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Una icona in mostra: Barbie a Bologna

Una icona in mostra: Barbie a Bologna

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Barbie arriva a Bologna!

Nell’immaginario collettivo Barbie è un simbolo, rappresenta l’obiettivo di femminilità che ciascuna bambina ha per sé. Ciò fa di Barbie una vera e propria icona di stile, di moda e di perfezione. Ed è proprio questa essenza a dare lo spunto al titolo della mostra inaugurata da poco a Bologna, a Palazzo Albergati: Barbie. The Icon.

Barbie
In mostra Barbie. The Icon.

Dopo Milano, Roma e Parigi (queste ultime ancora in corso), apre un’altra retrospettiva su Barbie, la più ricca e significativa nel suo genere, con più di 500 bambole: Barbie. The Icon.

Barbie
In mostra Barbie. The Icon.

Il 17 Maggio ero lì, travolta da uno strano bipolarismo: da un lato la pignoleria tipica dell’addetto ai lavori, dall’altra l’emozione della ragazzina che va a conoscere il suo idolo. Mi domandavo come sarebbe stato il contrasto tra il giocattolo e la sede espositiva, un palazzo che ha visto e vissuto sulla propria pelle la storia di Bologna.

Barbie
In mostra. Barbie. The Icon. Nel 2011 Barbie è Grace Kelly Sposa

Palazzo Albergati da palazzo aristocratico a sede espositiva

Era quella degli Albergati una antichissima famiglia bolognese, i cui esponenti ricoprirono le più alte cariche della politica cittadina e fecero decorare la propria dimora dai più grandi maestri.

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Palazzo Albergati, Bologna – Ph. Il Resto del Carlino

Sulle pareti di Palazzo Albergati nel 1615 è passato il penello di Bartolomeo Cesi e a fine Settecento si è depositato l’estro di Antonio Basoli -per citare solo un paio di nomi celebri passati per quelle stanze.

L’8 agosto del 2008 un incendio ha colpito il palazzo, martoriandolo, ma al contempo offrendo l’occasione del ritrovamento del fregio di Cesi e del restauro delle altre decorazioni. Questi lavori hanno portato all’immagine attuale dell’edificio, che da un paio d’anni si fa ospite illustre di alcune esposizioni.

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In mostra Barbie. The Icon. Barbie dal Mondo.

Passate queste considerazioni del mestiere, alla fine ha prevalso una frenesia divertita ed entusiasta, alimentata da una esplosione di bambole dalla vita sottile e i piedi sui tacchi a spillo.

Barbie, una splendida sessantenne

537 esemplari a esempio delle migliaia prodotte in 57 anni di vita della biondina californiana più amata di sempre. Ecco cosa è Barbie. The Icon.

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In mostra. Barbie. The Icon. Nel 1998 Barbie è Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany 

Barbie ha vissuto questi quasi sessant’anni con l’entusiasmo e la freschezza di una ragazzina, interpretando i gusti del tempo, facendo ogni tipo di lavoro (dalla veterinaria alla hostess, dalla ballerina alla cuoca), vestendo le griffe più famose (da Moschino a Chanel a Loboutin), identificandosi in decine di personaggi e interpretando ruoli infiniti. In mostra, infatti, il curatore Massimiliano Capella ha portato anche le grandi figure messe “in scena” da Barbie, figure che provengono dalla storia, dalla musica, dal cinema…e dal mondo.

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In mostra Barbie. The Icon.

Ed ecco Elisabetta I, accanto alle protagoniste dei film di Haudrey Hepburn, a miti della musica del calibro di Cher e ai protagonisti de I pirati dei Caraibi.

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In mostra Barbie. The Icon. Barbie nella Storia – Ph. Marghera PGM

Tutto ciò è magistralmente diviso in sette sezioni, a cui va aggiunta la sala  Semplicemente Barbie, che introduce alla mostra con 8 pezzi emblematici, chiamati a rappresentare ogni decade dal 1959 al 2016, cioè dalla prima Teenage Fashion Model Doll all’attualissima serie Barbie Fashionista.

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In mostra. Barbie. The Icon. Barbie vestita Moschino (Jeremy Scott) p/e 2015

Già qui Barbie si rivela per quello che è, cioè un fenomeno antropologico, che ha saputo abbattere frontiere linguistiche, culturali, sociali, che ha saputo rappresentare oltre 50 diverse nazionalità e che è a tutti gli effetti una icona, Barbie The Icon.

Per vedere la mostra, armarsi di rosa, di sogni e fare click  qui

 

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In mostra. Barbie. The Icon. Tra il 2012 e il 2015 Barbie è Katniss Everdeen in Hunger Games 
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Caterina Pascale Guidotti Magnani Penso di essere uno storico dell'arte e sicuramente sono una mamma. Non ho filtri, perché dico tutto quello che mi viene in mente, ma lo faccio sempre con gentilezza. Credo che l'educazione e la cultura siano alla base della civiltà. Ho una passione sfrenata per i foulard, una passione che è diventata collezione.

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