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Un libro ambientato in Oriente

Un libro ambientato in Oriente, ecco alcuni dei libri più belli

Un libro ambientato in Oriente, qui alcuni titoli di libri ambientati in Oriente e che vanno letti almeno una volta nella vita. Sono storie importanti, capaci di lasciare il segno.

Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.

Khaled Hosseini, anche con questo romanzo, si dimostra essere un autore toccante, struggente ed emozionante allo stesso tempo!

Le mille e una notte, AA.VV.

Questa è una tra le più celebri raccolte di racconti, costituita a partire dal X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori.

Le storie sono incentrate sul re persiano Shahriyār che, essendo stato tradito da sua moglie, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno Shahrazād, figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l’ira dell’uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l’eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l’aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per “mille e una notte”; e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

Ciascuna delle storie principali delle Mille e una notte è quindi narrata da Shahrazād e questa narrazione nella narrazione viene riprodotta su scale minori con storie raccontate dai personaggi delle storie di Shahrazād e così via.

Memorie di una geisha, di Arthur Golden

Circondate da un’aura di mistero, le geisha hanno sempre esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? Alle domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo che conserva l’immediatezza e l’emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l’infanzia, il rapimento, l’addestramento, la disciplina – tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del ‘900, l’hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata.

Finchè il caffè è caldo, di Toshikazu Kawaguchi

In Giappone c’è una caffetteria speciale. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kòtake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Come scopriranno che il passato non è importante? Perché quello che conta, alla fine, è il presente che abbiamo tra le mani.

 

Kim Ji-Young, nata nel 1982 di Cho Nam-Joo

La protagonista è una donna normalissima. E’ una neo mamma, di una bimba di poco più di un anno, cresciuta nella Corea del Sud negli anni ’90. Prima di essere madre, è stata moglie, donna in carriera, sorella e figlia affrontando ostacoli quasi insormontabili considerando la società patriarcale in cui vive. Kim è cresciuta in una continua valutazione delle sue capacità in base al suo essere donna, ovvero è cresciuta venendo di continuo discriminata sessualmente. ’arrivo della figlia però è come se avesse fatto cadere quell’equilibrio che si era creata negli anni. La sua emotività crolla e vengono a galla sdoppiamenti di personalità. Personalità di donne della sua famiglia di cui la protagonista ne imita addirittura la voce. Distrurbo mentale? Come guarire se così è?

Un romanzo crudo, ambizioso, che offre uno sguardo onesto e senza veli sulla condizione delle donne nella società coreana, e non solo, e che racconta la misoginia attraverso la metafora spiazzante e radicale di una donna che, pur di essere finalmente libera, è costretta a perdere se stessa e la propria voce. (Qui la nostra recensione)

Kim Ji-Young, nata nel 1982

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