Il nasturzio nano

Di solito scelgo piante con colori tenui, variando fra tutte le sfumature dei rosa, dei viola, e dei bianchi dal madreperla all’avorio per il fatto che non stancano mai, si abbinano bene fra loro, non sfioriscono troppo in fretta sotto il sole impietoso e… mi piacciono più di altri colori sgargianti, almeno per quanto attiene al giardino.

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Quest’anno qualcosa è cambiato. Non tanto la voglia di rinnovare i colori intorno a me, quanto piuttosto la tenacia dei miei bambini, che crescono pian piano e iniziano a voler “scegliere le loro piantine”.

Devo dire che mi piace molto assecondarli in questa cosa perché ritengo sia una fortuna quella di poter praticare sport e giochi vari, ma anche di poter affondare le mani nel terriccio (sporcandosi equamente da qualunque parte) e alla fine fare un’esperienza che trasmette anche il senso del tempo e dell’attesa, della vita e del rispetto per la natura.
È grazie ai miei ometti, che oggi ho deciso di parlare di Nasturzi, in particolare di quello nano (Tropaelous minus) che si coltiva come quello rampicante (Tropaelous majus), dal quale differisce per dimensioni e portamento. Il secondo ha bisogno di un sostegno per spiegare i suoi steli sottili ma esuberanti che possono giungere fino a 2-3 metri. Il primo, invece è un cespuglietto ricadente che può collocarsi senza problemi anche su un semplice davanzale con grande vantaggio per chi abita in città e dispone di poco spazio. I suoi pregi però non finiscono qui; essendo un amante del sole non dovrete preoccuparvene in vostra assenza durante la giornata e al rientro lo troverete traboccante di fiori, dal giallo all’arancio, e di deliziose foglie tondeggianti e dai bordi naturalmente ondulati, che possono anche essere consumate in insalata.

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Ricordate solo di bagnare in modo da mantenere il terriccio umido (meglio soffice ma cresce praticamente dappertutto) senza però lasciare acqua nel sottovaso per non rischiare malattie fungine. Aggiungete fertilizzante per piante da fiore, una volta al mese, e continuerà a sbocciare senza sosta per mesi.

 

Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.
(San Bernardo)

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