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Stefania Amodeo: I sette nodi del destino

Stefania Amodeo: I sette nodi del destino

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Questa estate ho avuto l’occasione di conoscere Stefania Amodeo, l’autrice di uno splendido libro che ho letto tutto d’un fiato.

Porta il nome de “I sette nodi del destino” e la trama è una storia d’amore ricca di riflessioni, e il racconto di un viaggio.

L’ho intervistata e dalle sue risposte, potrete cogliere altri aspetti di questo splendido racconto.

Stefania AmodeoCiao Stefania… come è nata l’idea del libro?

Credo che un libro nasca da solo. Un giorno ho iniziato a scrivere e mentre le parole uscivano prendevano una direzione. Era come se tutto fosse già nella mia mente. Forse nell’anima. Una strana sensazione, ma ciò che davvero è strano è che adesso amo rileggere i 7N (I Sette Nodi – ndr) come se ne fossi estranea. Mi sembra che sia scritto da un’altra persona. Ho sempre amato scrivere, è la “mia ghianda”, come confermerebbe James Hillman. E ho scritto ciò che avrei voluto leggere.

Parlando con te mi è sembrato di capire che hai modo di viaggiare sia per lavoro, sia per piacere: prendi spunto dai luoghi che hai visitato per descrivere quelli nel libro o sono immagini di fantasia?

Questo è davvero un altro aspetto misterioso del mio libro. Ho viaggiato abbastanza, ma i luoghi che descrivo nel libro, così come molte usanze, non li ho visitati né conosciuti. Lettori che sono stati in Sud Africa mi hanno documentato che sono stati dipinti luoghi reali e che sembra impossibile che non li abbia davvero visitati. Credo di essere stata guidata anche in questo da qualcosa che trascende la scrittura stessa.

Mi incuriosisce sempre, quando leggo un libro, pensare a come l’autore abbia scelto i nomi dei protagonisti o se sia in qualche modo affezionato ad essi. Alex e Robert da dove “provengono”?

Nomi che si sono scritti da soli. Un’altra volta con quella strana sensazione che qualcuno muovesse la mia fantasia e la mia penna. Marshall è forse più pensato: ho cercato infatti un nome di isole remote. Le Marshall sono ricordate tristemente per gli esperimenti nucleari, ma hanno avuto la forza di riprendersi: dalla distruzione alla ricostruzione. Ecco allora che per la protagonista il cognome era perfetto, anche lei vive una fase di vuoto per poi ritrovarsi. Questo tema è anche oggetto dei miei corsi sia individuali che collettivi che hanno lo scopo di accompagnare le persone ad accelerare i passaggi tra i nodi.

Alex è molto determinata, ti ritrovi in questa sua caratteristica?

Una mia amica psicanalista mi ha illuminato con una frase dopo aver letto il libro. Mi ha detto: “tu non sei Alessandra, sei Robert”. Ecco, forse aspiro ad essere come lui. Certamente è un’ispirazione ed io credo in ciò che predica lui. Forse Robert è la mia voce.

Cogliere l’attimo ed i momenti belli che ci vengono regalati senza pensarci troppo, credo sia una delle cose più difficili da fare, con questo libro vuoi provare ad insegnare alle persone a seguire il loro istinto?

Non l’istinto in toto, questo potrebbe portare a grandi errori. Essere piuttosto consapevoli del tempo che passa, che non siamo immortali fisicamente e che tutto ciò che non cogliamo è perduto.

Ho letto che hai collaborato a diverse testate giornalistiche, com’è stato il passaggio al mondo del marketing? E’ stata una decisione ponderata o hai colto l’occasione senza pensarci?

Ho sempre voluto lavorare nel settore, sin da giovane. Ho puntato l’obiettivo e mi sono formata per questo. Credo che niente si ottenga senza sacrificio, sudore e determinazione. “Dilettanti allo sbaraglio” non funziona e l’ho imparato a mie spese. La professionalità vera nasce dalla curiosità e dal desiderio di stimoli, contaminazioni. Il giornalismo è nel mio DNA e mi è servito per il mestiere che faccio oggi. Dirigere il marketing in un’azienda ha infatti a che fare con aspetti scientifici ed umanistici, sono imprescindibili.

Stefania come riesci a conciliare lavoro, famiglia e trovare il tempo per scrivere?

 A volte me lo chiedo anch’io, ma nel tempo mi sono data una risposta. Uno schedule organizzato, buoni collaboratori e una dose di energia che non deve mancare sono gli ingredienti per far combaciare tutto. A volte non è affatto facile, ma se si pensa ad un sistema organizzato senza lasciarsi trasportare via dalla corrente, allora diviene più semplice. Limando ciò che non è strettamente necessario e stabilendo priorità. Spazio alla fantasia e un occhio alla programmazione a breve e lungo termine.

Stefania Amodeo

 

Federica Damasco

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