Veronica Zinnia: necroturista e custode dei dimenticati
Veronica Zinnia, nota sui social come ‘Beccamorta’, riporta alla memoria collettiva le storie di vita dei nostri avi
Veronica Zinnia conosciuta come beccamorta, ha una passione decisamente atipica.
Divulgatrice e Necroturista, specializzata anche in studi di tanatoestetica, nei suoi social condivide le sue seguitissime scoperte fatte nei cimiteri monumentali delle città, principalmente quello di Bologna.
Grazie a ricerche approfondite, ove possibile, ricostruisce il passato riportando alla luce la vita e la morte di persone ormai dimenticate da tutti.
Per onorare la memoria di quei defunti perduti nell’oblio del tempo, ne spolvera e pulisce le tombe, le loro ultime definitive dimore. Si definisce La Custode Dei Dimenticati.
Veronica ti pongo la domanda più scontata e che ti sarai sentita fare innumerevoli volte: come ti sei avvicinata a questo mondo? La scelta un po’ inusuale dei tuoi studi, nonché del progetto che porti avanti come necroturista: aiutaci a capire la fascinazione che hai provato e che ti ha spinta ad intraprendere questo tuo percorso.
Si, effettivamente è una delle domande che mi viene fatta più spesso!
Posso affermare con certezza che questa passione è innata, nasce fin da quando ero molto piccola, quando andavo al cimitero con mio padre per andare a salutare mio nonno sentivo una specie di “richiamo”, adoravo il profumo dei crisantemi, dei cipressi bagnati dalla pioggia e adoravo il fascino di quei volti ormai così lontani.
Oltre a ciò accusavo a livello fisico anche delle emicranie che iniziavano non appena varcata la soglia e che passavano non appena me ne uscivo.
Con il passare del tempo e crescendo ho provato ad intraprendere nuovi interessi, ma ero sempre molto incerta su ciò che volevo fare e chi volevo diventare, fino a che nel 2019 ho deciso di riabbracciare questa parte di me parlandone apertamente e senza la paura di essere giudicata.
Di fronte alla morte di una persona cara, c’è un detto che recita: “nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”. Nella realtà tu ci insegni che sono sufficienti due o tre generazioni affinché un proprio avo venga dimenticato.
Che sensazioni provi a riportare alla luce la vita delle persone morte, perse nelle pieghe del tempo che tutto cancella?
Provo delle sensazioni molto intense, per me è incredibile anche solo il pensiero di riuscire a portare ai giorni nostri un volto, un nome, delle date, tutte cose che erano state smarrite nella storia e nel tempo, reintegrandoli nella memoria collettiva. Alcuni potrebbero pensare che lì disturbo anziché ricordarli, ma che disturbo potrà mai essere una carezza alla loro memoria? Un piccolo soffio di vita alla loro esistenza? Anche se essa in alcuni casi è stata breve, troppo breve.
Ritengo che sia davvero lodevole ridare luce e voce a persone che hanno camminato, respirato, vissuto su questa Terra, ripercorrere le loro vite attraverso minuziose ricerche.
>Paragono questo tua attività a quella di uno storico e, a proposito di questo, so che hai scritto il libro “Memorie di Marmo: storie di chi non può più parlare”. Ce ne vuoi raccontare?
E’ un libro che ho ritirato dalla vendita perché era autopubblicato, ora sto lavorando a qualcosa di nuovo.
Scorrendo il tuo Instagram ho compreso una cosa: possiamo affermare che, a dispetto delle apparenze, il cimitero sia in realtà un luogo pieno di Vita?
Assolutamente si, c’è vita ovunque, c’è storia. La morte non è qualcosa da associare ad una fredda lapide di marmo, anche se c’è silenzio non vuol dire che ci sia meno vita in questi luoghi. Bisogna solo saper ascoltare.
Veronica non posso ignorare questa domanda che ti chiederanno tutti e di questi tutti faccio parte anch’io: com’è nato il tuo nickname, nonché nome d’arte, beccamorta?
Il nome Beccamorta nasce dal fatto che quando ho aperto il mio vecchio canale Youtube nel 2019, stavo lavorando come operatrice cimiteriale. Molti dei miei video erano incentrati sullo sfatare i miti e i luoghi comuni che aleggiano da sempre attorno alla figura di chi lavora nel settore delle onoranze funebri o dei cimiteri, il famoso becchino/beccamorto. Così mi sono messa questo nome in maniera molto molto ironica e non l’ho più cambiato.
Nei tuoi canali sei molto seguita, i tuoi follower aspettano di leggere la storia di una nuova persona riportata “alla vita” grazie a te. Mi domando, però, se ti capita mai di imbatterti in qualcuno che ti faccia sentire a disagio, magari schernendo quello che fai, anche solo per un fatto scaramantico: qual è, di conseguenza, il tuo rapporto con i social?
Per fortuna sono in pochi, o meglio, sono le persone che a volte capitano per la prima volta su un mio video e magari, trattandosi di un video ironico che va virale, non si concentra con chiarezza su quello che faccio.
Tra una storia e l’altra mi piace anche pubblicare video più leggeri, che possono strapparmi una risata divertendo anche chi li guarda. Però chi si imbatte per la prima volta sui miei profili, tramite quei video, pensa in automatico che io sono e faccio solo quello. Per queste persone costa troppa fatica andare prima ad informarsi.
Ad ogni modo non ci tengo che quel tipo di persone mi seguano, anche perché non tutti siamo in grado di provare empatia per determinate cose e va bene così, perché non siamo tutti uguali.
Le persone che mi supportano e amano ciò che faccio sanno bene di cosa parlo.
Veronica per chiudere questa chiacchierata ti pongo una domanda diretta: che rapporto hai con la morte? L’hai demonizzata o la temi?
Una volta la temevo, ma ad oggi ho capito che la morte è un processo necessario per la rigenerazione, un ciclo che fa parte della vita e di cui non bisogna avere paura. Se c’è qualcosa di cui aver paura è arrivare al termine di questo ciclo con tanti rimpianti, di aver soppresso il nostro vero essere solo per compiacere gli altri.
Io credo nella reincarnazione non necessariamente nel vero senso del termine. Noi esseri umani siamo fatti di energia oltre che di carne ed ossa, l’energia può incanalarsi poi in qualsiasi cosa attorno a noi, diventiamo infiniti.
Grazie a Veronica Zinnia e attendiamo il suo nuovo libro!
Carla Zanutto
Un commento
Simonetta
Un intervista molto piacevole complimenti