Come un respiro: l’ultimo libro di Ferzan Ozpetek

come un respiro

“Come un respiro” è l’ultimo libro di Ferzan Ozpetek

Amore, nostalgia, uno sguardo al passato e una Istanbul con le sue vedute in Come un respiro. Gli ingredienti di Ozpetek si riconfermano anche nell’ultimo successo del famoso regista turco che segue Rosso Istanbul e Sei la mia vita.

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La trama

Una domenica qualunque, in una abitazione al quartiere romano del Testaccio. Un forno acceso, la tavola apparecchiata, il campanello suona per far entrare gli ospiti ma quella domenica è diversa dal solito per Sergio e Giovanna.

Sull’uscio non ci sono i soliti amici, ma una signora che tenta di entrare per rivedere quell’appartamento che un tempo, molti anni prima, fu il suo.

Elsa Corti, quello il suo nome, viene fatta entrare, si guarda intorno, fissa la finestra.

Poco importa: la vita scorre come un respiro. E dentro ci lascia la nostalgia per ciò che avremmo potuto fare e la consapevolezza di ciò che siamo diventate.

Intanto arrivano le altre due coppie di amici, tutti cercano di capire quale sia l’anello di congiunzione tra quella donna misteriosa e la tavola a cui ora è seduta. Cosa sono le numerose lettere che reca con sé? Perché insiste nel voler parlare con sua sorella Adele che non vede e sente da lunghissimo tempo?

Le storie delle tre coppie iniziano ad assumere connotati fortemente individuali per miscelarsi in passati e presenti distanti.

Ferzan Ozpetek rafforza nel suo terzo romanzo una scrittura che sembra levarsi dal libro per entrare dritta in uno schermo dinanzi a cui rimanere incollati per arrivare fino alla fine di questa storia dove da Roma si passa a Istanbul, altra “firma” nelle produzioni artistiche di Ozpetek.

Il libro è uscito in estate ed è edito da Mondadori. Un successo che ci si aspettava decretato da quattro ristampe in due settimane.

Regista e sceneggiatore, Ferzan Ozpetek è capace di catalizzare anche nella lettura chi vi si approccia, lasciando come in ogni sua opera un senso di riflessione che va ben oltre la mera trasposizione cinematografica o la lettura delle pagine. Un libro quindi che consiglio per la semplicità di fruizione, malgrado alcuni intrecci relazionali che lo rendono un vero e proprio thriller dei sentimenti, che non si esaurisce con la sola lettura.

Manuela Prestifilippo

Mi definisco una operaia della comunicazione. Giornalista e non solo. Adoro scrivere, ma amo anche correre. Mi piace sperimentare tutto quello che attira la mia attenzione. Sono affascinata dal mondo orientale, dalle discipline olistiche e amo la vita in ogni sua declinazione. Dicono che nelle mie vene ne scorra parecchia e cerco sempre un motivo per sorridere e ringraziare. Ho vinto un tumore al seno e mi batto per la prevenzione e la ricerca scientifica. La mia parola d'ordine è "Ascoltare" perchè si impara sempre qualcosa.

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