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Legami ad alto contatto, legami indissolubili

Legami ad alto contatto, legami indissolubili

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pic by @lacrusia

Sarà capitato anche a voi di leggere di quelle che oggi sono definite mamme, ma anche papà, ad alto contatto.

Nel tempo questa definizione mi ha lasciato perplessa. Sebbene mi riconoscessi personalmente in tanti aspetti di questa “etichetta” mi sono domandata se fosse giusta questa definizione: alto contatto.

Quando definiamo qualcosa lo facciamo per differenziarla da altre.

Allora mi sono chiesta se, al di là di situazioni limite, esistano nella maggior parte dei casi mamme che il contatto con i figli lo possano sentire basso?

La risposta che mi sono data è no.

I legami verso i figli sono, credo, quelli più forti insieme a quelli per i genitori. Sono quelli che durante la vita, anche nelle conflittualità più elevate, continuano ad esistere.

Sono i veri legami indissolubili.

Legami così forti creano un contatto fortissimo che ciascuna mamma e ciascun figlio vivono secondo le proprie personalità e le proprie abitudini.

La stessa mamma può vivere in maniera parzialmente diversa i legami con i suoi figli a seconda della personalità di quest’ultimi.

Gli stili di vita delle persone possono essere differenti, cambiano in virtù delle zone in cui si vive, degli studi  compiuti, della professione, delle persone frequentate, ma il legame forte tra una madre e un figlio resta forte a qualunque latitudine.

La differenza tra noi e gli altri è una ricchezza ma anche, quando non riusciamo a capire o condividere, possibile fonte di conflitto.

Per me vale un’assunto che ho sempre avuto professionalmente, prima ancora di diventare mamma io stessa, visto che la mia professione mi portava a contatto con le mamme: ogni mamma fa per i suoi figli tutto quello che può e proprio per questo nessuna mamma andrebbe mai criticata.

Possiamo vedere abitudini differenti dalle nostre. Modi di fare che decisamente non ci appartengono, che facciamo fatica anche a capire. Comportamenti che definiamo dentro di noi assurdi. Eppure, ad eccezione di casi limite in cui veramente qualcosa non va, nella maggior parte delle situazioni quello che a noi appare assurdo è la normalità di qualcun’altro e viceversa. Sia noi, sia quelle mamme che si sembrano assurde, stiamo facendo il meglio che possiamo per i nostri figli.

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Certo ci si può confrontare. Conoscere ciò che è altro da noi ci arricchisce.

Nelle private conversazioni possono anche capitare discussioni che se portate avanti nel rispetto sono anch’esse una fonte di crescita.

Credo, però, che nelle affermazioni “pubbliche”, quelle cioè che lasciamo ascoltare o leggere a tutti, sia necessario sempre un rispetto profondo. Etichettare, prendere in giro, criticare, trovo che non siano buone prassi.

Ci vuole molto tatto per parlare dei legami ad alto contatto!

Tiziana

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