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Il sole esiste per tutti

Il sole esiste per tutti

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Baby G. (Per ora ho deciso di non svelarvi ancora il nome) é arrivato al secondo tentativo, dopo il mese che abbiamo dovuto aspettare per pulire bene l’utero; i medici infatti, per espulsione naturale, consigliano di far passare almeno un ciclo (per chi non avesse letto il precedente articolo, ho riscontrato il caso della gravidanza con uovo chiaro); risparmiandoci l’ ansia del ‘’ non riusciamo più’ a beccare la cicogna” o della troppa attesa che poi crea ansia e influisce parecchio.
Questa volta ero pronta a tutto, fisicamente e mentalmente, “non mi trovo impreparata come tre mesi fa”, mi ripetevo.
Noi donne, si sa, abbiamo un po’ il sesto senso e nel cuor mio percepivo una strana sensazione, ancora prima di fare il test, ancora prima di avere il ritardo e poi gia’ erano comparse loro, le prime nausee !!!
Sin da subito si sono talmente affezionate alla sottoscritta, che per i prossimi 8 mesi mi hanno accompagnato a braccetto. 8 mesi!!!!!! 8 mesi di nausee e acidità.
È stato più’ lo stupore di mio marito per il test positivo, a rendermi felice che nemmeno il risultato in sè; brutto da dire, ma io non ero felice, ero terrorizzata, infatti sono scoppiata subito a piangere. E chi se l’aspettava una reazione così?
Pensavo ad una festa nazionale nel caso del prossimo test positivo e invece ero in lacrime, con mio marito che asciugava i capelli dopo la doccia ed io il test in una mano e nell’altra i detersivi che stavo mettendo via dopo la spesa.
Che romanticismo!
Il giorno successivo chiamo subito la ginecologa e fisso la visita, grandissima cavolata !!! (Io aspettavo il ciclo proprio per il giorno stesso che ho fatto il test).
Ma ero troppo in ansia e mi fissa l’ appuntamento subito per qualche giorno dopo, inutile a dire che quando mi ha fatto la visita, oltre al panico per essere andata da sola in quanto mio marito aveva un corso a Milano per il lavoro, si é aggiunta un’ecografia in cui non si vedeva nulla di nulla se non l’endometrio dell’utero ispessito.
La mia ginecologa mi rassicura subito dicendomi che potrebbe non essersi ancora annidato il mio fagiolino o un’altra situazione di aborto, ma essendo andata presto di stare tranquilla che tutto sarebbe potuto succedere, mi rimanda a casa , prescrivendomi subito gli esami genetici da fare e un farmaco per i coaguli di sangue, infatti poi ho riscontrato di avere la trombofilia, e ci diamo appuntamento per la sera dopo, dopo il lavoro mi dice di andare in ospedale che sarebbe stata di turno e mi avrebbe fatto le beta.
L’indomani, vado al lavoro, tutto il sabato, un’ attesa infinita, in pausa vado in bagno e trovo delle macchioline rosate/beige sulla mutanda e subito ho pensato “ o è lo spotting da impianto o anche questa volta è un brutto segno”, ma io dentro di me ero felice in quel momento, sapevo e speravo che sarebbe andato bene questa volta, alla sera faccio le beta e la mia dottoressa decide di farmi un’ ecografia.
Terrore all’idea di affrontare quello schermo che pochi mesi prima mi aveva creato un enorme vuoto.
Trattengo il respiro, le lacrime, il mio fagiolino era li.
Quelle perdite che avevo avuto erano un “mamma non ti preoccupare, io sono qua’ con te, con voi”.
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Ripeto le beta 48 h successive, tutto procedeva bene, ma inutile negare, per molto tempo ho avuto i radar alla massima sensibilità: ogni strano segnale del mio corpo tramontava in maratone al bagno per vedere se c’erano macchioline di sangue , o strane perdite.
Stavo attenta a tutto e tutti, con la fortuna di essere rimasta subito a casa in maternità per lavoro considerato a rischio, quindi ero in una campana di vetro: riposo e debilitata dalle nausee che mi uccidevano, ma almeno ero tranquilla e potevo dedicarmi alla mia serenità che pian piano ho iniziato ad acquisire; dopo i primi tre mesi siamo persino riusciti a diminuire le visite di controllo, passando da un’ecografia ogni 3 settimane ad una ogni 5. Come giusto che sia!!
Mi era passata l’ apprensione?
No!! Assolutamente!! Specie per il fatto che, oltre alle nausee, non ho avuto altri segnali immediati di gravidanza in corso, infatti i movimenti del bambino ho iniziato a percepirli molto tardi, almeno dopo la ventesima settimana e nemmeno tanto bene e definiti, se non quando ha deciso di mettersi in posizione cefalica e fare festini privati quotidianamente nella mia pancia, ovvero un mesetto fa, la pancia?
Nemmeno quella!! Infatti fino al quinto mese sono riuscita a tenere tutto sotto una campana di vetro, quasi come se volessi proteggere questo momento così nostro, così intimo, e condividerlo con nessuno se non con i nostri parenti e amici più stretti.
Veri e propri studi hanno attestato che chi ha subìto un aborto, riesca ad affrontare con meno serenità una successiva gravidanza, rispetto a chi invece non abbia dovuto far fronte a ciò; se avete vissuto tutto questo anche voi, potrete confermarlo.
Col senno di poi posso fare alcune riflessioni, spero utili:
• Non abbiate paura di parlare, esternare le vostre paure, pensieri negativi, ognuno può trovare il modo più adeguato (marito, amica, diario personale, carta e penna…), è importante non tenersi tutto dentro , esprimere le proprie emozioni per evitare preoccupazioni inutili. Anche le ginecologhe sanno trasformarsi in ottime psicologhe! Posso ringraziare ogni giorno che passa mio marito, lui il bianco , io il nero e la mia dottoressa, pronta a rassicurarmi.

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• Vivete il presente. Nessuno riesce a fare supposizioni sul futuro e ipotizzare eventi negativi non fa altro che creare ansie inutili che fanno male a se’ stesse in primis , al nostro bambino poi.
Lui percepisce e assimila tutto.
• Svagatevi: non focalizzatevi sulla gravidanza tutto il giorno, trovate attività’ da fare, cucinate, camminate, ascoltate musica.. Mio figlio nascerà ballando e con la passione per mocio e folletto!

• Non fate nulla controvoglia, se avete voglia di uscire , uscite, se avete voglia di non rispondere a nessuno, non fatelo, fate quello che vi rende più serene. Troppe volte si fanno o non fanno cose solo per gli altri, ora é il momento di stare bene, per la propria armonia.

 

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Le prioritá cambiano e il più delle volte si ha solo bisogno di tempo per noi stesse e nessun altro. O per chi vogliamo noi.
Inconsciamente ci stiamo preparando a ciò che verrà dopo, probabilmente.
Non sarà’ tutto semplice e nemmeno 9 mesi di rose e fiori, (specie con gli ormoni ballerini che ora fanno ridere, ora piangere come una fontana, ora altri stati d’ animo turbolenti!)ma ce la si può fare.

Sono la regina indiscussa dell’ansia, negatività e della poca speranza, sono brava a far sembrare il contrario, ma poche volte sono credibile a me stessa.
Se sono riuscita io, sono certa che riuscirete anche voi.
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E poi mi piace pensare, come è stato attestato da alcune statistiche, che sia il nostro piccolino ad aiutarci, in alcune situazioni in cui ci sentiamo tristi o demotivate , rilasciando delle cellule staminali, a migliorare il nostro umore.
Questo fatto conferma che l’amore per la mamma comincia da dentro la pancia.

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