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La famiglia Aubrey di Rebecca West

La famiglia Aubrey di Rebecca West
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La famiglia Aubrey di Rebecca West, una lettura impegnativa.

La famiglia Aubrey di Rebecca West, edito da Fazi Editore, è un libro decisamente impegnativo. L’ho scelto in libreria non perché ne avessi sentito parlare ma perché mi colpì subito. Copertina carina a colpo d’occhio e ambientato a Londra a fine Ottocento. Ma soprattutto mi hanno colpito le belle parole di Alessandro Baricco riportate sulla fascetta del libro: “Il miglior romanzo del Novecento”! Non ho più esitato e l’ho comprato!

 

“Quando il violino esegue il suo assolo prende in prestito le cadenze dagli accordi suonati dall’orchestra e poi gliele restituisce, è come se una parte avesse parlato per il tutto ma non se ne fosse mai staccata completamente”

 

Inizio così la lettura de La Famiglia Aubrey. La storia è raccontata dal punto di vista di Rose, una delle tre figlie della Signora Clare e del Signor Piers. Poi ci sono Cordelia, la sorella maggiore, Mary la sorella gemella di Rose e Richard Quin, fratello minore. Mamma Clare, appassionata pianista, trasmette la stessa passione per la musica ai figli. Ma mentre Rose e Mary trovano nel pianoforte il loro strumento musicale, Richard non l’ha ancora trovato e Cordelia invece si ostina a suonare il violino a discapito della sensibilità musicale molto accentuata di Clare.

 

Tutto il romanzo gira inoltre intorno alla figura del papà Piers e della cugina Rasamund.

 

Il papà si rivela essere una figura che i figli adorano ma che, a causa di investimenti sbagliati, crea situazioni difficili da far affrontare al resto della famiglia. La famiglia infatti si trova a vivere quasi in povertà in una casa coloniale che sta per cadere a pezzi a causa dei suoi errori. La cugina Rosamund invece arriva a trovare rifugio in casa loro tra la simpatia di tutti.

Nessun evento particolare colpisce la famiglia Aubrey, quasi nulla accade in queste 570 pagine se non avvenimenti davvero di poca importanza. Non è dunque uno di quei libri che riescono a rapire l’interesse del lettore pagina dopo pagina, quell’interesse che diventa addirittura foga. 

la famiglia aubrey
Foto Credit: Francesca Cirianni

Alla domanda che mi è stata fatta “Ti è piaciuto?”, ho risposto “E’ il libro più ben scritto che io abbia mai letto ma non succede mai nulla!”.

Ed è così. Rebecca West in La Famiglia Aubrey ha una scrittura bella, raffinata, approfondita e ricca nei dettagli. L’autrice ha una capacità di descrizione davvero da manuale. Tutto scorre fluido nella descrizione delle emozioni, dei pensieri, dei personaggi, degli avvenimenti e delle azioni. Tutto scorre però lento, troppo lento. Gli avvenimenti che ci sono poi, non sono niente di che, niente che possa portare il lettore a rimanere incollato alle pagine compensando questa scrittura lenta. Ecco perché ho impiegato tantissimo a finirlo e perché spesso avrei voluto lasciare il libro a metà.

Lo consiglio? Sicuramente sì se siete lettori appassionati di trame lente e ben scritte, e si vi piacciono quei romanzi di saghe familiari, ma se amate quei romanzi con colpi di scena o con qualche avvenimento importante che travolge i protagonisti allora no. Non fa proprio per voi!

Buona lettura

Francesca Cirianni

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Francesca Cirianni Nata a Torino ma trasferita a Bologna. Amo viaggiare e amo farlo soprattutto con i libri. Cerco di documentare le mie passioni con la fotografia e tra queste c'è un buon cibo e un buon bicchiere di vino. Certo, poi ci sono anche loro, le mie figlie, le preferite della mia macchina fotografica.

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