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La bellezza di Digitalis purpurea

La bellezza di Digitalis purpurea

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Quest’anno per la festa della mamma ho pensato di dedicare una pianta insolita,  la Digitalis, per sottrarmi al solito schema di azalee, gardenie e ciclamini,  trattandosi peraltro di una pianta che può risultare adatta secondo me, sia ad un ambiente romantico sia moderno.

Il genere Digitalis comprende numerose specie e ibridi,  ma la più conosciuta e commercializzata è la Digitalis purpurea.

Tipica delle zone boschive,   cresce particolarmente bene anche in giardino o in vaso se si utilizza terriccio ricco, sciolto, tendenzialmente acido (eventualmente aggiungere un po’ di terriccio per acidofile comunemente utilizzato per azalee e rododendri) e soprattutto ben drenato, ricorrendo se necessario ad un mix di sabbia e torba.
È un’erbacea biennale che si può in realtà  considerare perenne,  poiché ognuna produce una gran quantità di minuscoli semi che cadendo al suolo,  permettono la riproduzione di anno in anno.
Questo tipo pianta amante dell’ombra luminosa come suggerisce  la  sua collocazione in natura, ben si adatta anche a posizioni soleggiate; viene infatti sovente affiancata nei giardini di matrice anglosassone,  alle rose, notoriamente amanti del sole.  Nei climi particolarmente caldi,  tuttavia,   è meglio scegliere una posizione più riparata.
Caratteristica della Digitalis (o Foxglove),  è quella di non produrre fiori nel primo anno di vita. Solo nel secondo,   dalle larghe foglie basali,  si allunga un alto stelo su cui si aprono molte campanule piccole all’apice e sempre più grandi a seguire. Fa eccezione Digitalis purpurea “Dalmatian”  (nella foto Dalmatian purple),  che fiorisce sin dal primo anno.
Io adoro particolarmente le Digitalis bianche e quelle nei toni del rosa-viola,  ma esistono anche gialle, crema, pesca e quelle ancor più decorative,  che presentano macchioline a contrasto nella parte interna del fiore.
La bellissima fioritura di primavera-inizio estate,  ha anche il pregio di durare a lungo (circa un mese) e se si recide lo stelo una volta sfiorito, come mi hanno gentilmente suggerito alcuni vivaisti specializzati,  è possibile ottenere una seconda fioritura in autunno.
Ultima cosa che è giusto dire per completezza,  pur senza allarmismo,  è che occorre maneggiare con attenzione le foglie, e soprattutto non ingerirle,  in quanto tossiche.
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