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SCATTO MATTO – I SELFIE

SCATTO MATTO – I SELFIE

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Bentornati con gli occhi sulla rubrica “Scatto Matto”!

Questa settimana parliamo di un argomento quotidiano come il pane: I SELFIE.

Sono andata predicando il mio rifiuto categorico per i selfie, ma alla fine, sono cascata nella “rete” pure io ahimè!

Chi non ne ha fatto almeno uno nella vita?… Suvvia, non barate, ammettetelo pure voi!

Qualcuno confonde il selfie con l’AUTOSCATTO, ma sappiate che stiamo parlando di due cose ben distinte.

In ambito fotografico, l’autoscatto non è altro che un meccanismo che introduce un ritardo temporale (fissato o programmabile) fra il comando di scatto da parte del fotografo e l’apertura effettiva dell’otturatore.

Un tempo, quando non avevamo nessuno a portata di mano che poteva aiutarci nell’impresa di scattarci una foto ricordo, che facevamo?

  • Si trovava un valido appoggio per la macchina fotografica
  • Si impostava l’AUTOSCATTO (per l’appunto) e si premeva il fatidico tasto di scatto
  • Si correva come pazzi “in posizione” (alla Rocky Balboa sulla famosissima scalinata di Philadelphia)
  • Si sorrideva sfiniti ma felici di avercela fatta

Il selfie invece è l’esatto opposto: niente corse, niente fiatone… solo faccia impostata e click! Rigorosamente scattato con il proprio smartphone, con la fotocamera anteriore.

Ma questo ormai, lo conoscete bene… attenzione a quello che scriverò ora invece!

Negli Stati Uniti è nato l’Anti-Selfie Movement e una star del cinema come Kirsten Dunst ha prestato il suo volto a un cortometraggio che mette in evidenza i limiti dell’ossessione per una vita connessa e sempre in mostra. «È tempo di essere Unselfie». Chi l’avrebbe mai detto?

Eppure, l’apparire eccessivo, a volte si trasforma in “malattia”.

Anche in Italia qualche mese fa è partita la campagna #setiselfieticancello, mentre il governo filippino li vuole addirittura proibire. La capitale finanziaria del paese Makati City, è secondo il Time la città al mondo dove si fanno più selfie pro capite. Effettivamente la mania per l’autoscatto che ha contagiato giovani e meno giovani, gente comune, politici e vip, inizia a perseguitarci.

Solo in Italia, dice una ricerca Samsung, si scattano 28 milioni di selfie al giorno; mentre secondo il Pew Research center americano più della metà dei ragazzi tra i 15 e i 35 anni ha condiviso un selfie. Per il sito selfiecity.net (che monitora 5 città mondiali) sono autoscatti il 4% delle immagini su Instagram.

Ma concludo dicendo che… un selfie ogni tanto non nuoce a nessuno. Ricordo ancora con stupore (e immensa simpatia) quando in rete è circolato quello di Papa Francesco. Mitico!

Bene, siamo arrivati al momento delle mostre fotografiche in Italia e nel Mondo (perché le WoMoms sono ovunque!):

 

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STEVE McCURRY – “OLTRE LO SGUARDO”

Villa Reale di Monza, Viale Brianza 1 – Monza

Dal 30.10.2014 al 06.04.2015

http://www.mostrastevemccurry.it/mostra.html

La mostra si sviluppa a partire dai lavori più recenti di Steve McCurry e da una serie di scatti che sono legati a questa sorprendente ricerca messi a confronto con alcune delle sue immagini più conosciute, a partire dal Ritratto di Sharbat Gula, che è diventata una delle icone assolute della fotografia mondiale.

Oltre a presentare una inedita selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione, anche grazie ad una ricca documentazione e ad una serie di video costruiti intorno alle sue “massime”. Lo scopo è quello di seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere la vicinanza con la sofferenza e talvolta con la guerra , con la gioia e con la sorpresa. Il desiderio è quello di capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa perché, come dice lo stesso fotografo: “Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”.

Ad una nuova mostra non poteva che corrispondere un allestimento del tutto nuovo ed originale, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nel mondo di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali della Villa Reale appena restaurata e la decorazione neoclassica che li caratterizza.

Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.

Daniel Pennac

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