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Giornata Mondiale del Teatro

Giornata Mondiale del Teatro
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Giornata Mondiale del Teatro istituita a Vienna durante il IX Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro  del 1961.

La Giornata proposta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese, uno dei tre grandi partiti politici del paese, quello liberale, con lo scopo di sostenere le arti di scena.

L’ITI, un’organizzazione internazionale non governativa, ha sede a Shanghai e Parigi ed è stata fondata nel 1948 a Praga dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura  e da illustri personalità delle arti di scena.

Giornata Mondiale del Teatro

La prima Giornata Mondiale del Teatro, celebrata il 27 marzo 1962, su iniziativa di Jean Cocteau.

Jean Cocteau: attore, disegnatore, drammaturgo, librettista, poeta, regista, saggista, sceneggiatore e scrittore francese; conosciuto sopratutto per il suo romanzo I ragazzi terribili (1929), la rappresentazione teatrale La voce umana (1930) e il film La bella e la bestia (1946).

L’ITI tenta:

di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’UNESCO”.

Il teatro riunisce e questa giornata è la celebrazione di questa volontà.

Gli eventi che sono organizzati per la Giornata Mondiale del Teatro cercano di concretizzarsi sugli obiettivi che l’ITI si è prefissata per questa giornata.

Durante questa giornata, su invito dell’ITI, un’importante personalità delle arti di scena. espone le proprie riflessioni sul tema del teatro e sulla cultura della pace tra i popoli.

Questo, chiamato il messaggio internazionale, viene tradotto in diverse lingue e  letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri di tutto il mondo; stampato in centinaia di quotidiani di tutti i paesi e diffuso da radio e televisioni dei cinque continenti.

L’autore del primo messaggio internazionale della Giornata Mondiale del Teatro del 27 marzo 1962 fu Jean Cocteau.

Il Teatro è un Tempio: il messaggio internazionale della Giornata Mondiale del Teatro 2020 di Shahid Mahmood Nadeem

Il messaggio internazionale della Giornata Mondiale del Teatro 2020, Il Teatro è un Tempio, è di Shahid Mahmood Nadeem.

Shahid Mahmood Nadeem è un premiato giornalista pakistano, drammaturgo, sceneggiatore, regista teatrale e televisivo e attivista per i diritti umani. Shahid Mahmood Nadeem ha servito come direttore generale, direttore del programma e vicedirettore generale della Pakistan Television Corporation.

 

Il Teatro è un Tempio – Shahid Mahmood Nadeem

 Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka sul poeta sufi Bulleh Shah, un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”.

 L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando.

Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse.

Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo.

Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso.  Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro.

Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

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