Chiara Zandomeneghi: il sogno americano tra le ciambelle della sua Chiara’s Bakery
Chiara, la felicità è un dolce d’oltre oceano: l’intervista alla pasticcera italiana in America
Chiara Zandomeneghi, meglio conosciuta dai suoi seguaci come Chiara’s Bakery, ha realizzato un sogno, fare la pasticcera e nientemeno che in America. Con Chiara condivido la provenienza veneta, quella della provincia di Treviso. Seguendo la sua vita nei social, mi immagino di entrare nel suo Donut shop e cantare insieme a lei una canzone dei Rumatera. Perché Chiara è così, nei suoi contenuti social si mostra senza filtri, spontanea, solare e ironica, il più delle volte esprimendosi in dialetto veneto. Caratteristiche, queste, che la premiano attraverso l’ingente numero di follower che la segue.
Chiara, raccontaci qualcosa su di te e su com’è nata la passione per la pasticceria. Quali doti bisogna avere per svolgere questa professione?
Essere curiosi, avere fame di imparare da chi ne sa più di te. E voglia di faticare. Ma a questa fatica ci si deve allenare, con tante ore di lavoro, prove e tanti sbagli. Non
bisogna avere paura di sbagliare, in cucina si diventa piccoli scienziati e si sperimenta tantissimo, con i sapori, le consistenze, i profumi, i colori. Io mi diverto tantissimo.
Ma come ci sei finita in America?
Mio fratello e mio marito erano compagni di università, con il tempo sono sempre rimasti in buoni rapporti e un giorno le nostre strade si sono incrociate, lui viveva in America io in Italia. Facevo avanti e indietro per stare insieme, fino a quando abbiamo deciso di sposarci all’insaputa di tutti. Da quel momento la mia vita americana è iniziata.
I tuoi bambini crescono bilingue?
Trilingue. Veneto, italiano e inglese.
Tra tutti i tuoi progetti, ce n’è stato uno che ti ha messo particolarmente alla prova e ti ha lasciato poi orgogliosa del risultato?
Mantenere la mia pagina Instagram non è facile, soprattutto quando hai un’attività di famiglia, dei bambini, una casa da gestire. Quindi tutto il lavoro fatto per il mio blog, il mio modo di raccontarmi ed essere arrivata alle persone con la mia autoironia, autoironia che è sempre stata la chiave del mio andare avanti e non soccombere ai
momenti difficili della vita. Ecco diciamo che partecipare a Wif di Cook Corriere della Sera è stato un momento davvero gratificante e di ispirazione a continuare; Wif è stato un momento personale e professionale importante.
Oltre al blog, sei molto seguita anche sui social: qual è il tuo rapporto con quest’ultimi?
Leggero. Non lo prendo mai troppo seriamente del tipo “è tutta la mia vita”, piuttosto, il video parte quando ho qualcosa da raccontare, proprio come se fossi in video chiamata con un’amica. Mi piace comunicare attraverso l’auto ironia, perché aiuta anche le altre persone a identificarsi in modo leggero nei problemi non solo con sentimenti pesanti.
Donuts, Pumpkin pie, banana pudding, ma anche torta della nonna, il Tiramisù, nei social condividi ricette americane e venete, come accoglie la comunità americana le specialità venete?
Devo spiegarle, raccontarle con amore. Gli americani hanno un’immagine dell’Italia molto di superficie, ma amano scoprire di più attraverso una narrazione fatta attraverso il cibo. Ad esempio amano il mio tiramisù o le specialità italiane che a volte proponiamo nel nostro Donut Shop.
Chiara quanto ti manca Treviso?
Tanto. Gli aperitivi in centro di più.
Che consigli ti sentiresti di dare per chi volesse intraprendere questa professione in America?
Credi sempre nei tuoi sogni, ma usa la testa, non solo il cuore. Ci vuole tantissimo impegno e sacrifici. Sei disposto a tanto?
Avete appena comprato casa, quali altri nuovi progetti hai pronti a partire?
Ci sono dei progetti incredibili lungo la strada. Non vedo l’ora di mostrarveli tutti. Voglio solo anticiparvi una cosa: sarò in Italia per quasi due mesi, da fine agosto fino a
metà ottobre. Ci divertiremo tantissimo insieme.
Carla Zanutto





