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La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker

La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker, la recensione

La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker, รจ il quinto romanzo dell’autore svizzero. Un triplice omicidio che viene risolto ma che, dopo tanti anni, qualcuno insinua sia stato arrestato un innocente.

Luglio 1994. La cittadina di Orphea รจ sconvolta quando il sindaco e la sua famiglia vengono fucilati, insieme a una donna che faceva jogging di fronte alla casa dove avvengono gli omicidi. Nel 2014, Jesse Rosenberg sta per andare in pensione. Uno dei casi piรน famosi che ha risolto insieme al suo partner di allora, รจ stato quello dell’uccisione del sindaco e delle altre vittime. Mentre Rosenberg sta per ritirarsi dalle forze dell’ordine, viene avvicinato da una giornalista locale, Stephanie Mailer, che insinua che sia stato arrestato per quegli omicidi l’uomo sbagliato. Quello stesso giorno, la donna scompare. Naturalmente Rosenberg non รจ in grado di lasciare le cose in sospeso e recluta Derek, il suo ex partner, per aiutarlo a esaminare la situazione. Al duo si aggiunge anche Anna Kanner, un membro femminile delle forze di polizia di Orphea, ambiziosa e motivata. Come porteranno avanti lโ€™indagine, a distanza di tanti anni, per smascherare il vero assassino?

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Joel Dicker รจ particolarmente bravo nel riuscire a concatenare con meticolositร  una trama allโ€™altra. Si cala nei vari personaggi e mette in relazione tutti gli eventi in un abile rebus di dettagli, dove le ipotesi corrono su due linee temporali: presente e passato. Eโ€™ un modo di scrivere thriller che puรฒ anche non piacere, visto che la trama รจ sviluppata in due tempi, raccontati contemporaneamente ma ad anni di distanza.

La scomparsa di Stephanie Mailer ricorda un poโ€™ Agatha Christie

La scomparsa di Stephanie Mailer ha uno scenario in cui i personaggi sono limitati e conosciuti, dove non c’รจ spazio per l’ingresso di personaggi nuovi e dove si sa che l’assassino รจ tra loro. Ma chi รจ? Potrebbe ricordare un poโ€™ Agatha Christie. Infatti l’autore gira e rigira le storie dei personaggi giocando con il lettore, portando alla luce dettagli e caratteristiche sempre nuovi su di loro.

La suspense va alle stelle da un capitolo allโ€™altro e ognuno di questi risulta un’opportunitร  per scoprire una nuova prospettiva della trama. Un susseguirsi di nuovi elementi da collegare a quelli precedenti, nuove ipotesi sullโ€™assassino ma.. non contateci troppo. Joel Dicker รจ davvero un re nel regalare falsi indizi e colpi di scena e alla fine, a sciogliere il complesso arazzo che fa emergere la veritร , sarร  solo lui!

Il volume รจ abbastanza lungo, forse un centinaio di pagine si sarebbero potute evitare. Joel Dicker perรฒ, se lo si conosce bene, si sa abbia questa abitudine a non scrivere volumi proprio snelli. Non si puรฒ perรฒ dire che la lettura sia pesante. Tra personaggi ed eventi, serie di dialoghi drammatici ma anche ironici e una trama dinamica e avvincente, la lettura รจ sempre piacevole fino allโ€™ultima pagina.

Forse il libro non รจ ai livelli de La veritร  sul caso Harry Quebert, ma รจ comunque un ottimo romanzo giallo poliziesco, e se vi piace questo autore, non vi deluderร .

Francesca Crn

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