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Quattro parole con Francesco Uccello di “Mo te lo spiego a papà”

Quattro parole con Francesco Uccello di “Mo te lo spiego a papà”

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Francesco Uccello è  laureato in lettere moderne ed esperto in comunicazione per ragazzi, si definisce un “educAutore”.

Da poco ha pubblicato per la TEA un libro dove ci racconta con ironia la sua esperienza di genitore.

Molti lo conoscono per il suo famosissimo blog: MO TE LO SPIEGA A PAPA’.

 

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Solitamente siamo abituate a vedere le mamme in rete e non i papà, cosa ti ha spinto a farlo?

Mi ha spinto proprio il fatto che in rete sembrava che gli uomini non potessero parlare di famiglia, di bambini e di genitorialità.
Ho iniziato a scrivere come sfogo, per guardare in maniera divertente quello che accadeva in casa quando ci sono neonati.
Ho pensato che un papà non è un antagonista, ma solo un altro punto di vista.

 

Il tuo lavoro di “educAtore”  ti permette di stare tra i bambini e i ragazzi dalla mattina alla sera, cosa ti lascia tutto questo a fine giornata?

Mi sono occupato di infanzia e adolescenza per 15 anni e questo mi è servito per allenare la fantasia, per stimolare la mia creatività, ma soprattutto per imparare a comunicare con i più piccoli. In fondo Mo te lo spiego a papà è un dialogo con tutti quei ragazzi che ho sempre incontrato e attraverso i quali faccio una riflessione, spiego una cosa o commento un fatto di cronaca.
Stare con i ragazzi tutto il giorno è dura, ma sai quante si possono scrivere?

Francesco uccelloChe differenza trovi tra lo scrivere un libro e la condivisione quotidiana nella rete?

Sono due scritture diverse, una immediata e veloce, mentre l’altra necessita di una riflessione maggiore, di un tempo per incastrare personaggi, aneddoti e vicende.
Scrivere un libro non ha poi un riscontro come lo può avere un post. Possiamo sapere subito se ciò che abbiamo scritto è piaciuto o meno pubblicandolo in rete, mentre avere un feedback dal pubblico che ha letto il tuo libro è più complicato e soprattutto lungo nel tempo.

Qual è il tuo rapporto con i social?

I social sono una parte del mio lavoro. Ogni giorno dedico una buona parte del lavoro alla condivisione di post, ai commenti, alle foto e alla lettura di altri blog o profili.
Credo siano utili nella misura in cui si riesce a gestirli e a trarre da essi la parte migliore. Se non ci fossero stati i social forse Mo te lo spiego a papà non sarebbe cresciuto.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri Francesco? Sostanzialmente siamo curiose di sapere se arriverà un altro libro.

Il prossimo libro in tema Mo te lo spiego a papà ci sarà quando i miei figli saranno adolescenti. Lì ce ne saranno delle belle da raccontare. Sicuramente uno dei progetti a cui sto lavorando da un po’ di tempo è quello di un programma tv legato alla famiglia. Tra un po’ ci sarà il lancio, quindi occhio alla fan page di Mo te lo spiego a papà 

 

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Bonnie Mi chiamano Bonnie e sogno una vita da Pinterest. Abito a Roma ma sono una gallina padovana.

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