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CAP10100 a Torino

CAP10100 spazio polifunzionale a Torino

CAP10100

Una battuta d’arresto di un paio di anni per lo spazio polifunzionale che si affaccia sul simbolo naturale della città di Torino, sua maestà il “Po”.

Per alcuni sarebbe potuto essere uno stop definitivo, il segno per sigillare la storia di uno spazio. Non per l’Associazione Orfeo che guida e gestisce gli spazi comunali che furono della Scuola del Teatro Stabile di Torino dal 2012.

Tre le parole chiave su cui rinasce il CAP10100:

Cultura è Lavoro.

Una rete attiva di imprenditori garanti di professionalità e solidità. Privato Sociale attento alla qualità ed etica della scelta artistica, culturale e sociale, fondamentali nell’attenzione all’innovazione.

Istituzioni il cui ruolo attivo permette la restituzione alla cittadinanza che sarà eterogenea, coerente e sempre assolutamente alla portata di tutti.

Sostenibilità 360°.

Utilizzo esclusivo di materiale organico o riutilizzabile. Sistema Premiante per chi raggiunge la location con mezzi di mobilità sostenibile. Un sistema economico il cui centro sia la sostenibilità no profit tramite sistemi scalabili e replicabili di rete con realtà profit. Fortissima anche l’attenzione all’eguaglianza sociale in ogni sua forma.

Innovazione.

La gestione di uno spazio culturale polivalente, aperto in orario diurno con servizi per l’impresa creativa, l’università e il privato sociale. Una modalità che s’ispira alle best practise d’innovazione culturale europee. Utilizzo di tecnologia innovativa per pagamenti, strumentazione tecnica e comunicazione. Progettuale: per ripensare la progettazione culturale dal punto di vista del pubblico e delle sue esigenze.

In questo particolare periodo storico nazionale e internazionale, il CAP10100 incarna ancora di più la parola “innovazione” puntando sulle donne e sui giovani. Inserendo nel suo organico e in modo trasversale professioniste del settore artistico-culturale facendosi sempre affiancare, soprattutto in fase decisionale, da un nutrito gruppo di giovani under 30.

 

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