Deficit da Disturbo dell'Attenzione
Salute

Cos’è il DDA: Deficit da Disturbo dell’Attenzione

Deficit da Disturbo dell’Attenzione, un tema sempre più presente nella popolazione infantile e molto conosciuto dalle mamme moderne

Deficit da Disturbo dell'Attenzione

Una volta veniva chiamato con l’acronimo “ADHD” oggi sempre più spesso nella comunità scientifica lo si chiama “disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività”.

La sua massima manifestazione, tendenzialmente, avviene nella fase della scolarizzazione (dai 6 anni in poi) in quanto per lo più sono gli insegnanti della scuola primaria a segnalare la difficoltà dei bambini a mantenere l’attenzione costante o a restare seduti per le tempistiche richieste dalla scuola.

I bambini con questo particolare disturbo saranno, infatti, impulsivi e altamente eccitabili da diversi stimoli. Tendono, inoltre, a non rispondere in modo prevedibile alla ricompensa o ad altre tecniche di “controllo comportamentale”.

Sebbene la segnalazione provenga frequentemente dagli insegnanti, i genitori non rimangono indifferenti nel notare una particolare agitazione dei propri figli ormai “grandi”, i quali riferiscono di bambini contraddistinti dall’”argento vivo addosso”.

E dopo la segnalazione della scuola?

Per accertarsi sia effettivamente un disturbo dell’attenzione e non un transitorio problema o una difficoltà legata ad altre problematiche, ci si reca da uno psicologo.

Lo specialista, supportato da un’equipe, effettuerà al bambino tutti i test necessari per verificare la difficoltà presente ed il grado di severità della difficoltà.

Il passo successivo è quello di redigere una diagnosi da consegnare a scuola per far sì che al bambino vengano riconosciute le sue difficoltà e possa essere supportato adeguatamente dalla scuola.

E’ possibile migliorare?

Grazie alla collaborazione della famiglia e del bambino è possibile attivare un percorso di potenziamento (della durata variabile dai 3 mesi in su) con l’aiuto di uno psicologo che permetterà di lavorare sulle fatiche emerse del bambino per potenziarle, appunto, ed esercitarle per portarle ai valori di norma.

Mio figlio avrà per sempre un disturbo dell’attenzione?

E’ estremamente importante, per il benessere del bambino, effettuare una valutazione quanto più possibile precoce per poter intervenire di conseguenza ed evitare una prognosi non felice.

Purtroppo evidenze scientifiche riportano quanto un soggetto non sottoposto ad adeguato trattamento riscontri poi, in età adolescenziale/adulta, vari problemi sia legati alla salute mentale e purtroppo anche legati alla giustizia.

L’intervento precoce permette, infatti, al bambino di imparare tutti gli strumenti che possono evitargli una quantità eccessiva di frustrazioni e fallimenti sia in ambito scolastico che domestico.

E la causa?

Ad oggi purtroppo non è ancora definibile con certezza cosa porti un bambino a manifestare queste caratteristiche comportamentali; pare però che si tratti di una predisposizione costituzionale e che fattori quali una disciplina non sistemica ed una vita disorganizzata e disordinata possano facilitarne l’insorgenza.

Studi recenti parlano anche di una correlazione con i disturbi del sonno, sempre più frequenti nella popolazione infantile, che possono portare ad un incremento della patologia.

 

Dott.ssa Annalisa Marconi,

Psicologa iscritta all’ordine degli Psicologi della Lombardia.

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