Robocene di Marco Ferlini

Robocene di Marco Ferlini, un libro distopico.

Robocene, è una storia in cui si può vivere senza lavorare, senza soldi, senza politica. Un futuro possibile.

Robocene parla del futuro che verrà, si rifà ad un genere nuovo, il Solarpunk, ed è un libro diviso in più parti. Si, la cosa può sembrare strana, esce un po’ dai canoni, ma il libro è diviso in due, anzi, a dire il vero, in cinque!

Partiamo dall’inizio: a me piace narrare. Ma questo libro parla di scienza, di tecnologia, di intelligenze artificiali, argomenti ostici per chi non è solito trattarli.

L’idea originale l’ho messa tutta nella prima parte, dove un romanzo parla di una persona che viaggia nel tempo, arriva dal futuro e ci spiega come sarà il pianeta tra qualche generazione. Ma l’impianto fantascientifico del romanzo doveva essere supportato da prove tangibili e argomentate.

Da qui nasce la seconda parte, che è un saggio che risponde alla seguente domanda: ma potrà essere veramente così?

E tento, in parole semplici, di spiegare l’evoluzione che stiamo affrontando, un po’ di storia, e dove gli scienziati prevedono che ci porti lo sviluppo tecnologico. C’è poi una terza parte che conferma le prime due, confutando un eventuale ulteriore scetticismo da parte del lettore ed elencando una serie di scoperte e progetti che sono già attivi, facendo capire quanto veloci stiamo andando e quanto vicini siamo alle teorie di Robocene.

La quarta parte è un’intervista a Roberto Paura, esimio futurologo, per dare voce anche a chi, di questo ambiente, se ne intende. Seppur con profonde ricerche io rimango pur sempre uno scrittore. 

La quinta è quella riservata alla descrizione di come è nato il libro. Una chiacchierata tra autore e lettore. Un finale per alleggerire tutto il contesto. 

Voi vi chiederete: quindi il protagonista, nel romanzo, è una persona che viaggia nel tempo. Non è forse un po’ banale?

Si, ammetto che ho voluto sfidare un po’ il pubblico con una storia semplice, ma solo perchè, in contrapposizione, i contenuti non lo sono per niente.

«Vivere senza lavoro, senza soldi, senza politica. Un futuro possibile” è una speranza, è la profezia del libro, una visione utopistica, o cosa?

Mettiamo in chiaro un punto: nessuno ha la sfera di cristallo. Quindi nessuno può affermare con assoluta certezza come sarà il pianeta, mettiamo, tra cent’anni, nessuno. Quindi non c’è da credere ciecamente a chi parla di distruzione del mondo da parte dell’uomo, o distruzione dell’uomo da parte delle macchine, o improvvisi paradisi idilliaci.

Negli studi che hanno accompagnato il libro, però, ho intravisto una possibilità, generata da un costante sviluppo scientifico e tecnologico che, se convogliata nel giusto modo, potrà dare benefici globali al di sopra di ogni più incredibile aspettativa. Infatti, quando scrivo “Un futuro possibile”, lo scrivo senza punto interrogativo finale. Siamo in una via di mezzo: o vedi il futuro tutto nero, o lo vedi tutto bianco.

Io l’ho intravisto tutto bianco e ne cavalco l’onda.

Poi capisco che certe “possibilità” debbano essere “colte” dall’umanità, e che l’umanità tende sempre a rovinare le cose, ma con Robocene vorrei dare una “scintilla” a quante più persone possibili. Attenzione, il mio libro non vuole essere la nuova Bibbia, sarei contento se riuscisse a stimolare la voglia di conoscenza, di ricerca e di dibattito. Perchè parla di un futuro prossimo. Il nostro e quello dei nostri figli. Se non ci interessa questo, non so cosa possa interessarci.

Marco Ferlini

 

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