Coco, fuori i sentimenti!

Lo so che non dovrei amare la musica, ma non è colpa mia. La musica è nelle mie vene.

La Disney-Pixar si sa, per i sentimenti ha una marcia in più.

Non importa la tua età anagrafica, loro, con i corti prima e con i film dopo, sapranno come raggiungere il tuo cuore in modo diretto ed emozionale.

Ho deciso di andare al cinema con Ginevra questa settimana, per le festività natalizie, scegliendo Coco.

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Ambientato in Messico, con scenografie spumeggianti e colori che “bucano” lo schermo e fanno spalancare gli occhi degli spettatori, Coco si presenta in modo semplice e racconta la storia di Miguel, un ragazzino come tanti, con un grande sogno: diventare un musicista.

Peccato che nella sua famiglia, però, la musica sia stata bandita da diverse generazioni, da quando uno dei suoi avi abbandonò la moglie e la figlia Coco per inseguire un sogno chiamato musica.

Scelta che l’ha portato ad essere tagliato dalle foto esposte per la ricorrenza del Dia de los muertos…

Miguelito però, nonostante tutte le avvisaglie e proibizioni della famiglia, decide di andare controcorrente e diventare il nuovo Ernesto de la Cruz, suo pro-pro-zio, idolo e grande musicista messicano.

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Si troverà catapultato in un attimo, da vivo nella terra dei vivi, a vivo nella terra dei morti… tutto in modo sublime e per niente spaventoso.

Ero un po’ preoccupata all’idea di un film incentrato su un argomento così delicato per Ginevra, ma soltanto dopo essermi seduta in sala e aver visto l’inizio ho capito che avevo scelto il film giusto.

Ancora una volta, i sentimenti iniziavamo a farsi forti…

Miguel rispecchia il tipico ragazzino desideroso di diventare il nuovo “qualcuno”, disposto a tutto pur di inseguire un sogno. Determinato a remare contro la famiglia, convinto di essere nel giusto. Scoprirà strada facendo il vero valore della FAMIGLIA.

Sarà colui che, inseguendo un suo sogno, ne realizzerà altri, senza saperlo, quasi senza volerlo.

Ginevra ha seguito passo passo tutto il film, facendo poche domande, assaporandone la semplicità, cercando di capire cosa cercava Miguel inseguendo la musica…

E’ un film che ai piccoli piacerà per musiche, colori e per Dante, il fido amico a quattro zampe del piccolo messicano. Ai grandi piacerà per le battute, per la determinazione di questo piccolo umano dal carattere forte e deciso.

Piacerà perchè si coglieranno sentimenti profondi, si respireranno attimi di commozione, perchè torneranno alla mente in modo delicato i nostri affetti che sono venuti a mancare nel tempo.

Anche noi italiani celebriamo la ricorrenza del giorno dei defunti, ma non lo facciamo con la stessa intensità dei messicani durante il Dia de los muertos… per loro è proprio un “aspettare” che tornino le persone care.

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Hector e Miguel

Miguel conoscerà Hector e insieme, reciprocamente, scopriranno cose importanti ma soprattutto sentimenti profondi. Sarà proprio con l’entrata in scena di Hector che il film prenderà una “piega” del tutto inaspettata.

E qui, toccherà a voi riflettere. E magari anche lasciar scendere una lacrima. Non vergognatevi, Coco vi farà riflettere e vi piacerà.

Andate a vederlo e se lo fate, scrivetemi cosa ne pensate!

 

Erica Menegollo

 

 

 

 

 

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2 Comments

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  1. 1
    Maria Teresa

    Ernesto non era il suo pro-pro-pro zio, o sbaglio??? Miguel credeva fosse il suo trisavolo (in realtà poi lo era Hector il suo pro pro pro – nonno)!

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