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Equitazione paralimpica: non ci sono limiti!

Equitazione paralimpica: non ci sono limiti!
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L’equitazione paralimpica appunto, praticata da tantissime persone che sono nate con qualche difetto psico-fisico.

Persone  che non si arrendono davanti ai loro handicaps e lottano invece competitivamente come noi in alcune gare e discipline modificate sulla base di quelle già esistenti e che si adattano alle loro esigenze e difficoltà psico-fisiche.

La più praticata fra di loro è quella inglese del dressage.

Si tratta di una disciplina che si basa solo sul lavoro “in piano” del cavallo, senza ostacoli da saltare od altre difficoltà e che quindi riguarda solo l’allenamento delle tre andature base del cavallo: passo, trotto e galoppo.

Durante una competizione di questo tipo si devono eseguire figure geometriche preimpostate in modo preciso, sinuoso ed armonico.

Cadenza, rigore e concentrazione sono essenziali per il successo di questa disciplina.

Per queste persone, fra cui troviamo amazzoni e cavalieri cerebrolesi, paraplegici, amputati, con sclerosi multipla, nel campo delle menomazioni visive ipovedenti e non vedenti totali, e disabili intellettivi e relazionali (D.I.R.), la competizione arriva come frutto di un miglioramento o stabilizzazione dovuto grazie all’ippoterapia ,mentre per altri è semplicemente frutto di una spropositata ed innata passione per il cavallo così come può nascere in noi altri!

Equitazione paralimpica
Equitazione paralimpica

Qualsiasi disabile che abbia stabilizzato il suo livello di recupero può infatti iniziare la pratica sportiva dell’equitazione; o può riprendere a praticarla per esempio dopo un trauma invalidante.

Sono rare le controindicazioni mediche!

 

Per questi cavalieri ed amazzoni così sensibili, il cavallo diventa più che mai un amico affidabile a cui appoggiarsi e su cui contare in ogni momento della propria vita.

Sensazionale è pensare al fatto che il cavallo può diventare le gambe per amputati, paraplegici o persone affette da sclerosi multipla; donando loro l’indescrivibile sensazione di poter “camminare” senza l’aiuto della carrozzina; oppure regalare ad un ipovedente i propri occhi per spostarsi senza timori.

 

Equitazione paralimpica

 

È unico ed insostituibile e permette a tutti, ma proprio tutti, di provare la sensazione di libertà che tanti purtroppo non riuscirebbero a scoprire.

 “Quando noi siamo in sella ad un cavallo, prendiamo in prestito la libertà”.

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Comment(3)

  1. Bellissimo post. Amo i cavalli e praticavo un po’ di anni fa però mi hai fatto conoscere un aspetto che non sospettavo e importante per molti.

    1. Cara Marilena, grazie mille per il bel commento che mi hai lasciato! Lo scopo che mi pongo ogni volta è proprio questo: trasmettere qualcosa di positivo, di curioso e di costruttivo ogni volta. Non c’è nulla di più gratificante per me che raggiungere le emozioni di voi lettrici! Un bacio :-*

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