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#papàblogger: “Il meraviglioso mondo dei papà”

#papàblogger: “Il meraviglioso mondo dei papà”

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Ho avuto il piacere di conoscere  Diego Di Franco, il famoso #papàblogger de Il Meraviglioso Mondo Dei Papà (IMMDP).

Nel giugno del 2015, dopo l’inaspettato successo dell’omonima pagina Facebook, creata a gennaio 2014, l’anno in cui è diventato papà, ha aperto il suo blog!

#papàbloggerChi è Diego?

Diego è un ragazzo (non so se dopo una certa età si può ancora usare questo termine) di 37 anni, napoletano, che vive a Milano per lavoro.

Nato e cresciuto a Napoli.

Quando avevo 12 anni ho perso mio padre e sono stato praticamente cresciuto da mia madre, a cui sarò eternamente grato.

Fin da piccolo ho sempre avuto la passione per la scrittura e per la recitazione; a 20 anni ho compensato questa mia voglia di esibirmi cominciando a fare animazione.

Dopo 10 anni tra animazione e teatro, ho cominciato a lavorare nel 2011 per un’azienda di Milano, che organizza eventi e in particolare eventi legati al mondo dei videogame.

I primi 3 anni pur lavorando da casa, sono riuscito ad ottenere grandi risultati a livello lavorativo.

Nel 2014 ho fatto il grande salto, mi sono trasferito a Milano.

Il problema era che quando mi hanno chiesto di trasferirmi mio figlio aveva 9 mesi e la mia compagna doveva laurearsi. Per questo motivo non avrebbero potuto raggiungermi subito e infatti sono stato un anno e mezzo da solo; mio figlio cresceva lontano da me ed è stato davvero bruttissimo, ma dopo quattro anni da allora, direi che ne è valsa davvero la pena anche se Napoli mi manca tanto.

In questa azienda ho ricoperto vari ruoli: Community Manager, Redattore, Social Media Manager, League Operation Specialist nel settore Esport e da gennaio ricopro di nuovo il ruolo di Social Media Manager, un lavoro davvero duro ma che ogni giorno mi dà tantissime soddisfazioni.

Quando e come è nata l’idea del blog ” Il meraviglioso mondo dei papà”?

Nell’ottobre del 2012 io e mia moglie abbiamo perso un figlio al quinto mese di gravidanza.

Quando abbiamo saputo della seconda gravidanza l’abbiamo subito accolto come un dono, ma allo stesso tempo eravamo terrorizzati all’idea che potesse ripetersi ciò che era accaduto la prima volta.

Prendemmo molteplici precauzioni, in primis cambiammo ginecologo e dato che non si è mai capito il motivo della perdita del primo figlio, la dottoressa ha costretto la mia compagna a passare 6 mesi su 9 a letto.

Per cui nonostante stesse crescendo una nuova vita dentro di sé, non riusciva né ad essere tranquilla né tantomeno serena.

Così cominciai a cercare su internet qualcosa che potesse aiutarla.

Scoprì che su “Forum al femminile” c’erano gruppi di mamme divise per il mese di nascita dei piccoli.

Fu così che la convinsi ad entrare nel gruppo “Mamme di Gennaio”, che da Forum, divenne gruppo su Fb e infine su Whatsapp.

Per tutta la gravidanza ed oltre, quelle 30 ragazze diventarono le sue migliori amiche; si confrontava con loro per qualsiasi cosa ed io cominciai a sentirmi “escluso”.

Così quando mia moglie entrò nel nono mese di gravidanza e quindi ero quasi sicuro di diventare padre, decisi di trovare anch’io un modo per confrontarmi con gli altri papà.

Così nel gennaio 2014 nacque la pagina Facebook “Il meraviglioso mondo dei papà”.

La pagina ebbe subito un successo inaspettato tanto da superare i 10k like in un anno.

Per mia grande sorpresa non ero l’unico padre che aveva bisogno di far sapere a tutti quanto fosse grande l’amore per suo figlio; confrontandomi con molti papà mi soni reso conto di essere fortunato, non tutti hanno la possibilità di poter passare liberamente tempo con i propri figli, a volte per lavoro, altre volte per donne cattive che usano i figli contro i propri ex.

Ora non fraintendetemi, possono esistere mamma cattive ma anche padri di merda, il mondo è bello perché è vario!

Ma la cosa che più mi ha sorpreso è che oltre che i padri, mi apprezzassero soprattutto le mamme, perché mi considerano un papà “fuori dal comune” solo perché mi diverto a passare del tempo con mio figlio. Spesso mi fanno i complimenti e mi fa davvero piacere, ma ci sono due termini che spesso vengono usati e che non sopporto ovvero “Mammo” e “Superpapà”.

Mammo lo odio perché non è altro che una mascolinizzazione del termine mamma, come se nel termine papà non fossero racchiusi l’amore e la gioia di essere genitore, come se il papà non fosse uguale alla mamma, come se fosse considerato un genitore di serie B.

Lo trovo un termine sessista offensivo, come quando si dice ad una donna agguerrita che “ha le palle”.

Superpapà lo odio perché in me non c’è niente di super, mi piace e mi diverto a passare del tempo con mio figlio, ma spesso urlo, mi dispero, ho paura, come qualsiasi essere umano.

I Superpapà sono altri, come il mio amico Francesco di Diario di un padre fortunato, che affronta col sorriso la vita pura avendo un figlio disabile; oppure  Dick Hoyt che dal 77 partecipa a Triathlon e Maratone assieme a suo figlio Rick (che soffre di paralisi celebrale), lo trascina adagiato in un canotto nelle gare di nuoto, lo trasporta su una bicicletta con una apposita seduta anteriore nelle sessioni di ciclismo e lo spinge su una sedia a rotelle sportiva nelle gare di corsa.

E io sarei super? Ma per piacere!

Nel giugno 2015, grazie all’inaspettato successo della pagina e soprattutto al fatto che un post Facebook non riuscisse a contenere la miriade di parole che scrivevo (penso ve ne siate accorti anche da questa risposta) ho deciso di aprire il blog immdp.it

#papàbloggerNoi siamo abituate a parlare delle “mamme blogger”, chi sono i #papàblogger?

Partiamo dal presupposto che il termine blogger troppo spesso è utilizzato a sproposito. Prendendo in prestito la definizione da internet “Essere blogger vuol dire, in primo luogo, creare un blog e gestirlo. Vedo troppo spesso profili Instagram o pagine Facebook in cui nella descrizione c’è scritto “Blog personale” ma il blog purtroppo non c’è, e questa cosa mi fa abbastanza arrabbiare. La mia pagina Facebook, prima che aprissi il blog, nella descrizione aveva scritto “Community”, poi ovviamente l’ho modificata.

Comunque, parafrasando una canzone di Cremonini “Gli uomini e le donne sono uguali” quindi voglio supporre che i papà blogger siano come la mamme, anche se sia i potenziali clienti, sia le stesse mamme blogger ci vedono come qualcosa di raro e “strano”.

Così come per le mamme, ci sono varie categorie di papà blogger: ci sono quelli che vogliono semplicemente condividere emozioni, “i fratelli di”, “gli amici di”, “i mariti di” che hanno già la strada spianata.

Ci sono quelli che fin dal primo giorno puntano a farne un business e chi invece si accorge che potrebbe diventarlo dopo; ci sono tanti papà blogger e ci tengo a farti sapere quali sono quelli che più mi piacciono.

Colui che amo di più in assoluto è Francesco Cannadoro di “Diario di un padre fortunato”; siamo amici, spesso collaboriamo, qualche volta litighiamo ma lui è un ragazzo adorabile e un papà magnifico. Scrive benissimo e in più col Tommi Giornale fa dei video dedicati alla disabilità davvero belli.

C’è Patrizio Papo Cossa di “Niente Panico“, lui è meno attivo come blogger, ma è scrittore, attore e insegnante di improvvisazione teatrale; ha creato la rubrica live su Facebook “Bar Papà”.

C’è colui che spesso mi piace definire il “Vate dei papà blogger”, colui da cui tutto ha avuto inizio: Francesco Uccello di “Mo te lo spiego a papà”, napoletano come me, giornalista, sceneggiatore, scrittore e chi più ne ha più ne metta!

E poi c’è Giovanni Abbaticchio di “The Walking Dad Story”, che per sua stessa dichiarazione non si definisce blogger, dato che la sua attività si concentra prettamente sui video. I suoi video per il sociale sono assolutamente da guardare.

Io provo a raccontare in maniera divertente e a volte un po’ mielosa il mio modo di essere padre; il fatto che sia tanto apprezzato, continua ad essere una sorpresa per me!

Oggi i papà usano il web: qual è  secondo te, le tematiche più cercate in rete sulla paternità?

Onestamente non saprei dirti, dato che sono un po’ all’antica e mi sono sempre più fidato dei libri e della carta stampata.

Ora se non fosse per il magico mondo del web, non sarei qui a rispondere alle tue domande, per cui cercherò di essere esaustivo.

Quelle rare volte che cerco cose inerenti alla paternità, dato che sono un po’ ansioso, cerco informazioni sui sintomi quando mio figlio sta poco bene; ma quando poi , mi rendo conto che, google non è laureato in medicina, lascio perdere.

#papàbloggerQual è il sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato e che vorresti finalmente vedere avverato?

Se me lo avessi chiesto prima di diventare padre, ti avrei detto “Fare l’attore e riuscire a campare di recitazione”. Ma quando cresci e diventi padre le priorità cambiano.

In primis il mio sogno è che la mia famiglia possa sempre scoppiare di salute; vorrei sposare la mia compagna (anche se non mi crederà mai). E poi spero che lei abbia sempre voglia di regalarmi un bacio ed un sorriso, anche quando è stanca o arrabbiata.

Mi piacerebbe avere almeno un altro figlio e riuscire prima dei 40 anni a comprare una casa con una cameretta per Enrico.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho progetti veri e propri, ma sicuramente ci sarà qualche collaborazione col mio amico Francesco e la partecipazione a GComeGiocare!

Se ti diciamo WoMoms…

Se devo essere sincero, prima di conoscerti , pensavo fosse un blog che parlasse esclusivamente di maternità.

invece è un lifestyle e devo dire che non mi dispiace affatto!

Bellissimo WoMoms! Diffidate dalle imitazioni!

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