Andrea Camilleri: i 10 migliori libri

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Andrea Camilleri, i suoi migliori libri

Andrea Camilleri, i suoi migliori 10 libri. L’autore nel corso della sua vita ne ha scritti diversi, ma quali sono i migliori ed i più letti? Vediamoli insieme!

Riccardino

E’ l’ultima indagine del commissario Montalbano. Il commissario deve sgrovigliare un nuovo caso, l’ultimo. La vittima è il giovane direttore della filiale vigatese della Banca Regionale. Testimoni dell’esecuzione sono i tre amici intimi del morto che insieme hanno condiviso tutto, persino il non condivisibile di una vita familiare. Cosa sarà successo? Da leggere anche se non si ha mai letto i romansi della serie di Montalbano.

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La Pensione Eva

“Per le stanze della Pensione Eva, il casino di Vigàta appena rinnovato e promosso dalla terza alla seconda categoria, transitano figure e personaggi provinciali e sonnolenti. E questa “casa chiusa” diventa lo sfondo di un vero e proprio romanzo di formazione prima dolce e poi crudele. Ogni quindici giorni le sei “picciotte” della Pensione partono, e ne arrivano delle nuove; è in mezzo a queste presenze carnali che trascorre la giovinezza di Nenè, Ciccio e Jacolino. Un periodo indimenticabile, perché “le storie che quelle picciotte potevano contare gli avrebbero permesso di capire. Capire qualichi cosa di lu munnu, di la vita”.

Il ladro di merendine

Terzo giallo che vede come protagonista il commissario Montalbano, Questa volta Montalbano sospetta l’esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale nè risaputa.

I tacchini non ringraziano

“Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant’anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo libretto perché di me, e di moltissimi altri come me, possano avere un’opinione sia pure leggermente diversa.”

Gocce di Sicilia

Vengono qui raccolti gli scritti originali di Andrea Camilleri comparsi nell’ordine sull'”Almanacco dell’Altana” negli anni 1995, 1996, 1997, 2000. Fra essi, “Piace il vino a San Calò” è una parte revisionata e rielaborata del romanzo “Il corso delle cose”. Il racconto “Ipotesi sulla scomparsa di Antonio Patò” comparve poi in forma ridotta sul quotidiano “La Stampa” e successivamente ampliato e integrato da nuove invenzioni, diede luogo al volume “La scomparsa di Patò”. “Il cappello e la coppola” fa parte delle “Favole del tramonto”.

Come la penso

Un’autobiografia in forma di saggi e di racconti. Un percorso ricco di personaggi, luoghi, piccoli e grandi eventi, e con incursioni nella letteratura, nella filosofia, nella politica. Ricordi di ragazzo, le “controstorie” della sua Sicilia, e poi un’Italia di ieri e di oggi, intrattenuti dalla sua inesauribile vena critica e ironica.

Donne

Sono illustrate una decina di donne che Andrea Camilleri stesso ha conosciuto o ne ha sentito parlare o letto su libri. Descrive i caratteri, comportamenti, temperamenti delle donne, descrivendole nei minimi dettagli e con devota ammirazione. “Donne fiere che non cedono a minacce né a lusinghe, pronte ad affrontare il loro destino. Donne misteriose che compaiono e scompaiono nel volgere di un viaggio in nave. Oppure quelle soavi e inebrianti, come la Sicilia. Ma anche donne scandalose, perché non hanno paura di prendere ciò che è loro, compresa la libertà. Semplicemente, donne. ”

Il cuoco dell’Alcyon (Il commissario Montalbano)

“Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato.”

La forma dell’acqua

Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica, un omicidio eccellente seguito da un altro. Andrea Camilleri pratica questo giallo sempre con facilità, ironia e intelligenza di scrittura che appartengono all’arte del raccontare. Cioè all’ingegno paradossale di far vedere all’occhio del lettore ciò che si racconta, e di contemporaneamente stringere con la sua mente la rete delle sottili intese.

Ora dimmi di te

“Cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipotina Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti secondo il ruolo che hanno avuto nel rendere Camilleri lo scrittore e l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Con humour e limpidezza, queste pagine ripercorrono la storia italiana del Novecento attraverso quella di un uomo innamorato della vita e dei suoi personaggi. Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende l’esistenza degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare – a Matilda e a noi – la lanterna preziosa del dubbio. “

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Francesca Cirianni

Nata a Torino ma trasferita a Bologna. Amo viaggiare e amo farlo soprattutto con i libri. Cerco di documentare le mie passioni con la fotografia e tra queste c'è un buon cibo e un buon bicchiere di vino. Certo, poi ci sono anche loro, le mie figlie, le preferite della mia macchina fotografica.

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