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Il Ceratostigma Plumbaginoides

Il Ceratostigma Plumbaginoides

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Come d’incanto, dopo i mesi estivi, il sole si fa pigro e l’aria più fresca, mentre la natura si scalda nei colori d’autunno. È così che, attraverso un linguaggio silenzioso e struggente, le piante ci conducono lentamente verso la stagione più fredda dell’anno.

Le piante più note per questo tipo di metamorfosi (foliage), sono gli aceri, basti pensare alle grandi foreste del Canada e non solo, ma esistono anche piante di piccola taglia in grado di esibire una veste diversa, con l’abbassarsi delle temperature. Una di queste è il Ceratostigma Plumbaginoides, una perenne che raggiunge al massimo i 25 cm d’altezza, con portamento strisciante e per questo adatta a ricoprire il suolo.
Amante del sole o al massimo della mezz’ombra, questa pianticella di origine orientale che cresce sia in un terreno ricco e fertile, sia povero e sassoso, sopporta il gelo invernale e necessita di acqua in particolare nel momento della fioritura che si protrae da agosto fino a ottobre, ma è in grado di resistere a brevi periodi di siccità, anzi, occorre far attenzione a non irrigare troppo per non rischiare marciumi radicali.

I fiori sono secondo me, davvero spettacolari perché minuscoli, ma di un azzurro intenso, raro a vedersi in natura, e raccolti in un’infinità di piccoli mazzi che contribuiscono a creare un colpo d’occhio notevole. Le foglioline solitamente di un verde scuro, in questo momento dell’anno virano al rosso e poi definitivamente al bronzo, creando un contrasto unico, con il colore dei fiori ancora persistenti.

Le dimensioni ridotte, rendono il Ceratostigma ideale per giardini rocciosi, bordure e ancora come tappezzante alla base degli alberi e perfetto per la coltivazione sul balcone. In un ampio contenitore lo immagino, ad esempio, ai piedi di Punica granatum (melograno) per riprendere i colori dei frutti oppure accostato a cespugli come lavande o bergenie.

Al prossimo fiore…

@giardiniepasticcini

 

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