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Capelli dopo il parto: perché cadono di più e come prendersene cura senza andare nel panico

 

Nei primi mesi dopo la nascita di un bambino ci sono cambiamenti che ci si aspetta e altri che arrivano quasi di sorpresa. Tra questi ultimi c’è spesso la quantità di capelli che improvvisamente rimane sulla spazzola, nella doccia o sui vestiti.

Può essere impressionante, soprattutto quando durante la gravidanza la chioma sembrava più piena del solito. Eppure una maggiore caduta dei capelli nei mesi successivi al parto è un fenomeno molto comune e, nella maggior parte dei casi, temporaneo.

Capire cosa sta succedendo è il primo passo per affrontare questo periodo senza inseguire rimedi miracolosi o sottoporre i capelli a trattamenti inutilmente aggressivi.

Perché dopo la gravidanza cadono più capelli

Durante la gravidanza i cambiamenti ormonali modificano anche il normale ciclo del capello. Una quantità maggiore di capelli rimane nella fase di crescita e, per questo motivo, molte donne notano una chioma particolarmente folta.

Dopo il parto la situazione cambia.

Con la diminuzione dei livelli di estrogeni, molti dei capelli rimasti più a lungo nella fase di crescita entrano progressivamente nella fase di caduta.

I dermatologi parlano di telogen effluvium, cioè di un aumento temporaneo del numero di capelli che vengono persi.

L’American Academy of Dermatology spiega che il fenomeno può diventare particolarmente evidente alcuni mesi dopo il parto e che il picco viene spesso raggiunto intorno al quarto mese.

Vedere molti capelli nella doccia non significa necessariamente perderli per sempre

È forse questo l’aspetto più importante da ricordare.

La caduta post-partum descritta dai dermatologi non equivale necessariamente a un processo permanente di diradamento. Si tratta generalmente di un aumento temporaneo dello shedding dovuto alla sincronizzazione del ciclo di molti capelli.

Secondo l’American Academy of Dermatology, nella maggior parte delle donne la chioma recupera progressivamente la propria normale pienezza entro il primo compleanno del bambino, spesso anche prima.

Non significa che l’esperienza sia uguale per tutte, ma aiuta a dare al fenomeno una dimensione più realistica.

La tentazione di lavare meno i capelli

Quando a ogni shampoo sembra di perdere una quantità enorme di capelli, può venire spontaneo rimandare il lavaggio.

In realtà i capelli che si staccano durante la doccia sono spesso capelli che avevano già completato il proprio ciclo e sarebbero caduti comunque.

Ridurre drasticamente la frequenza dei lavaggi non interrompe quindi il processo fisiologico.

Meglio concentrarsi sulla delicatezza della routine: scegliere prodotti adatti al proprio cuoio capelluto, massaggiare senza sfregare energicamente e districare le lunghezze senza tirare.

Una routine più semplice può essere la scelta migliore

Il periodo dopo il parto non è probabilmente quello in cui una donna ha voglia di trascorrere quaranta minuti in bagno seguendo una routine composta da dieci prodotti.

E non è nemmeno necessario.

Uno shampoo, un prodotto districante quando serve e qualche attenzione durante l’asciugatura possono essere sufficienti.

Per chi desidera orientarsi verso un detergente cosmetico pensato proprio per la fase post-partum, esistono formulazioni specifiche come lo shampoo rinforzante Dermomamma, proposto per capelli indeboliti durante l’allattamento e nei mesi successivi alla gravidanza.

Uno shampoo può contribuire alla detersione e alla cura cosmetica del capello e del cuoio capelluto, ma è importante non confondere questo ruolo con quello di una terapia medica: il fisiologico telogen effluvium post-partum segue il ciclo biologico dei capelli e tende generalmente a risolversi con il tempo.

Attenzione anche a phon, piastre e acconciature molto strette

Quando i capelli sembrano più sottili, l’obiettivo dovrebbe essere ridurre ulteriori stress meccanici.

Non significa rinunciare al phon, ma utilizzarlo senza temperature eccessive e senza mantenerlo troppo vicino alla stessa zona.

Anche piastre e strumenti molto caldi possono essere limitati quando le lunghezze risultano particolarmente fragili.

C’è poi il tema delle acconciature. Code e chignon sono probabilmente tra le soluzioni più pratiche quando in casa c’è un neonato, ma tirare continuamente i capelli con elastici molto stretti non è la scelta migliore.

Meglio alternare le pettinature e utilizzare accessori che non esercitino una tensione eccessiva.

Capelli nuovi che spuntano: quei ciuffetti non sono necessariamente rotture

A distanza di alcuni mesi può capitare di notare piccoli capelli più corti lungo l’attaccatura o sulla parte superiore della testa.

Spesso vengono scambiati per capelli spezzati. In alcuni casi possono invece essere nuovi capelli in crescita.

La fase può risultare esteticamente poco semplice da gestire: i capelli corti tendono a sollevarsi e non sempre collaborano con la piega desiderata.

Prima di cercare di disciplinarli con calore intenso o prodotti molto fissanti, però, vale la pena ricordare che possono rappresentare proprio il ritorno alla normale crescita.

Alimentazione e integratori: meglio evitare il fai da te

Nel post-partum l’alimentazione merita attenzione per ragioni molto più importanti dell’aspetto dei capelli.

Diete restrittive improvvisate non sono una buona idea, soprattutto durante l’allattamento.

Lo stesso vale per gli integratori acquistati esclusivamente perché riportano sulla confezione parole come “capelli” o “anticaduta”.

Eventuali carenze nutrizionali devono essere valutate dal medico attraverso la storia clinica e, quando indicato, specifici accertamenti.

Assumere vitamine e minerali senza sapere se esista realmente una carenza non rappresenta automaticamente una soluzione alla caduta dei capelli.

Quando è meglio parlarne con un dermatologo

Il fatto che la caduta post-partum sia frequente non significa che qualsiasi perdita di capelli dopo una gravidanza debba essere attribuita automaticamente agli ormoni.

Una valutazione dermatologica può essere utile quando il diradamento appare insolito, compaiono zone circoscritte prive di capelli, sono presenti prurito, dolore o alterazioni del cuoio capelluto oppure quando la situazione non mostra un progressivo miglioramento nel tempo.

L’American Academy of Dermatology suggerisce di rivolgersi a un dermatologo se la normale pienezza della chioma non ritorna entro circa un anno dal parto, perché potrebbero esistere altre cause da individuare.

E soprattutto: niente promesse impossibili

Quando i capelli iniziano a cadere in quantità maggiori, online compaiono inevitabilmente decine di soluzioni che promettono risultati rapidissimi.

Vale invece la pena ricordare che il ciclo del capello ha i suoi tempi.

Una buona routine può rendere i capelli più gestibili, limitare le aggressioni alle lunghezze e aiutare a prendersi cura della chioma durante questa fase. Non può però cancellare in pochi giorni un processo fisiologico legato ai cambiamenti avvenuti dopo la gravidanza.

Sapere che quella massa di capelli nella doccia può essere una fase temporanea non rende necessariamente piacevole il momento, ma aiuta a viverlo con maggiore consapevolezza.

Tra notti interrotte, nuove abitudini e giornate completamente ridisegnate da un bambino, forse la cosa più utile da concedere anche ai propri capelli è la stessa che serve spesso a una neomamma: tempo, delicatezza e aspettative realistiche.