Anna Politkovskaja, La Russia di Putin. Una recensione.

Anna Politkovskaja

Anna Politkovskaja e la Russia di Putin in un libro che è sempre più attuale.

Anna Politkovskaja viene uccisa il 7 ottobre del 2006. Quel giorno tutta la Russia è, molto probabilmente, concentrata sul compleanno del Presidente, Vladimir Putin. Putin, figlio “esemplare” del KGB è a capo del Paese dal 1999 e sono anni che la Politkovskaja ne denuncia la politica di eccessi.

L’anno precedente era stato dato alle stampe La Russia di Putin, un libro-inchiesta che raccoglieva “appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia” e fotografava un Paese che non ci aspettavamo (libro che Adelphi ha appena riproposto).

Anna Politkovskaja

Anna Politkovskaja aveva mostrato spaccati della quotidianità russa, da Mosca alla provincia più remota, fatti che passavano sotto silenzio e processi fittizi. Piccoli frammenti del tutto, perché: “ i particolari contano più del quadro in sé. Le parti valgono più dell’intero”.

Quello che stupisce non è la violenza diffusa, non è il cuscino che soffoca di notte chi vuole parlare e non è la distorsione che quotidianamente viene fatta della realtà. Questo, in qualche modo, ce lo aspettiamo tutti.

Quello che stupisce è l’Esercito.

L’anima del Paese è in realtà il fantasma di sé stesso; vive in bilico tra il ferreo patriottismo dei giusti, la disperata rassegnazione dei più e la violenza inaudita dei vertici.

La Russia di Putin è quella dei primi anni Duemila, che potrebbe essere quella di oggi. È storia e attualità.

Dal 200o a oggi cosa è cambiato? Nulla. I coraggiosi come Anna Politkovskaja sono stati messi a tacere, tra carceri ai confini dell’impero, perizie psichiatriche distorte e sicari.

Anna Politkovskaja
Anna Politkovskaja

Ricordo quel giorno del 2006 in cui Anna Politkovskaja fu uccisa con quattro colpi di pistola nel suo ascensore. Il quarto, il «kontrolnyi vystrel», il colpo di controllo fu un proiettile in testa sparato a pochi centimetri di distanza, perché la morte doveva essere certa. Un assassinio che sconvolse il mondo, ma non stupì nessuno entro i confini di quella Russia per cui lei combatteva a colpi di inchieste e denunce a un sistema malato.

Dentro di noi abbiamo tutto quello che serve. Spesso, però, non sappiamo come tirarlo fuori.

Anna Politkovskaja lo sapeva bene e ha perso la vita per dar voce alla verità.

Questo è un libro adatto al nostro Book challenge del 2022!

Caterina Pascale Guidotti Magnani

Caterina Pascale Guidotti Magnani

Non ho filtri, perché dico tutto quello che mi viene in mente, ma lo faccio sempre con gentilezza. Credo che l'educazione e la cultura siano alla base della civiltà. Storico dell'arte con una grande passione per i foulard, li tratto con il rispetto che si deve ai grandi capolavori.

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