Home Health & Wellness Ciao, ciao pannolino, non ci mancherai
Ciao, ciao pannolino, non ci mancherai

Ciao, ciao pannolino, non ci mancherai

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Un momento di crescita importante per i bambini è quel passaggio fondamentale dal pannolino al senza pannolino.

Imparare a gestire pipì e pupù senza pannolino è un passo necessario che talvolta risulta più semplice altre decisamente no.

pannolino
Ciao pannolino! – foto Giorgia Leorato

Trattandosi di un comportamento da insegnare, da far accadere, possiamo far si che si verifichi e torni a verificarsi cercando di prepararlo per bene, farlo portare a termine con successo, premiare e rinforzare molto la situazione e il comportamento.

Ovviamente prima, durante e dopo: munirisi di santa pazienza!

Traduciamo quanto affermato:

  • Preparare il comportamento. Verificare se secondo noi è pronto, cercare di capire quanti pannolini riempie, quando fa la cacca, meglio ancora iniziare a lasciarlo senza pannolino per farlo stare più libero e fresco in modo da capire ogni quanto fa pipì. Insomma cercare di capirei suoi “ritmi” da questo punto di vista.
    Può essere molto carino acquistare belle mutandine insieme, lasciare che sia il/la piccolo/a a sceglierle con noi, comprare insieme il vasino o il riduttore.

 

  • Avere successo. Capite un po’ le sue abitudini, munirsi di mutandine, vasino e/o riduttore cerchiamo di trovare il momento giusto, in cui ci sia calma e con grande entusiasmo accompagnamolo in questa nuova avventura: fare la pipi nel vaso. Più siamo entusiasti più si motiverà, e quando la fa nel vasetto festa grande o magari anche un premio, che so una caramellina, insomma ognuno sceglie come sia meglio per sé.

 

  • Rinforzare il comportamento. Rendere piacevole la situazione, entusiasmarsi ed entusiasmare il piccolo, premiarlo facendo tanti complimenti, incoraggiarlo.

 

  • Munirsi di tanta pazienza. Ci saranno incidenti, magari tanti (incidenti = pipì o pupù sotto) possiamo dire: “la prossima volta ce la farai”. Assolutamente, ovviamente, mai sgridarli per questo.
    Quanto tempo può volerci nessuno può dirlo. Alcuni ce la fanno in fretta altri decisamente no. A me molte mamme hanno detto “Ah io ce l’ho fatta in una settimana” beh che dire, non lo prenderei come punto di riferimento.

In bocca al lupo mamme e papà ma soprattutto bambini!

Un tempi si pretendeva forse che il controllo degli sfinteri avvenisse più precocemente, oggi sappiamo prenderci più tempo e questo non è un male.

Sono convinta che ogni genitore sappia capire i tempi del proprio bambino ed aiutarlo al meglio a conquistare le sue tappe evolutive.

Tiziana

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