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Stigma di Erin Doom

“Perché l’amore non è qualcosa di definito. Tutti sanno che cos’è, ma nessuno conosce davvero i suoi confini. Per qualcuno è un sapore. Per altri, un profumo. Per me, l’amore era una cicatrice ricurva sulla pelle, in un punto preciso sotto il costato sinistro. Era uno squarcio bianco che non sarebbe guarito mai. La metà di un cuore non finito. E io l’avrei sempre portata addosso. Come uno stigma”

Stigma pubblicato da Magazzini Salani è scritto dall’incredibile penna di Erin Doom.

L’autrice che sforna parole dopo parole in un turbinio di emozionanti avvenimenti, in questo primo capitolo di quello che sarà una saga di successo, ha un ritmo incalzante che toglie il respiro e ti tiene incollata fino all’ultima pagina.

Ma Stigma non è solo un romanzo, si incentra infatti con il difficile rapporto genitoriale, quando è la madre ad essere fragile come una bambina e la figlia forte come un genitore. Ruoli rovesciati, di una poesia struggente e sofferta, dove conta l’evoluzione interiore dei personaggi. Mierya, la protagonista, e l’odio ostinato per Andras, ma anche attrazione fisica e mentale oltre ogni volontà.

528 pagine nello stile inconfondibile dell’autrice che si concludono senza un finale, per questo dovremo aspettare il secondo volume.

Consigliato per chi ama la scrittura ridondante, per chi ama le saghe, per i fan della scrittrice, per i lettori onnivori come me.

«Non eravamo così diversi. Pieni di lividi come galassie, costellati di ombre e cicatrici bianche come la luna».Stigma

Trama di Stigma

Certi amori ci restano addosso. Come una cicatrice. La protagonista di questa storia non crede più nei miracoli. Troppe volte la vita l’ha masticata e risputata, illudendola che un futuro scintillante fosse in serbo per lei. Da sola e senza mezzi, Mireya decide di trasferirsi a Philadelphia in cerca di fortuna. Con sé ha soltanto una vecchia valigia, intorno l’inverno gelido di una città sconosciuta. Il suo personale miracolo sembra compiersi quando si imbatte in un’insegna al neon che si staglia nel buio della notte. Eccentrico e sfarzoso, il club Milagro’s è un luogo capace di affascinare chiunque ne varchi la soglia, Mireya compresa. Con l’ostinazione di chi non ha niente da perdere, la ragazza riesce a farsi assumere come barista. Il Milagro’s, però, è più di un locale esclusivo. Dietro le sue porte chiuse, oltre i lustrini e le luci di scena, si intrecciano destini e sussurrano segreti. I più oscuri si condensano tutti nel viso aspro e incantevole di Andras, il capo della sicurezza. Fra Mireya e Andras è odio a prima vista. Entrambi portano sulla pelle gli stessi segni, hanno addosso il marchio di chi ha dovuto imparare a lottare per sopravvivere. Eppure i due continuano a imbattersi l’uno nell’altra, come attirati da una forza misteriosa che non sanno né possono contrastare, stretti da un filo dorato più forte di un destino.

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