Storie & Interviste

Anna Giulia Fusco: dalla disabilità alle passerelle della Milano Fashion Week

Anna Giulia Fusco: ‘Ho smesso di dare la colpa agli altri e ho preso in mano la mia vita’

Anna Giulia Fusco non è solo una modella e una cantante. È una forza della natura che ha trasformato quella che molti definirebbero una ‘disabilità’ nel suo più grande talento. Nata senza mano e avambraccio sinistri, oggi è una Life Coach che insegna a guardarsi allo specchio con occhi nuovi. L’abbiamo intervistata per farci raccontare come si passa dal bullismo alle passerelle della Milano Fashion Week

Anna Giulia Fusco parlaci di te, presentati al pubblico dicendo chi sei.

Sono  una ragazza nata senza mano e avambraccio sinistri. Sono una cantante, una modella e una Life Coach per le famiglie con bimbi con la mia stessa patologia e anche per persone adulte.

 

Tra sport, scuola e passerelle

Hai una grinta contagiosa. Ci racconti le tue tante attività?

A parte l’attività di coach, tramite una associazione vado a portare la mia testimonianza nelle scuole per sensibilizzare gli alunni e quindi evitare episodi di bullismo. Pratico il nuoto paralimpico che, non portando protesi, mi aiuta tantissimo con la postura. Spesso faccio da testimonial in vari convegni, mi chiamano per intervistarmi, per parlare nei programmi TV, per cantare oppure sfilare.

Anna Fusco

Sei mai stata vittima di bullismo?

Si, sono stata vittima di bullismo da piccola, ma non eccessivamente. Sono stata abituata sin da piccola ad affrontare la vita. Quando ho capito che “gli altri mi vedono come IO mi vedo” è cambiato tutto. Dalla ragazzina che stava da una parte a scuola, diventai una bambina più sicura e simpatica. Da lì cambiò tutto.

Il coraggio di sentirsi “diversa”

C’è stato un momento in cui ti sei sentita ‘fuori posto’?

Si, mi sono sentita diversa, nel periodo adolescenziale ero anche in sovrappeso. È il periodo in cui ti ritrovi a fare i conti con la realtà e non solo, è il periodo in cui inizi a crearti una vita, a socializzare ed avere amici, non è stato facile ma ce l’ho fatta. Ho smesso di dare la colpa agli altri e ho “preso in mano ” la situazione (ride n.d.r.), solo io potevo farlo.

Come sei diventata Life Coach?

Ho deciso di diventare Life coach solamente quando mi sono sentita davvero pronta, quando ho sconfitto ogni mio demone, quei demoni che per una persona come me, inevitabilmente si presentano in più fasi della vita. Ho capito che era il momento di aiutare gli altri. Bambini, adulti e genitori. Molti, comprese persone più grandi di me, vivono la cosa ancora come un problema.

Un consiglio per le lettrici di Womoms

Cosa diresti alle ragazze che convivono con una ‘differenza’, che sia fisica o estetica?

Alle ragazze più giovani con un qualche tipo di diversità dico: finché sarai tu a vedere il problema, lo vedranno anche gli altri. Impara ad amarti, ad accettarti, a trovare soluzioni e gli tri ti vedranno come tu ti vedrai.

Quanto conta far parte di una realtà come l’associazione “Raggiungere“?

Fare parte di un associazione come “Raggiungere” è importantissimo. Ci da modo di confrontarsi l’un l’altro. Prendere esempio, avere consigli e anche conforto. La cosa più importante secondo me è sapere che esiste qualcuno come te che può capirti a pieno.

Anna Fusco

Quali sono i tuoi prossimi sogni?

Progetti futuri? Per ora so che sfilerò alla “Milano fashion week” una grande soddisfazione per me e per chiunque è come me.

Chiara Gobbi

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