Un mese dopo la mia maratona di New York

Maratona di New York

Ho corso la maratona di New York.

Devo ripeterlo a me stessa con una frase sintatticamente semplice perché diversamente faccio ancora fatica a realizzare di aver partecipato alla maratona più importante del mondo.

Ho corso ben 42 km e 195 metri nella città più cool del mondo, quella che è praticamente nella metà dei film e series esistenti sulla faccia del pianeta. New York l’ho vista poco, perché ho dovuto preservare le gambe per la competizione che si è svolta domenica 5 novembre.

I runners che si portanno alla griglia di partenza della Maratona di New York

Mi è però bastato un attimo per innamorarmi di questo posto e di quello che ha rappresentato per me.

E’ trascorso un mese e ho ancora vivi i profumi di questa città, la prima cosa che ho colto scendendo dal transfer che dall’aeroporto mi ha condotta in albergo. Un mix, proprio come è questa città, un miscuglio di genti, razze, lingue, culture.

New York è avvolgente

“Avvolgente”, così l’ho definita perché questo mi ha dato. Ho corso a Central Park per due giorni, incrociando tante persone che venivano da ogni angolo del mondo.

Passeggiando verso Time Square a New York

Ho indossato la maglietta della Fondazione Umberto Veronesi di cui sono una Pink Ambassador, ed ho ricevuto gli sguardi di approvazione di persone che parlano un’altra lingua e che mi trasmettevano il loro pensiero “Brava, hai sconfitto un tumore al seno e ora corri”.

Ero lì con un team di donne che come me ha preso parte al progetto Pink is Good e ci siamo sentite acclamare centinaia, migliaia di volte.

In ogni angolo, in ogni volto, in ogni profumo New York ti avvolge. Io ho corso a New York, io ho solcato le sue streets così, io ho tagliato il traguardo della TCS New York City Marathon a Central Park dopo aver visto i suoi grattacieli, i suoi ponti, le sue salite.

Io finisher alla maratona di New York

Sono una finisher

E’ passato un mese. E’ cresciuta l’emozione che si alimenta del ricordo; si è amplificata la consapevolezza di avere compiuto una impresa importante e di essere diventata un pochino più forte.

Ora , quando mi sento una persona normale, so di avere una medaglia appesa accanto al mio letto che mi ricorda quanto straordinaria sia la vita.

Manuela

Manuela Prestifilippo

Mi definisco una operaia della comunicazione. Giornalista e non solo. Adoro scrivere, ma amo anche correre. Mi piace sperimentare tutto quello che attira la mia attenzione. Sono affascinata dal mondo orientale, dalle discipline olistiche e amo la vita in ogni sua declinazione. Dicono che nelle mie vene ne scorra parecchia e cerco sempre un motivo per sorridere e ringraziare. Ho vinto un tumore al seno e mi batto per la prevenzione e la ricerca scientifica. La mia parola d'ordine è "Ascoltare" perchè si impara sempre qualcosa.

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