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Eleanor Oliphant sta benissimo

Eleanor Oliphant sta benissimo

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Eleanor Oliphant sta benissimo, una storia in salita.

La storia di Eleanor Oliphant scritta da Gail Honeyman, ha scalato le classifiche non appena è giunta in libreria. Incuriosita ho aspettato un po’ prima di volerla scoprire. La forte campagna pubblicitaria che può avere un libro corre sempre il rischio di lasciare un sapore amaro in bocca. Non è che abbiamo poi troppe aspettative? I libri sono soggettivi lo sappiamo. Di conseguenza quando una forte pubblicità ci dà con forza quella spinta su un determinato caso editoriale, non creiamoci troppe aspettative! Potremmo rimanerne delusi. Ma sarà questo il caso?

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso.”

Eleanor Oliphant si presenta subito nelle prima pagine come una ragazza “strana”. Asociale, amante dei cruciverba, anaffettiva, schietta da sembrare maleducata ma con un’intelligenza acuta, raffinata e anche ironica. Ha un lavoro da impiegata dove i colleghi la guardano storto, vive da sola e non ha amici. Una vita passata ad essere inosservata riuscendoci a pieni voti. Il fine settimana si rinchiude in casa per uscire solo il lunedì mattina per recarsi al lavoro nuovamente. Ma lei sta benissimo così, non ha bisogno di niente e di nessuno. Solo il mercoledì sera, quando riceve quella telefonata abitudinaria da parte di sua madre, Eleanor sembra vacillare e perdere all’istante quel suo equilibrio.

Il libro parte lento per poi a poco a poco prendere vigore. Cosa succede? Accade che Eleanor si innamora di un musicista e da qui parte il cambiamento. Scopre i social e il loro uso per “spiare” la vita degli altri, scopre per la prima volta una ceretta dall’estetista ed un taglio ed un nuovo colore di capelli da un parrucchiere. Ma soprattutto scopre cosa significa ricevere un gesto gentile da qualcuno senza chiedere nulla in cambio.

Da qui, a poco a poco, Eleanor si scopre facendoci conoscere le sue fragilità dietro un’apparente corazza. Il suo passato, le sue paure, i suoi segreti e le sue ferite. Ferite anche fisiche come quella cicatrice sul viso che si accarezza quando ne sente il bisogno. 

Eleanor Oliphant

 

Qui il lettore non fa che affezionarsi alla sua storia, vuole sapere cosa nasconde il suo passato. Perché non riesce ad agire dietro quelle telefonate di sua madre? Come si è fatta quella cicatrice evidente sul volto? Il lettore è incuriosito dal personaggio fino alla fine, fine in cui Eleanor riscopre se stessa, supera il dolore, supera un passato devastante che l’ha segnata ma soprattutto supera quella vita vuota per tuffarsi in una vita fatta di emozione, coraggio, amicizia, affetto e felicità.

Molti hanno parlato di un libro di successo sulla resilienza. Sì certo è così. Ma penso che Eleanor Oliphant sta benissimo sia diventato un caso letterario non per la sua storia in sè o per come è raccontata, visto che in alcuni tratti la storia sembra “esagerata”, ma per essere un romanzo che tocca i temi della solitudine, del giudizio degli altri (diciamo anche bullismo!), della salute mentale e dell’alcolismo. E’ un bellissimo romanzo in cui una donna fragile percorre una strada che la porta a cambiare totalmente. Con l’aiuto di un caro amico, dà un colpo secco alla sua vita passata per essere semplicemente felice.

Inoltre presto vedremo la trasposizione cinematografica! Reese Witherspoon con la sua Hello Sunshine prudurrà la pellicola insieme alla MGM! Saremo tutte curiose di vedere Eleanor sullo schermo!

Francesca Cirianni

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Francesca Cirianni Nata a Torino ma trasferita a Bologna. Amo viaggiare e amo farlo soprattutto con i libri. Cerco di documentare le mie passioni con la fotografia e tra queste c'è un buon cibo e un buon bicchiere di vino. Certo, poi ci sono anche loro, le mie figlie, le preferite della mia macchina fotografica.

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