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Giornata mondiale del bambino prematuro: i veri guerrieri

Giornata mondiale del bambino prematuro:  i veri guerrieri
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Giornata mondiale del bambino prematuro

Giornata mondiale del bambino prematuro

Una gravidanza è un percorso che la mamma affronta insieme al bambino durante il quale fin dai primissimi giorni si crea un legame inscindibile.

La donna che per la prima volta vede il risultato di quel test di gravidanza è sopraffatta dalle emozioni e dalle preoccupazioni;ma allo stesso momento in un istante si rende conto di ESSERE GIA’ MADRE.

La gravidanza dovrebbe durare 9 mesi, le “famose” 40 settimane di cui tanto parlano le ostetriche per il termine della gestazione.

E’ definito parto prematuro (o parto pretermine) il parto che si verifica prima della 37° settimana di gestazione.

Convenzionalmente la 22° settimana di gestazione viene considerata come il limite della vita neonatale autonoma.

Un  fattore di rischio di parto prematuro molto importante è la condizione sociale della donna (indigenza, malnutrizione, igiene precaria e lavori pesanti).

Questo può portare ad alcune cause di parto pretermine come: malattie infettive, infezioni placentari asintomatiche, iposviluppo del feto, uso o abuso di alcol e droghe (che possono causare la rottura delle membrane), ma anche il distacco di placenta, eccesso di liquido amniotico e infine la gestosi.

Inoltre da non sottovalutare l’età materna che, se inferiore a 17 anni o maggiore ai 40 anni,  è considerata a rischio; l’ultima causa di parto pretermine che mi sento di dover citare perchè molto importante è la presenza di gravidanza gemellare.

Si può fare diagnosi di parto pretermine tramite: la presenza di contrazioni ravvicinate, più di 4 al minuto (o più di 8 in un ora), la rottura delle membrane, dilatazione del collo uterino maggiore di 2 cm, e raccorciamento del collo uterino maggiore dell’80%.

Purtroppo tutto ciò può creare problemi al bambino alla nascita quali: ittero neonatale, problemi alla vista (fino alla cecità), problemi neurologici cerebrali (come difficoltà nell’apprendimento, e nei casi più gravi, patologie psichiatriche), nutrizionali (il bambino che nasce prematuro non ha la forza di poter alimentarsi da solo e compiere la corretta suzione), problemi cardiaci (bradicardia).

Infine ma il più importante di tutti è la difficoltà respiratoria. Un prematuro spesso, dipende dalla settimana gestazionale, non ha i polmoni formati tali da potergli permettere di essere autonomo nella respirazione.

I bambini pretermine sono assistiti in reparti specifici alle loro condizioni, quali la terapia intensiva neonatale TIN.

Sono tenuti in incubatrice per assicurare la giusta temperatura corporea e dove sono aiutati nell’alimentazione.

Ci sono delle “cose” che si possono fare per cercare di evitare un parto pretermine anche quando è stato comunicato il rischio.

Questi interventi sono fondamentali come: il riposo a letto, la somministrazione di farmaci tocolitici (agiscono sull’utero materno) e la somministrazione di corticosteroidi (per aiutare ad accelerare la maturazione polmonare del feto).

Purtroppo la nascita di un bimbo prematuro ha un forte impatto psicologico sulla coppia di genitori. Sentimenti come shock, disperazione, rabbia ,  senso di frustrazione e di colpa sono molto comuni in queste situazioni.

Proprio per questo, in molti reparti di terapia intensiva neonatale esiste il supporto degli psicologi.

La Giornata mondiale del bambino prematuro è la giornata per celebrare questi piccoli guerrieri.

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