostocolburro, abbiano ancora tanta strada da fare!

E voi care WoMoms, cosa ne pensate?

Francesca

 

Photo Credits: Martiipal

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Francesca C. Nata a Torino ma trasferita a Bologna. Amo viaggiare e amo farlo soprattutto con i libri. Cerco di documentare le mie passioni con la fotografia e tra queste c'è un buon cibo e un buon bicchiere di vino. Certo, poi ci sono anche loro, le mie figlie, le preferite della mia macchina fotografica.

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