Ciao Pino Daniele

Pino Daniele, ciao!Pino Daniele

Scoprire la morte di un personaggio della musica italiana tramite i social mi spiazza. Avrei preferito di gran lunga una sberla piuttosto di vedere un immagine (che si apriva a fatica per colpa della rete) su Instagram e come commento leggere:

“Con la tua musica mi sono innamorata, ai tuoi concerti ho cantato a squarciagola, attraverso le tue note ricordo la leggerezza dell’adolescenza e la napoletanità che resta dentro. Ciao Pino” [cit Chiarapassion].

Subito penso a Pino Daniele e cerco conferma sui vari siti di informazione ed aprendoli vedo solo sue foto, accendo la radio e subito parte “Tu dimmi quando quando...”.

Ma quando mai non sono mai andata ad un suo concerto?

Questo è un mio grande rammarico, forse non c’è mai stata occasione o semplicemente pensavo che se volevo vederlo dovevo andare a Napoli, nella sua terra.

Ricordo dei pomeriggi passati in casa da piccolina ad ascoltare i suoi cd. Inizialmente non lo sopportavo molto, il suo accento a me lontano, la sua vocina stridula… mi è bastato un ascolto per capire che era una grande artista. Non mi stancavo mai di ascoltare l’uomo del blues con la sua mitica chitarra bianca.

Pino Daniele
La sua musica non era napoletana, era internazionale. Non vorrei addentrarmi in discorsi tecnici ma vorrei solo ringraziare Pino Daniele per la sua musica che oggi più che mai ascolto in ogni momento.

Je so pazzo!

Ho letto molte testimonianze e le parole che i suoi amici e colleghi hanno dedicato a lui; tra tutti vorrei citare Jovanotti con queste due righe:

“Per lui era IMPOSSIBILE, credetemi, IMPOSSIBILE, produrre una sequenza di note che non fosse bellissima, quando si metteva lì a improvvisare. Studiava sempre la chitarra, non ha mai smesso di studiarla, di accarezzarla, di farci ballare le sue dita sulle punte o di prenderla a pugni.”Pino Daniele

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