Hanukkah: il Festival delle Luci tra storia, miracoli e tradizioni
Guida alla Hanukkah: il significato della festa che celebra la luce e la resistenza
La Hanukkah (o Chanukkah), conosciuta come il Festival delle Luci, è una delle celebrazioni più affascinanti e simboliche del calendario ebraico. Otto giorni di festa che ci ricordano come, anche nel momento più buio, una piccola fiamma alimentata dalla speranza possa compiere miracoli straordinari.
La Storia: la rivolta dei Maccabei
Nel II secolo a.C., la Giudea era sotto il dominio del re siriano Antioco IV Epifane, che tentò di proibire la religione ebraica forzando l’adorazione degli dei greci. Nel 168 a.C., il Tempio di Gerusalemme fu profanato, scatenando la rivolta guidata dal sacerdote Mattatia e da suo figlio Giuda Maccabeo.
Il nome “Maccabei” deriva dalla frase ebraica “Mi Kamocha Ba’eilim Hashem” (Chi è come te tra gli dei, o Signore?). Contro ogni previsione, questo piccolo gruppo di resistenti riuscì a scacciare i siriani e a liberare Gerusalemme.
Il Miracolo dell’Olio
Una volta riconquistato il Secondo Tempio, gli ebrei vollero riconsacrarlo accendendo la Menorah, il candelabro a sette bracci. Tuttavia, trovarono solo una piccola fiaschetta di olio puro, sufficiente per una sola notte. Miracolosamente, quella piccola scorta alimentò le fiamme per ben otto giorni, il tempo necessario per preparare nuovo olio rituale. È questo evento prodigioso che dà il nome alla festa e ne definisce la durata.
Come si celebra oggi: riti e tradizioni
L’accensione della Hanukkiah
A differenza della Menorah del Tempio (a 7 rami), per questa festa si usa la Hanukkiah a 9 rami. Ogni sera si accende una candela nuova, usando lo Shamash (il servitore), la candela centrale. Le luci vengono poste vicino alle finestre per “pubblicizzare il miracolo”.
Cibi fritti (Latkes e Sufganiyot)
Per onorare il miracolo dell’olio, la tradizione culinaria prevede piatti fritti. Imperdibili i latkes (frittelle di patate) e i sufganiyot (ciambelle soffici ripiene di marmellata).
Il Gioco del Dreidel
La trottola a quattro facce ricorda l’astuzia degli ebrei che, quando lo studio della Torah era proibito, fingevano di giocare d’azzardo per non farsi scoprire dai soldati siriani. Le lettere sul dreidel formano la frase: “Nes Gadol Haya Sham” (Un grande miracolo accadde lì).
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