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Orbi et Orbi: Luca e Krenare e la loro disabilità

Con Orbi et Orbi Luca e Krenare sensibilizzano nei social il mondo dei non vedenti

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Conosciamo Luca Barani e Krenare Zylfalari che con il loro profilo Orbi et Orbi, e una grande dose di autoironia,  attraverso i social informano e sensibilizzano l’importanza della cultura sociale nei confronti  degli ipo non vedenti.

Luca e Krenare raccontateci di voi, del vostro percorso di vita e di come vi siete conosciuti

Sono Krenare, ho 27 anni e sono nata in Kosovo. Affetta da retinite pigmentosa dalla nascita, intravvedo qualcosina come luci e ombre, forme, colori più chiari e scuri. Nonostante questo sono non vedente, perché essere cieca non significa vedere completamente buio, ma riuscire anche a intravvedere qualcosina. In Kosovo ho frequentato le elementari e per me è stato molto difficile.

Dopo la guerra del ’99 il Kosovo era ancora in una fase di ripresa e le scuole non erano molto organizzate. Non avevo le insegnanti di sostegno ne gli ausili con cui poter studiare e fare i compiti. Per questo motivo mio padre ha deciso di portarci qui in Italia.

All’età di 12 anni ci siamo trasferiti e ho frequentato le medie e le superiori. Nel 2020 sono andata a Bologna a fare il corso per centralinista della durata di circa un anno dove ho conosciuto Luca, il mio attuale ragazzo e ora stiamo insieme da due anni.

Luca: bruttissimo il mio attuale ragazzo!

Krenare ribadisce: è così, per adesso sei attuale, poi si vedrà!

Mi chiamo Luca ho 26 anni e sono di La Spezia. Sono nato ipovedente lieve quindi avevo un residuo di circa tre decimi che comunque mi consentiva di svolgere tutto tranquillamente. Le uniche accortezze che utilizzavo erano video ingranditori, fotocopie ingrandite, lenti d’ingrandimento per studiare.

Il resto era tutto molto normale, mi muovevo tranquillamente, andavo a giocare al calcetto. Poi all’età di vent’anni la mia patologia,  Vitreoretinopatia Essudativa, è peggiorata e in seguito ad una serie di operazioni, ho perso del tutto la vista. Per me è iniziata una sorta di seconda vita in cui ho dovuto ricominciare e reimparare un sacco di cose basilari. Ho fatto vari corsi di orientamento e mobilità per come muoversi all’esterno, attraversamenti, mezzi pubblici e corsi di autonomia domestica per muoversi in casa in sicurezza, “senza ammazzarsi cucinando”.

Due anni fa anch’io ho partecipato all’Istituto Cavazza di Bologna, un corso per centralinisti non vedenti. Eravamo un gruppo di 25 persone, tutti ipovedenti e non vedenti, per conseguire il patentino di centralinisti e accedere alle graduatorie pubbliche. Qui ho conosciuto Krenare “che non mi ha resistito” e ci siamo messi insieme. Da due anni conviviamo qui a La Spezia e abbiamo creato Orbi et Orbi.

 

Generalmente si pensa che il decifit sensoriale della cecità comporti una limitazione nello svolgere il quotidiano della vita. Attraverso i vostri social scopriamo invece che tutto si può fare, anche cose che sembrano impossibili. Truccarsi per esempio, mi rivolgo a Krenare, la domanda è banale e forse sarai stanca di sentirla, ma come fai?

Luca

La maggior parte delle persone ritiene che avere una disabilità come la nostra comporti delle limitazioni pesanti nella vita ma in realtà non è così. E’ chiaro che ci sono molte problematiche, molti disagi e preoccupazioni. In realtà si può veramente fare quasi tutto, calandosi in un’altra realtà e guardando la vita da un altro punto di vista per poi agire di conseguenza. Mi rendo conto che non è facile, ma con la volontà si può tranquillamente fare tutto come sa bene Krenare con il trucco.

Krenare

Come ha detto Luca con la volontà si può fare tutto e a proposito del makeup, in molti mi fanno questa domanda. Ogni giorno ricevo tantissimi commenti a riguardo e sono sempre pronta a rispondere con gioia perché ne vado molto fiera. Non mi è mai capitato di ricevere un commento negativo né mai mi è stato detto sei truccata male. Sono molto orgogliosa perché per me è un sogno che si è realizzato nel tempo.

Già da ragazzina ero molto appassionata di makeup, ma non vedendo, pensavo che non sarei mai stata in grado di truccarmi da sola. Alzarsi la mattina e prendere gli ombretti, iniziare a truccarmi senza l’aiuto di una persona che m’insegnasse quantomeno a farlo, per me era una cosa irrealizzabile. L’anno scorso ho fatto un corso di makeup con una makepartis bravissima che è stata davvero in gamba. Mi ha aiutato tanto capendo subito quali erano le mie necessità e i miei desideri.

Lei ha messo tanto del suo mestiere insegnandomi tutto passo passo, io ho aggiunto la mia manualità, la mia voglia di imparare e insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Così ho imparato a truccarmi completamente in autonomia.

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E se dentro casa tutto è memorizzato, com’è invece la situazione con le barriere architettoniche della vostra città?

Luca

In casa è più semplice perché memorizziamo tutta la nostra organizzazione che è basata sulle nostre esigenze. Quindi diventa tutto automatico, dal cucinare a organizzare lavatrici e pulire. Per quanto riguarda fuori, entrambi abbiamo fatto corsi di mobilità e orientamento che ci hanno fornito una serie di competenze e di strumenti. Quando siamo in strada, abbiamo un metodo che ci permette di aggirare i vari ostacoli che purtroppo ci sono e che sono tanti.

Siamo entrambi attivi con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che è la nostra associazione di riferimento ed è presente in ogni provincia, in ogni città.

Con questa associazione facciamo spesso incontri in Comune con assessori e con presidenti delle varie compagnie dei mezzi pubblici per fare in modo di sensibilizzare e informare per abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche le barriere sociali di cui in realtà si parla meno. Molto spesso si trova un muro, non per mala fede ma per non conoscenza della nostra realtà. Questo è un altro obiettivo di Orbi et Orbi: informare e sensibilizzare per far sì che i non vedenti non vengano visti come degli alieni che fanno chissà quali magie con il bastone per evitare gli ostacoli, ma semplicemente come persone che si approcciano alla vita, guardandola da un’ altra prospettiva.

Ad esempio gli autisti degli autobus devono essere informati che se alla fermata c’è una persona con il bastone bianco, dovrebbero teoricamente fermarsi con la porta anteriore in corrispondenza del non vedente, aprire la porta e dire poi di che autobus si tratta. Questa sarebbe la prassi ideale poi chiaramente non sempre funziona così. L’esempio dell’autobus, potrebbe essere applicato un po’ a tutte le realtà esterne. Comunque facendo incontri per informare e sensibilizzare, si ottengono dei risultati e noi, nel nostro piccolo, li stiamo vedendo e di questo siamo molto soddisfatti. Quindi anche all’esterno con volontà e metodo, tutto è possibile. Noi andiamo tranquillamente dappertutto, con la nostra organizzazione e programmazione.

(Interviene ironicamente Krenare: dobbiamo organizzare tutto per tempo, perché alla fine riusciamo a fare tutto, “a parte guidare, io ci provo ogni tanto però non è possibile”, ma tutto si può fare)

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L’Ironia che mettete nei social è straordinaria e la vostra disarmante naturalezza arriva al cuore di chi vi guarda. E’ impossibile non volervi bene! Che rapporto avete con i follower?

Luca

Grazie per il “volervi bene” e soprattutto per aver notato l’ironia che insieme all’autoironia sono un elemento fondamentale ed efficace per arrivare alle persone e porgere loro una mano. A proposito di barriere sociali credo che le responsabilità siano equamente ripartite tra vedenti e non vedenti. Spesso anche noi contribuiamo ad alzare il muro di questa barriera sociale quando in realtà dovremmo porgere per primi la mano e far entrare le persone nel nostro mondo. Si tratta semplicemente di avere un’altra prospettiva, facendo capire quali sono le nostre necessità senza che ci sia nulla di strano.

Quindi per noi ironia ed autoironia sono alla base di tutto.

Abbiamo voluto incentrare Orbi et Orbi in quest’ottica che arriva molto, perché vogliamo dare quel messaggio di vicinanza creando una maggiore empatia con i follower.

Krenare

Come ha detto Luca siamo noi che dobbiamo porgere la mano all’altro e lo facciamo attraverso Orbi et Orbi che sta andando molto bene. Il rapporto con i follower è fantastico, sono tutte persone attive e curiose che commentano sempre qualsiasi cosa noi pubblichiamo. Poi ci ringraziano e questo ci fa bene al cuore. Riceviamo messaggi da persone che magari hanno una situazione particolare in casa con un figlio, oppure da insegnanti che ci chiedono come comportarsi con un alunno ipo non vedente.

Questo per noi è molto importante, perché possiamo aiutare gli altri insegnando cose nuove a persone che non sapevano nulla riguardo il mondo dei non vedenti.

Grazie ai nostri video, possono imparare tante cose e i messaggi di ringraziamento che riceviamo per quello che facciamo ci fa capire quanto è bello il rapporto che abbiamo con chi ci segue. Ovviamente ci sono sempre i  messaggini, commenti un po’ ambigui, è normale quando si intraprende un percorso del genere ci si aspetta di tutto.

Ad oggi posso dire che al 99% è tutto positivo, siamo estremamente contenti perché non pensavamo di raggiungere il cuore di così tante persone.

Orbi et Orbi è uno dei profili più genuini di Instagram. Qual è la vostra mission?

La nostra mission è sicuramente quella di sensibilizzare ed informare il maggior numero di persone possibile circa la nostra condizione, facendo capire che siamo persone normali come tutti. Facciamo le stesse cose che fanno gli altri, abbiamo una vita normalissima, ovviamente con maggiore difficoltà, però le difficoltà fanno parte della vita e noi cerchiamo di affrontarle con tanta positività e speriamo che tutto questo arrivi alle persone che ci seguono.

Carla Zanutto

 

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