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Un giovane scrittore: Marco Gritti

Un giovane scrittore: Marco Gritti

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Marco Gritti è un giovane scrittore, nato ad Udine nel 1998 e oggi ha pubblicato il suo primo romanzo: Il treno delle 07.48.

Ho avuto il piacere di scambiarci quattro chiacchiere con questo giovane scrittore pieno di talento che mi ha rapito mentre leggevo il suo libro. Facendomi ricordare i giovani amori e tutti i miei viaggi in treno da pendolare.

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 Chi è Marco Gritti?

Marco Gritti non è altro che un giovane ragazzo, che come tanti altri ha dei sogni, ha dei difetti, delle debolezze e dei punti di forza. Marco Gritti come tanti che vive una vita al ritmo della musica che ha nelle playlist del suo telefono. Poco toccato dai grandi problemi della vita, molto fortunato e con ancora moltissime pagine sulle quali scrivere il suo futuro incerto.
Com’è nato Marco scrittore?
Marco “scrittore” è nato quando Marco “bambino” gli ha lasciato il suo posto, quando per la prima volta Marco ha conosciuto quello che molti chiamano Amore, lui però non l’ha mai chiamato Amore, l’ha sempre chiamato Eleanor, forse era perché chiamandolo Amore avrebbe tolto unicità all’unica cosa alla quale teneva veramente. Marco “scrittore” è nato quando la distanza tra lui ed Eleanor non era più qualche chilometro ma erano 16.314 km, Marco “scrittore” è nato in Australia, lontano da tutti, lontano da lei ed è per questo che è nato, per sentirsi più vicino alla persona che ora può portare solo nel cuore e non per mano.
Marco “scrittore” è nato per amare a distanza, per adattarsi allo schermo di un computer che mostrava la sua Eleanor, per sconfiggere la distanza e nel suo primo libro riesce, riescono a sconfiggerla.
Hai 18 anni e hai vissuto in tantissime città: Parigi, Milano, Buenos Aires e ora Melbourne, ti consideri cittadino del mondo ma soprattutto quanto ha influito tutte queste città nella tua vita?
Mi considero cittadino del mondo come lo dovrebbe fare un ragazzo di 18 anni che magari ha sempre avuto la stessa casa, lo stesso mazzo di chiavi, le esperienze che ho vissuto, i paesaggi mozzafiato che ora porto con me mi hanno reso soltanto meno umano e un po più sognatore, tutto qui.
Il fatto di trasferirsi parecchie volte ha determinato i miei spigoli, il mio carattere e la mia personalità abituandomi a guardare qualcuno con la consapevolezza che avrebbe potuto condividere con me soltanto un pezzo della mia vita.
Credo che la città che mi abbia influenzato più di tutti sia stata Melbourne, perché sono arrivato quando avevo sedici anni e la vita ha deciso di mettermi a tavola con gli adulti nel giro di pochissimo tempo lasciando indietro i miei famigliari, i miei amici e lei.

Hai poco più di 18 anni e il tuo primo libro parla di amore, quell’amore con l’A maiuscola, secondo te i giovani sanno cosa significa amare ( perché neanche quelli della mia età lo sanno eh) ?

L’amore… non c’è cosa più indefinita dell’amore, c’è chi dice che l’amore sia solo un bacio, una promessa mantenuta, una stretta di mano, un per sempre che diventa realtà. Io credo che l’amore sia come come le impronte digitali, ognuno le ha diverse, ognuno lo vive in modo diverso, c’è chi lo vive come fosse una religione e chi fa dell’amore una forma di felicità. L’amore è lì, davanti a noi e spetta a noi decidere come vestirlo, se di ansie e preoccupazioni oppure di prenderlo così come arriva e in qualche modo renderlo nostro perché la bellezza è proprio qui, quando prendi una cosa che vivono tutti quanti e la rendi tua, inimitabile, unica come un’opera d’arte, la tua opera d’arte. Ecco l’amore è questo: un’opera d’arte che terrai nel tuo museo di ricordi.

Nel tuo libro, riferendoti ai social, scrivi: “siamo tutti in un carnevale immenso”. Tu che rapporto hai con i social?

Non lo nego che purtroppo i social siano parte della mia vita, che magari a Facebook dia più tempo che ad alcuni amici ma ormai è diventato normale così: rimanere online su Facebook e offline nella realtà. Il “carnevale immenso” viene accostato ai social perché i social sono pieni di maschere, molte persone si nascondo dietro foto sorridenti quando magari del sorriso si ricordano soltanto che forma avesse, c’è chi scrive frasi d’amore, di odio; siamo tutti quanti sulla stessa barca e in questa barca sembra ci sia il carnevale perché di sguardi persi nascosti da maschere è pieno.

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 Tu Marco sei felice? Cos’è per te la felicità?

In questo preciso istante no, ma forse quando mi sveglierò domani lo sarò ed è questa la bellezza della felicità che è fatta di attimi, non c’è una vita felice, c’è l’attimo di felicità in sé e il bello è che a volte questo attimo dura un eternità. Io auguro a chiunque di essere felice, a te che stai leggendo queste righe ti auguro che tu possa trovare la tua felicità nella persona che viene riflessa quando ti guardi allo specchio, perché è di lei che ti devi sempre fidare, è di lei che ti devi prendere cura perché ci saranno persone che non capiranno la sua delicatezza, ci saranno persone che entreranno nella tua vita solo perché hanno visto la porta aperta, prenditi cura di ciò che lo specchio riflette e fa sì che quell’immagine che sarà riflessa sarà sempre la stessa, che i tuoi occhi saranno sempre gli stessi, che la tua bellezza non cambierà per un ragazzo, che la tua forza non dipenderà dai complimenti che non ti ha fatto quando eri bellissima.

Quali sono i tuoi sogni di oggi e di domani ma soprattutto cosa sono per te i sogni?

I miei sogni di oggi, forse se dovessi scegliere tra tutti i miei sogni ne sceglierei uno solo.
Una giornata con mio fratello, dall’inizio alla fine. Quando tutta la mia famiglia è andata a vivere in Argentina lui se n’è innamorato, ha trovato la sua Eleanor ed è rimasto lì, ora sono quattro anni che vive da solo e purtroppo lo vedo una o due volte all’anno quindi il mio sogno sarebbe avere una giornata con lui, trascorrere le ore del giorno senza guardare orologio perché per quella giornata non ci sono ore, non importa il tempo. C’è lui, ci sono io il resto non ci sfiora nemmeno.
I miei sogni di domani sono di finire i miei studi con un punteggio molto alto, andare all’università e lavorare nel settore economico, avere una famiglia ed essere felice. Da grande voglio fare “l’uomo felice”.
I sogni per me sono l’unica cosa che ci rende umani, l’unica cosa che in un mondo di limiti è libera da ogni da ogni catena. Nessuno puo proibire ad un bambino africano di sognare una prateria, una distesa di lavanda nella Provenza, la libertà di essere cittadino di un mondo nel quale venga accettato. I sogni sono realtà nelle quali vorremmo vivere ma bisogna ricordarsi che se sogna troppo alla fine si perde ciò che ci rende umani: il tocco della realtà.

Il tuo libro preferito e perché?

Non c’è un libro che preferisco più di altri, le preferenze dei libri dipendono dal mio stato d’animo. Uno stesso libro può portarti in mille posti diversi ma l’unica cosa che sarà diversa saranno gli occhi che lo leggeranno, non credo che qualcuno possa preferire un libro ad un altro, purtroppo non ho un libro preferito.

Quali sono i tuoi progetti per domani?

Finire i miei studi, andare all’università e se riesco, continuare a scrivere perché ho scoperto che ciò che scrivo mi aiuta a vivere, se non scrivessi morirei di silenzio.

 

Correte in libreria a comprare il libro!

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Bonnie Mi chiamano Bonnie e sogno una vita da Pinterest. Abito a Roma ma sono una gallina padovana.

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