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Comunicare bene per stare meglio

Comunicare bene per stare meglio

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Una delle fondamentali motivazioni per cui si incorre in situazioni conflittuali e si crea un clima poco piacevole in determinati contesti sono le difficoltà a comunicare tra i partecipanti.

In particolare capita spesso di agire senza comunicare contenuti di spiegazione preventivamente o in accompagnamento ai nostri agiti.

Questo fa sì che determinate nostre azioni colgano alla sprovvista le persone con cui ci relazioniamo.

Un po’ di teoria e alcuni esempi.

Gli assiomi della comunicazione umana enunciati dalla Scuola americana di Palo Alto di Paul Watzlawick sottolineano, tra le altre cose che

  • è impossibile non comunicare: anche i silenzi dicono moltissimo, anzi spesso, come si suol dire dicono più di mille parole!
  • qualunque cosa detta vale per ciò che viene detto ma anche, oserei dire soprattutto, per come viene detta
  • in base al contesto e ai ruoli le comunicazioni possono essere paritarie o no

Vediamo un po’ meglio che significa.

Ciò che diciamo, ma anche ciò che non diciamo, il tono di voce che usiamo, tutto l’aspetto non verbale della comunicazione, le emozioni che proviamo che si traducono in espressioni e gesti, il ruolo che rivestiamo, tutto questo incide non solo sul singolo messaggio comunicativo ma, soprattutto, sul clima relazionale e sul nostro rapporto con l’altro.

Esempi:conenuti

  • Marito arriva tardi da lavoro perchè, pur uscendo d’ufficio al solito orario, si è perso nella ricerca di un regalo per Moglie che ama ricevere sorprese per il compleanno. Moglie lugubra sul ritardo di Marito, lo chiama in ufficio e non lo trova. Litigio, musi lunghi fino alla spiegazione. Sopresa saltata o comunque servita con contorno di litigata.
    Marito poteva dire che doveva accompagnare un amico a fare un acquisto, oppure creare suspance dicendo che per qualche giorno doveva fare l’aiutante di Babbo Natale

 

  • K. è stanca, ha passato un brutto periodo, ha tanta voglia di starsene per conto suo e non sentire nessuno per un po’. S., che è sua buon amica, la cerca più volte, ma K. si limita a brevi risposte ai messaggi e spesso non risponde al telefono perchè non ha voglia di rispondere a nessuno. Passa il tempo e S. che ci è rimasta male non cerca più K. Dopo un po’ neppure K. cerca più S. visto che non l’ha più sentita da tanto e il rapporto si allenta.K. invece di mettere S. davanti al suo agito percepito da S. come un muro di silenzio, poteva accompagnare il suo agire con un contenuto esplicativo comunicando ad S. il suo bisogno di tempo per sé. S. poteva così agire in modo da non risultare invadente a K. evitando di cercarla nella sua fase eremitica.

Quando agiamo e non accompagnamo la nostra azione con un adeguato contenuto che renda il più accettabile possibile il nostro agito, potremmo creare una situazione conflittuale con l’altro che può essere più o meno difficile da risolvere.

comunicare

Immagini da: Guglielmo Gulotta, Commedie e drammi nel matrimonio, illustrazioni di Alfredo Chiappori, Feltrinelli, 1976

Tiziana

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